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Oggigiorno, a garantire una migliore tutela ripristinatoria in forma specifica...

Pubblicato il 01/07/2010
Pubblicato in: Sentenze
Oggigiorno, a garantire una migliore tutela ripristinatoria in forma specifica, al fine di scongiurare il pericolo di sopravvenienze irreversibili, vi è la disposizione di cui all’art. 11, comma 10, del decreto legislativo n. 167/06 (cfr. pure l’art. 2bis della direttiva ricorsi 2007/66/CE dell’11 dicembre 2007).

Relativamente, infine, alla domanda del ricorrente di reintegrazione in forma specifica ex art. 2932 c.c., sulla base della prospettazione di una valenza ex se contrattuale del verbale definitivo di aggiudicazione, il Tribunale ha fondatamente ritenuto che si trattasse di istanza processuale ormai priva di interesse, in relazione alle conclusioni del collegio in ordine al quantum offerto dal ricorrente quale corrispettivo dell’appalto in questione.

Il T.A.R. ha, peraltro, al riguardo correttamente sottolineato come il richiamo all’istituto introdotto dall’articolo 16, comma 4, del r.d. n. 2440 del 1923 debba intendersi ormai da tempo espunto dall’ordinamento per incompatibilità con il Trattato. Infatti, secondo quanto stabilito dalla Corte di Giustizia fin dalla sentenza Alcatel causa C-81/98 del 28 ottobre 1999, a proposito della (vecchia) direttiva ricorsi 89/665, deve sempre riconoscersi un congruo lasso di tempo fra aggiudicazione e contratto al fine di consentire ai concorrenti “respinti” di poter utilmente proporre ricorso prima della stipula negoziale.

A cura di Sonia LAzzini
Riportiamo qui di seguito la decisione numero 3963 del 23 giugno 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato
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