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Polizza fideiussoria provvisoria presentata da un’Ati: non può dubitarsi dell’effettiva individuazione dell’ambito soggettivo delle obbligazioni poste, nel caso di specie, a carico del garante

Pubblicato il 15/03/2010
Pubblicato in: Sentenze

Polizza fideiussoria provvisoria presentata da un’Ati: non può dubitarsi dell’effettiva individuazione dell’ambito soggettivo delle obbligazioni poste, nel caso di specie, a carico del garante.

Invero, ancorché nello spazio relativo al contraente (obbligato principale) sia indicata solo l’impresa mandataria., la garanzia fideiussoria per la cauzione provvisoria è firmata in tutti gli appositi spazi non solo dalla mandataria stessa., ma anche dalla mandante, in persona del legale rappresentante pro tempore, e ad essa è allegata una appendice, che non può che costituirne parte integrante, come peraltro in essa espressamente specificato, nella quale è specificato che il “contraente” è un’A.t.i. costituenda che sarà composta dall’impresa capogruppo e dall’impresa  associata.

Anche l’appendice è sottoscritta da entrambe le imprese, individuate mediante la denominazione, la ragione sociale e il nome del legale rappresentante.

Tenuto conto del fatto che la polizza individua altresì la stazione appaltante e l’oggetto della gara cui ha partecipato la costituenda A.t.i.., ritiene il Collegio che ciò renda sufficientemente certo l’ambito soggettivo delle obbligazioni di cui si è fatto carico il garante, di talché esso in alcun modo si sarebbe potuto sottrarre dal pagare le somme eventualmente dovute per il mancato adempimento di obblighi imputabili alla mandante (in materia si rinvia all’orientamento espresso dall’Adunanza Plenaria del Cons. di Stato con la decisione 4 ottobre 2005, n. 8).

Ricorso per violazione e/o falsa applicazione dell’art. 75 d.lgs. n. 163/2006 – Violazione e/o falsa applicazione del punto 9 del bando e 6 del disciplinare, atteso che la polizza fideiussoria individua come contraente la sola impresa Controinteressata. s.r.l. indicandone denominazione, ragione sociale, partita i.v.a. e sede; nell’appendice alla polizza si legge: “Ad integrazione di quanto già citato in polizza facciamo presente che il contraente della medesima trattasi di un’A.t.i. Controinteressata. s.r.l. capogruppo Controinteressata due. s.r.l. associato”; della mandante sono indicate solo la denominazione e la ragione sociale, ma ciò non basta per identificare con esattezza il soggetto garantito e quindi l’ambito soggettivo delle obbligazioni di cui si fa carico il garante.
L’incertezza circa la persona del garantito incide sulla validità della polizza fideiussoria, cosicché in caso di inadempimento imputabile alla mandante la società assicuratrice potrà sottrarsi alla richiesta di incameramento della cauzione;
qual è il parere dell’adito giudice amministrativo?

2.2. Con il secondo motivo di ricorso (Violazione e/o falsa applicazione dell’art. 75 d.lgs. n. 163/2006 – Violazione e/o falsa applicazione del punto 9 del bando e 6 del disciplinare), si lamenta che la polizza fideiussoria individua come contraente la sola impresa Controinteressata. s.r.l. indicandone denominazione, ragione sociale, partita i.v.a. e sede; nell’appendice alla polizza si legge: “Ad integrazione di quanto già citato in polizza facciamo presente che il contraente della medesima trattasi di un’A.t.i. Controinteressata. s.r.l. capogruppo Controinteressata due. s.r.l. associato”; della mandante sono indicate solo la denominazione e la ragione sociale, ma ciò non basterebbe per identificare con esattezza il soggetto garantito e quindi l’ambito soggettivo delle obbligazioni di cui si fa carico il garante.
L’incertezza circa la persona del garantito incide sulla validità della polizza fideiussoria, cosicché in caso di inadempimento imputabile alla mandante la società assicuratrice potrebbe sottrarsi alla richiesta di incameramento della cauzione.
Ritiene il Collegio che la censura sia infondata finanche in punto di fatto.
Invero, ancorché nello spazio relativo al contraente (obbligato principale) sia indicata solo l’impresa Controinteressata. s.r.l., la garanzia fideiussoria per la cauzione provvisoria è firmata in tutti gli appositi spazi non solo dalla Controinteressata. s.r.l., ma anche dalla Controinteressata due. s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, Antinoro Vincenzo e ad essa è allegata una appendice, che non può che costituirne parte integrante, come peraltro in essa espressamente specificato, nella quale è specificato che il “contraente” è un’A.t.i. costituenda che sarà composta dall’impresa Controinteressata. s.r.l., quale capogruppo e dall’impresa Controinteressata due. s.r.l., quale associato. Anche l’appendice è sottoscritta da entrambe le imprese, individuate mediante la denominazione, la ragione sociale e il nome del legale rappresentante.
Tenuto conto del fatto che la polizza individua altresì la stazione appaltante e l’oggetto della gara cui ha partecipato la costituenda A.t.i. Controinteressata. s.r.l.-Controinteressata due. s.r.l., ritiene il Collegio che ciò renda sufficientemente certo l’ambito soggettivo delle obbligazioni di cui si è fatto carico il garante, di talché esso in alcun modo si sarebbe potuto sottrarre dal pagare le somme eventualmente dovute per il mancato adempimento di obblighi imputabili alla Controinteressata due. s.r.l. (in materia si rinvia all’orientamento espresso dall’Adunanza Plenaria del Cons. di Stato con la decisione 4 ottobre 2005, n. 8).
Osserva infine il Collegio, quanto alla questione della esatta identificazione dell’impresa Controinteressata due. s.r.l. (la quale, lo si ricorda ancora una volta, risulta aver sottoscritto la polizza e l’appendice alla polizza con espressa menzione anche del nominativo del legale rappresentante pro tempore), che l’art. 163, c. 3, n. 2 c.p.c. recante la disciplina relativa al contenuto dell’atto di citazione, recita: “Se attore o convenuto è una persona giuridica …, la citazione deve contenere la denominazione o la ditta, con l'indicazione dell'organo o ufficio che ne ha la rappresentanza in giudizio”.
Ciò costituisce ulteriore argomento in forza del quale, ad avviso del Collegio, non può dubitarsi dell’effettiva individuazione dell’ambito soggettivo delle obbligazioni poste, nel caso di specie, a carico del garante.
Segue da ciò l’infondatezza anche del secondo motivo di ricorso.

A cura di Sonia LAzzini
Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 2807 dell’ 11 marzo 2010, emessa dal Tar Sicilia, Palermo

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