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L’art. 83 del d.lgs. 12 aprile 2006 n.163 al co. 1 affida al bando di stabilire i criteri di valutazione prescelti;

Pubblicato il 18/05/2010
Pubblicato in: Sentenze

L’art. 83 del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 al co. 1 affida al bando di stabilire i criteri di valutazione prescelti;

al co. 4 affida altresì allo stesso bando l’indicazione, ove necessario, dei “sub-criteri”, “sub-pesi” o “sub-punteggi” e, nel testo all’epoca vigente, anteriore alle modifiche introdotte col d.lgs. 11 settembre 2008 n. 152, alla commissione giudicatrice di fissare, in via generale e prima dell’apertura delle buste contenenti le offerte, i “criteri motivazionali cui si atterrà per attribuire a ciascun criterio e sub criterio di valutazione il punteggio tra il minimo e il massimo prestabiliti dal bando”.

La norma è chiara ed univoca nel precludere alla commissione di predeterminare essa, in luogo del bando, non solo i criteri ed i sub-criteri di valutazione, ma anche sub-punteggi nell’ambito di un sub-criterio, essendo ad essa demandata unicamente la elaborazione di “criteri motivazionali”, destinati a precisare le ragioni in base alle quali la stessa commissione commisurerà concretamente il punteggio da assegnare a ciascun criterio o sub criterio di ogni offerta nell’ambito del raggio indicato dal bando.

Nella specie, invece, la commissione giudicatrice ha proceduto a scindere, tra l’altro, il punteggio massimo di 18 previsto dal bando per il sub-criterio tecnico “caratteristiche dello strumentario chirurgico noleggiato” nei punteggi massimi di 12, 3, 2 ed 1 rispettivamente per le voci “ampiezza gamma strumentario proposto”, “modalità di allestimento kit chirurgici”, “modalità manutenzione e sostituzione” e “parametri di selezione della strumentazione da mettere fuori uso”, da essa individuate in relazione ai requisiti essenziali prescritti dall’art. 23, punto 5, del disciplinare tecnico per lo strumentario chirurgico noleggiato. In tal modo la stessa commissione ha “specificato” i criteri di bando, autolimitandosi nella valutazione della singola voce ed impedendo in sostanza il travaso del punteggio dall’una all’altra, cosicché si è posta in contrasto non solo con la norma di cui innanzi, che già non consentiva più siffatta specificazione, ma pure con l’art. 20, co. 2, del capitolato speciale d’appalto che (diversamente dalla prospettazione dell’appellante ed in coerenza col cit. art. 83) le aveva riservato unicamente la fissazione dei “criteri motivazionali”, da intendersi necessariamente nei sensi suesposti, in relazione ai prefissati sub-criteri, evidentemente ritenuti dalla lex specialis di gara esaustivi rispetto agli aspetti meritevoli di considerazioni ai fini valutativi e ciascuno globalmente apprezzabile.
Da tanto consegue, per un verso, che non vi era alcun motivo perché il detto art. 20, co. 2, del capitolato speciale d’appalto fosse oggetto di impugnazione da parte del ricorrente e, per altro verso, la correttezza della statuizione del giudice di primo grado.

A cura di Sonia LAzzini
Riportiamo qui di seguito la decisone numero 2826 dell’ 11 maggio 2010 pronunciata dal Consiglio di Strato

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