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Legittimo annullamento di un’aggiudicazione per la presenza di 86 diffide accertative...

Pubblicato il 11/05/2010
Pubblicato in: Sentenze

Legittimo annullamento di un’aggiudicazione (con escussione della relativa cauzione provvisoria ) per la presenza  di n. 86 diffide accertative inoltrate dall’Ispettorato del lavoro per crediti di lavoro derivanti da inosservanze contrattuali (IRregolare applicazione delle condizioni contrattuali in favore dei lavoratori)

Dalla pregressa decisione del Tar Sardegna non derivava infatti un divieto di svolgere ulteriori indagini in ordine alla posizione della società candidata alla aggiudicazione, pur vittoriosa nel ricorso principale , e tantomeno scaturiva l’obbligo di aggiudicare in ogni caso la gara alla ATI Ricorrente service, essendo al contrario doveroso per la stazione appaltante tener conto di sopravvenienze fattuali riguardo ad ipotizzate inadempienze a carico della prefata società in ordine alla disciplina normativa a tutela del lavoro.

D’altronde, a riprova della definitività degli accertamenti debitori a carico della odierna appellante vi è la circostanza che quest’ultima non ha contestato il dato sul piano della sua effettività ma ha assunto (anche in memoria conclusiva ) di aver aderito alle richieste di pagamento ( anche se degli eseguiti pagamenti non vi è prova documentale).

Per concludere, va osservato che correttamente l’Amministrazione ha tenuto conto, in sede di verifica dei presupposti per l’aggiudicazione definitiva., dei rilievi della Direzione generale del Lavoro in ordine alle accertate ( e definitive ) inadempienze da parte della odierna appellante Ricorrente service; alla luce di tali emergenze, infatti, risultava conclamata la posizione debitoria della stessa società e la sua posizione irregolare sul piano del rispetto della normativa lavoristica.
In senso ostativo alla finalizzazione del procedimento di gara in suo favore ostava pertanto la già ricordata previsione della lex specialis di gara, che imponeva alle partecipanti ( e vieppiù all’affidataria del servizio) la dimostrazione dell’essere al corrente con gli obblighi scaturenti dalla disciplina a tutela del lavoro ( ed alla stazione appaltante di far luogo alla verifica in concreto del rispetto di tale ineludibile presupposto).
Da ultimo, va osservato che non merita di trovare accoglimento il motivo di censura incentrato sul difetto di giurisdizione del giudice amministrativo a pronunciare sul ricorso avverso la decisione di improcedibilità resa dal Comitato regionale del lavoro. Anche ad ammettere la stessa persistenza dell’interesse alla censura ( la stessa parte appellante, come anticipato, assume di aver aderito alle richieste di pagamento degli uffici periferici del Ministero del Lavoro), v’è da osservare che quale che sia la natura giuridica della pretesa patrimoniale azionata dai predetti uffici ( domanda di pagamento ovvero sanzione amministrativa pecuniaria) la stessa esula dall’alveo della giurisdizione amministrativa, per essere di pacifica competenza del giudice ordinario;ineccepibile pertanto risulta la statuizione di difetto di giurisdizione sul punto adottata dal Tar.

A cura di Sonia LAzzini
Riportiamo qui di seguito la decisone numero 2682 del 7 maggio 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato

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