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l’atto lesivo, contro il quale andava prodotta l’impugnazione principale, è l’aggiudicazione definitiva

Pubblicato il 10/05/2010
Pubblicato in: Sentenze

l’atto lesivo, contro il quale andava prodotta l’impugnazione principale, è l’aggiudicazione definitiva

il fatto dell’intervenuto perfezionamento della procedura per implicito, ossia con la formazione dell’aggiudicazione definitiva per il decorso del termine di trenta giorni previsto dell’art. 12 comma 1 del D.Lgs. 163 del 2008 non può essere messo in ombra dalla successiva presentazione di un atto di parte, fatto non solo meramente eventuale, ma soprattutto esterno al completamento del segmento procedimentale

Pertanto, “in presenza di un provvedimento di aggiudicazione definitivo l’esercizio del potere di autotutela deve essere necessariamente preceduto, a pena di illegittimità, dalla comunicazione di avvio del procedimento, dovendo darsi modo all’aggiudicatario definitivo, titolare di una posizione giuridica evidentemente qualificata, di poter interloquire con l’amministrazione, rappresentando fatti e prospettando osservazioni e valutazioni finalizzate alla migliore individuazione dell’interesse pubblico, concreto ed attuale, alla cui unica cura deve indirizzata la potestà pubblica

La sentenza appare quindi correttamente argomentata in relazione alle premesse, ma meno coesa in rapporto alle conclusioni che ne derivano, atteso che arriva a ritenere che l’atto lesivo non sia l’aggiudicazione definitiva, avvenuta per implicito, ma il rigetto dell’istanza di riesame. Al contrario, deve risolutamente affermarsi che l’istanza proposta, collocandosi in un momento successivo al perfezionarsi del fatto lesivo per il partecipante pretermesso, non è fatto idoneo a riaprire la procedura, che è invece esattamente conformata dal legislatore proprio per dare contezza e certezza dei termini di conclusione.
Deve quindi ribadirsi che l’atto lesivo, contro il quale andava prodotta l’impugnazione principale, è l’aggiudicazione definitiva, avutasi per implicito in data 26 ottobre 2008 e che, quindi, il ricorso proposto è irrimediabilmente tardivo in quanto presentato per la notifica in data 29 gennaio 2009.
La doglianza pregiudiziale delle appellanti va quindi accolta, con annullamento della sentenza di primo grado.
4. - L’accoglimento dell’eccezione preliminare di irricevibilità del ricorso di primo grado preclude l’esame delle successive ed articolate questioni proposte.

A cura di Sonia LAzzini

Riportiamo qui di seguito la decisione numero 2554 del 4 maggio 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato

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