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non è possibile condividere l’assunto di parte ricorrente, laddove sostiene che i criteri del bando non fossero ...

Pubblicato il 27/03/2010
Pubblicato in: Sentenze
Invero, non è possibile condividere l’assunto di parte ricorrente, laddove sostiene che i criteri del bando non fossero sufficientemente individuati e che la specificazione operata dalla Commissione sia stata illegittima, proprio in quanto travalicante, grazie alla lamentata genericità dei criteri, i limiti della propria competenza.

proprio la precisione con la quale la Commissione ha enucleato i criteri di valutazione e attribuito i relativi punteggi di qualità, ha reso possibile la ricostruzione dell’iter motivazionale che ha dato luogo all’attribuzione dei relativi punteggi ed alla conseguente assegnazione del punteggio finale per il profilo tecnico delle offerte presentate.

- Violazione e/o falsa applicazione dell’art. 83 del D.lgs. n. 163/2006, eccesso di potere, violazione del principio di imparzialità e buon andamento di cui all’art. 97 Cost.
In base alla disposizione contenuta nell’art. 83, nella versione in vigore all’epoca della pubblicazione del bando di gara, era consentito alla Commissione procedere, prima dell’apertura delle buste contenenti le offerte tecniche, alla fissazione in via generale dei criteri motivazionali cui attenersi al fine dell’attribuzione per ciascun criterio o sub-criterio di valutazione del punteggio tra il minimo ed il massimo previsto dal bando.
Tale previsione normativa presuppone che già nel bando di gara la Stazione appaltante abbia indicato con sufficiente precisione i criteri di valutazione delle offerte tecniche, demandando alla Commissione la sola precisazione dei criteri motivazionali da osservare per l’attribuzione dei punteggi.
Nel caso di specie, invece, il bando non risulta aver adeguatamente indicato i criteri e la Commissione, proprio basandosi sui criteri genericamente indicati dalla stazione appaltante, ha provveduto a precisare, per ciascuno di essi, il punteggio massimo attribuibile ed a fissare autonomamente i sub-criteri e sub-punteggi da assegnare in seguito all’esame dei progetti.
Tale modus operandi risulta tuttavia illegittimo, in quanto trattasi della precisazione successiva di criteri che, in base a quanto indicato nella lettera di invito/capitolato speciale, non risultavano comunque sufficientemente dettagliati e quindi idonei alla presentazione da parte delle imprese in gara di un’offerta “calibrata” su parametri di giudizio soltanto successivamente definiti dalla commissione.
In ogni caso, ribadisce la difesa istante, anche ammettendo la legittimità delle previsioni contenute nel bando di gara circa i criteri di valutazione delle offerte, la Commissione, in palese violazione della norma invocata, non si è limitata a prevedere “criteri motivazionali”, ma ha introdotto, arbitrariamente, nuovi criteri di valutazione e sub-criteri, nonché nuovi punteggi e sub-punteggi.
Detti criteri e relativi punteggi, proprio in quanto non previsti nei documenti di gara, risultano arbitrariamente introdotti e quindi illegittimi e con essi il giudizio espresso in loro applicazione dalla Commissione.
Qual è il parere dell’adito giudice amministrativo?

Passando quindi all’esame delle censure dedotte con il terzo e quarto motivo, che per omogeneità possono essere trattati congiuntamente, con le suddette doglianze parte ricorrente lamenta la genericità dei criteri di valutazione dell’offerta tecnica indicati dal bando di gara, genericità che ha dato luogo alla predisposizione da parte della Commissione giudicatrice di precisazioni ed integrazioni non ammissibili, in quanto non predeterminate e conosciute dalle concorrenti al momento della presentazione delle offerte, nonché all’individuazione, sempre da parte della Commissione, di nuovi criteri e sotto-criteri di valutazione, con i relativi punteggi e sub-punteggi.
Detto modus operandi sarebbe illegittimo in quanto non solo non ha consentito di formulare le offerte in ragione di criteri predeterminati e tempestivamente conosciuti dalle ditte in gara, ma risulta espressione di un’attività posta in essere da parte della Commissione oltre i limiti delle proprie competenze, travalicando i criteri fissati dal bando di gara.
Ritiene il Collegio che le doglianze così esposte non siano fondate, tenuto conto di quanto previsto dal bando di gara e di quanto stabilito dalla commissione giudicatrice in occasione della precisazione dei criteri motivazionali e della fissazione dei sub-punteggi, conformemente alla disciplina, allora vigente, contenuta nell’art. 83 del D.lgs. n. 163/06, antecedentemente alla modifica operata per effetto della L. n. 152/08.
Premesso che è consentito (quanto meno secondo la normativa allora vigente) alla Commissione fissare, nell’ambito dei criteri stabiliti dal bando e dal capitolato speciale, prima dell’apertura delle buste contenenti le offerte, i “criteri motivazionali” ai quali attenersi per attribuire a ciascun criterio di valutazione il punteggio tra il minimo ed il massimo prestabiliti dalla lex spcialis di gara, è stato conseguentemente affermato come detto potere debba essere contenuto entro precisi limiti, onde evitare che vengano modificati i criteri di aggiudicazione stabiliti dal bando di gara ovvero vengano introdotte specificazioni che si traducano in nuovi criteri non conosciuti dai partecipanti al momento della predisposizione delle offerte ovvero ancora vengano introdotti criteri discriminatori nei riguardi di alcuni dei concorrenti.
Ciò premesso e condiviso, non è tuttavia rilevabile nel caso di specie la sussistenza dei vizi denunciati da parte istante con riferimento all’operato della Commissione giudicatrice.
Va in primo luogo osservato come la lettera di invito/capitolato speciale dd. 22.10.2008 abbia indicato a pagina 3 il contenuto della “Relazione tecnica”, che le ditte in gara avrebbero dovuto presentare ad esplicitazione del profilo tecnico dell’offerta, con la puntuale elencazione delle sub-relazioni da inserire con riferimento ai seguenti profili : A) CAPACITA’ TECNICA (successivamente espunto); B) MODALITA’ DI GESTIONE DEL PERSONALE; C) PIANO OPERATIVO DI LAVORO; D) METODOLOGIA E TECNICA DI INTERVENTO; E) CONTROLLI E MISURE ADOTTATE DAL PRESTATORE DI SERVIZI PER GARANTIRE LA QUALITA’ E LA SICUREZZA.
Per ciascuna delle suddette voci il bando provvedeva ad indicare il contenuto specifico delle stesse, evidenziando il profili maggiormente significativi.
Al successivo punto 5) AGGIUDICAZIONE, veniva quindi stabilito il rapporto tra qualità/prezzo del servizio, stabilendosi che dei 100 punti disponibili, 60 sarebbero stati assegnati per la qualità e 40 per il prezzo.
Allo stesso tempo in tale sede è stato precisato che la documentazione tecnica sarebbe stata esaminata dalla Commissione, antecedentemente l’apertura delle buste contenenti l’offerta economica, la quale avrebbe attribuito a suo insindacabile giudizio “…un coefficiente compreso tra 0 e 1, espresso in valori centesimali, a ciascun elemento della relazione tecnica”, per poi assegnare il punteggio massimo per la qualità (60 punti) alla ditta che avesse conseguito il coefficiente più elevato e di seguito alle altre ditte i punteggi in termini direttamente proporzionali.
In applicazione delle previsioni della lettera di invito, la Commissione ha quindi provveduto a specificare i criteri indicati dal bando ed esplicitati nel capitolato speciale, così come ribadito nella nota del 3.11.2008.
A tal fine la Commissione ha provveduto in occasione della seduta del 17 marzo 2009, ove sono stati ripresi in criteri indicati dal bando e, tenuto conto del contenuto delle relazioni da allegare all’offerta tecnica, così come richieste dalla lettera di invito, sono stati ripartiti i punteggi attribuibili entro l’intervallo stabilito da 0 a 1 punti, espressi in centesimi.
Infine, in applicazione dei criteri e sub-criteri così definiti, sono stati assegnati i sub-punteggi, da cui l’attribuzione dei punteggi conseguiti dalle offerte tecniche presentate dalle concorrenti e l’attribuzione finale del punteggio complessivo per il profilo tecnico dell’offerta.
In esito a tale valutazione di carattere eminentemente tecnico, la controinteressata ATI Controinteressata ha conseguito il miglior punteggio di qualità e quindi ha conseguito 60 punti, mentre la ricorrente Ricorrenten, seconda classificata, ha conseguito il punteggio direttamente proporzionale, 54 punti, così come stabilito dal capitolato speciale.
Orbene, ritiene il Collegio, alla luce dei criteri stabiliti dal bando e specificati dalla lettera di invito, così come dettagliatamente specificati dalla Commissione giudicatrice, che le doglianze formulate in merito a tale fase della gara non siano dotate di fondamento.
Invero, non è possibile condividere l’assunto di parte ricorrente, laddove sostiene che i criteri del bando non fossero sufficientemente individuati e che la specificazione operata dalla Commissione sia stata illegittima, proprio in quanto travalicante, grazie alla lamentata genericità dei criteri, i limiti della propria competenza.
Come sopra osservato, il bando non risulta affatto genericamente formulato, avendo indicato con precisione i diversi profili di ordine tecnico che avrebbero avuto rilevanza ai fini della valutazione delle offerte presentate dai concorrenti.
A sua volta, il capitolato speciale di gara ha enucleato il contenuto delle relazioni da presentare da parte dei concorrenti, stabilendo i relativi punteggi, entro il limiti minimi e massimi attribuibili.
Quindi, la Commissione si è determinata, così come previsto dalla lex specialis e conformemente al dettato normativo allora vigente, specificando i criteri in sub-criteri e relativi sub-punteggi, senza tuttavia esorbitare dalle linee guida stabilite dal bando e specificate dalla stessa stazione appaltante in sede di lettera di invito/capitolato speciale.
Né è possibile convenire con la difesa istante circa la presunta introduzione di elementi di valutazione non previsti dal bando o discriminatori, in quanto i profili enucleati dalla Commissione ben possono essere ricondotti entro i criteri di massima dettati dall’amministrazione in sede di predisposizione del bando di gara.
Peraltro, così anticipando una considerazione circa quanto contestato da parte ricorrente con gli ulteriori motivi dedotti, proprio la precisione con la quale la Commissione ha enucleato i criteri di valutazione e attribuito i relativi punteggi di qualità, ha reso possibile la ricostruzione dell’iter motivazionale che ha dato luogo all’attribuzione dei relativi punteggi ed alla conseguente assegnazione del punteggio finale per il profilo tecnico delle offerte presentate.
Di conseguenza, anche il terzo e quarto motivo dedotti in sede di ricorso introduttivo vanno respinti.

A cura di Sonia LAzzini
Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 867 del 19 marzo 2010 pronunciata dal Tar Veneto, Venezia
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