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Meritevole di accoglimento è invece la domanda di risarcimento danni a titolo di...

Pubblicato il 22/05/2010
Pubblicato in: Sentenze
Meritevole di accoglimento è invece la domanda di risarcimento danni a titolo di responsabilità precontrattuale in quanto non v’è dubbio che la stazione appaltante, con grave negligenza ed in violazione di principi giuridici reiteratamente affermati dalla giurisprudenza in sede nazionale e comunitaria, ha posto in essere una sequenza procedimentale violativa di basilari principi di imparzialità e trasparenza, in tal modo rendendo vano l’investimento economico dell’impresa ricorrente che si è pertanto vista coinvolta in una procedura infruttuosa, con conseguente illecita lesione della propria libertà negoziale ai sensi e per gli effetti dell’art. 1337 c.c..

Ferma la sopravvenuta cessazione della materia del contendere in ordine alla domanda di annullamento degli atti di gara, resta da esaminare la domanda risarcitoria proposta con ricorso notificato in data 21.12.2009 e depositato il 23 dicembre successivo, della cui ammissibilità non pare lecito dubitare essendo pacifico che la rimozione in via di autotutela di un atto amministrativo tempestivamente impugnato dal privato non preclude al giudice amministrativo di pronunciarsi sulla domanda risarcitoria (cfr. Cons. Stato, VI, 29 gennaio 2008, n. 219).

Nel merito la società ricorrente chiede il risarcimento del danno per perdita di chance, del danno curriculare e, in ogni caso, di quello relativo alle spese sostenute per l’infruttuosa partecipazione alla gara: in via principale cioè agisce a tutela del c.d. interesse positivo che assume leso dalla mancata aggiudicazione imputabile all’illegittimo svolgimento della procedura di gara da parte della stazione appaltante; in via subordinata agisce a tutela del c.d. interesse negativo quello cioè a non vedersi coinvolta in una trattativa inutile per fatto illecito imputabile alla controparte con conseguente diritto al rimborso delle spese di partecipazione sostenute ed, eventualmente, delle mancate occasioni di guadagno.
Qual è il parere dell’adito giudice amministrativo?

Quanto al c.d. danno da mancata aggiudicazione la domanda dev’essere respinta nel merito in quanto la società ricorrente non ha fornito alcuna prova circa la spettanza della aggiudicazione né ha fornito elementi sufficienti (rappresentati essenzialmente dai caratteri della proposta migliorativa) per consentire al giudice di formulare un giudizio di prognosi postuma favorevole in una fattispecie in cui il metodo di aggiudicazione prescelto – quello cioè dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con ben 60 punti assegnati alla voce “qualità” – non consente al giudice di sostituire il proprio metro di valutazione delle offerte a quello proprio della stazione appaltante stante l’ampia opinabilità dei criteri tecnici da applicare nella formulazione dei giudizi in questione.
Peraltro non può neppure configurarsi un danno da perdita di chance: anche a voler ipotizzare infatti l’impossibilità per il Comune di Acquaviva d’Isernia di procedere alla riedizione della gara, da valere quale forma di risarcimento in forma specifica della chance di aggiudicazione lesa dall’annullamento della gara, deve infatti osservarsi che la partecipazione di ben 9 concorrenti alla gara annullata e l’alea oggettivamente connessa al metodo di aggiudicazione prescelto - che assegna fino a 40 punti per la voce “qualità del progetto” ed ulteriori 20 punti per le proposte migliorative -, non consentono di configurare in concreto alcuna ragionevole probabilità di aggiudicazione tale da assurgere a posta attiva del patrimonio dell’istante suscettibile di ristoro per equivalente in caso di sua lesione contra ius; si tratta, a ben vedere, di una mera possibilità di aggiudicazione che, in quanto statisticamente non rilevante, alla luce delle caratteristiche della fattispecie concreta, non assurge ad interesse meritevole di tutela per l’ordinamento ai fini della tutela aquiliana secondo quanto precisato nella nota sentenza Cass. SS.UU. 500/99.

Meritevole di accoglimento è invece la domanda di risarcimento danni a titolo di responsabilità precontrattuale in quanto non v’è dubbio che la stazione appaltante, con grave negligenza ed in violazione di principi giuridici reiteratamente affermati dalla giurisprudenza in sede nazionale e comunitaria, ha posto in essere una sequenza procedimentale violativa di basilari principi di imparzialità e trasparenza, in tal modo rendendo vano l’investimento economico dell’impresa ricorrente che si è pertanto vista coinvolta in una procedura infruttuosa, con conseguente illecita lesione della propria libertà negoziale ai sensi e per gli effetti dell’art. 1337 c.c..
Conformemente ai principi reiteratamente affermati dalla giurisprudenza in tema, alla ricorrente spetta pertanto il rimborso delle spese sostenute per la partecipazione alla gara che ha analiticamente documentato nell’importo – non contestato da controparte - di euro 6.048,91, da maggiorare con il calcolo degli interessi e della rivalutazione monetaria – trattandosi di debito di valore - a decorrere dal 12.12.2009, data di adozione della delibera di Giunta n. 65 che, ponendo nel nulla la gara, ha concretizzato la lesione dell’interesse c.d. negativo dell’istante.
Nulla può invece essere riconosciuto per le mancate occasioni di guadagno, non avendo la ricorrente documentato alcunché a tal fine e, tanto meno, per il danno c.d. curriculare, trattandosi di danno evento ex art. 1223 c.c. conseguente al danno da mancata aggiudicazione ed incompatibile con la struttura della responsabilità precontrattuale.
La domanda risarcitoria deve, pertanto, essere accolta nei limiti del rimborso delle spese di partecipazione alla gara.

A cura di Sonia LAzzini
Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 208 del 12 maggio 2010 pronunciata dal Tar Molise, Campobasso
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