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L’urgenza deve essere imprevedibile e non imputabile alla stazione appaltante

Pubblicato il 29/03/2010
Pubblicato in: Sentenze
L’urgenza che giustifica la procedura negoziata senza bando deve essere imprevedibile e non imputabile alla stazione appaltante

Nel caso di specie ricorreva non solo sussisteva l’urgenza, ma questa era anche qualificata da imprevedibilità e non imputabilità.

Come si vede ricorre sia l’urgenza, sia la sua imprevedibilità, atteso che l’urgenza è stata determinata da un cambio di progetto non imputabile ad Aeroporti di Puglia ma a Boeing.

Con il primo ordine di censure si assume che al fine dell’utilizzo della procedura negoziata senza bando di cui all’art. 13, lett. d), d.lgs. n. 158/1995, non è sufficiente una situazione di urgenza, occorrendo anche la imprevedibilità e la non imputabilità, che nella specie difetterebbero.
Qual è il parere dell’adito giudice amministrativo di appello del Consiglio di Stato?

6.2. La censura va respinta.
L’urgenza che giustifica la procedura negoziata senza bando deve essere imprevedibile e non imputabile alla stazione appaltante.
Nel caso di specie ricorreva non solo sussisteva l’urgenza, ma questa era anche qualificata da imprevedibilità e non imputabilità.
Dalla relazione del r.u.p. del 22 marzo 2006 si evince, infatti, che:
a) la fornitura si inserisce in un programma di potenziamento dell’aeroporto di Grottaglie per consentire l’operatività ad aeromobili B747 LCF destinati a trasferire negli USA tronchi di fusoliera realizzati presso lo stabilimento Alenia attiguo all’aeroporto;
b) era previsto che il primo volo avvenisse improrogabilmente il 2 gennaio 2007, secondo il programma Boeing-Alenia;
c) era previsto inizialmente un diverso progetto per il rifornimento di carburante, individuato direttamente da Boeing, ma la sua attuazione è diventata impossibile a causa del mancato accordo fra Aeroporti di Puglia e l’operatore Evergreen in ordina alla definizione del servizio di rifornimento e alla tipologia dell’impianto;
d) la definitiva decisione sul tipo di impianto è stata presa direttamente da Boeing solo nel febbraio 2006;
e) pertanto Aeroporti di Puglia ha dovuto redigere nel marzo 2006 un nuovo progetto di massima, in cui era previsto l’acquisto di autocisterne per il rifornimento degli aeromobili, e i tempi di fornitura sono stati quantificati in sei - otto mesi;
f) considerato l’avvicinarsi della deadline del 1° gennaio 2007 e i tempi di fornitura, si è optato per la procedura negoziata.
Come si vede ricorre sia l’urgenza, sia la sua imprevedibilità, atteso che l’urgenza è stata determinata da un cambio di progetto non imputabile ad Aeroporti di Puglia ma a Boeing.
7. Con il secondo ordine di censure si insiste sulla identità dei trattori proposti dalla ricorrente e dall’aggiudicataria e tanto risulterebbe da una lettera inviata da Volvo Italia ad Aeroporti di Puglia, da cui si evincerebbe che Volvo non produce un trattore che abbia sugli assali posteriori la portata prevista dalla legge di gara.
A fronte di tale documento, non si sarebbe, secondo l’appellante, dovuto dare valore ai diversi documenti prodotti dalla aggiudicataria.
7.1. L’assunto è infondato.
Risulta dagli atti di causa che inizialmente anche l’aggiudicataria si rivolse a Volvo Italia, che propose un trattore con le medesime caratteristiche di quello poi proposto dall’appellante in gara.
Risulta però anche che l’aggiudicataria si è rivolta anche a Volvo Belgium e ne ha ricevuto la risposta che Volvo produce un trattore con le caratteristiche richieste dalla legge di gara.
Parte appellante contesta genericamente tali documenti, ma non vi è motivo di ritenere che gli stessi non siano esenti da sospetti, Inoltre dagli ulteriori documenti depositati nel corso del presente giudizio dalla stazione appaltante, e segnatamente dalle omologazioni dei trattori, provenienti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, si evince che gli stessi hanno le caratteristiche di portata sugli assali posteriori pari a 46.000 kg.
8. Per quanto esposto l’appello va respinto.

A cura di Sonia LAzzini
Riportiamo qui di seguito la decisione numero 1632 del 22 marzo 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato
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