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Legittima ammissione di un’impresa la cui cauzione provvisoria sia rapportata agli importi annuali delle tratte per cui competeva.

Pubblicato il 10/01/2011
Pubblicato in: Sentenze

Legittima ammissione di un’impresa la cui cauzione provvisoria sia rapportata agli importi annuali delle tratte per cui competeva.

Il Collegio passa ora all’esame della seconda censura con la quale si deduce la illegittimità della partecipazione alla gara de qua della ditta resistente che non avrebbe prestato adeguata cauzione con polizza fideiussoria rapportata alla base d’asta.

La censura è infondata.

Il C.S.A. all’art. 3 indica analiticamente l’importo a base d’asta nella misura rapportata, per ciascuna tratta, all’importo annuale e non all’importo triennale di durata dell’appalto.

Legittimamente quindi la ditta Controinteressata è stata ammessa alla gara di cui si è resa aggiudicataria, avendo prodotto cauzione rapportata agli importi annuali delle tratte per cui competeva.

Una diversa interpretazione dell’art 3 del C.S.A., che travalicasse la portata letterale dello stesso per giungere alla affermazione della necessità di prestare cauzione rapportata alla base d’asta costituita dagli importi dei servizi per tutta la durata di essi, sarebbe oltretutto in contrasto con il principio che impone che le clausole dei bandi siano da interpretare nel senso di garantire la più ampia partecipazione alle gare, nel rispetto del principio di garanzia della par condicio dei concorrenti.

Conclusivamente, rilevata la infondatezza di tutte le censure addotte, anche alla luce degli atti difensivi e delle allegazioni delle parti costituite, successivamente alla adozione dell’ordinanza cautelare n. 832/09, il ricorso va rigettato anche nella parte in cui con esso si avanzano istanze risarcitorie.

A cura di Sonia Lazzini

Riportiamo qui di seguitio la sentenza numero 4620 del 6 dicembre 2010 pronunciata dal Tar Sicilia, Catania

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