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l’aggiudicataria era in possesso di certificazione non idonea a usufruire del dimezzamento dell’importo della cauzione provvisoria

Pubblicato il 23/06/2010
Pubblicato in: Sentenze
l’aggiudicataria era in possesso di certificazione non idonea a usufruire del dimezzamento dell’importo della cauzione provvisoria

Infatti, il certificato prodotto dalla controinteressata è espressamente riferito all’attività di costruzione, assemblaggio e installazione di allestimenti (coincidente con l’oggetto del settore EA-28), in relazione al quale, tuttavia, l’organismo certjficatore “TUV CERT ... des TUV HESSEN non è riconosciuto da SINCERT per il rilascio di certificazioni di SGO, in conformità al regolamento tecnico RT-05, ai sensi della determinazione n. 11/2003 del 15 maggio 2003 del Consiglio dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici” (cfr. comunicazione SINCERT del 3 aprile 2007).

Le considerazioni conclusive che precedono portano all’accoglimento del quarto motivo di ricorso, con il quale è dedotta la violazione e la falsa dell’art. 75, comma 7, del d.lgs. n. 163/2006 e dell’art. 13 del bando di gara per avere la contro interessata presentato la cauzione provvisoria ridotta del 50% ancorché fosse priva di regolare certificazione EN ISO 9001.

Con il terzo motivo di ricorso è dedotta la violazione e falsa applicazione dell’art. 75 del d.lgs. n. 163/2006 e dell’art. 6.3 del bando di gara per avere, la controinteressata, presentato la certificazione di sistema di qualità non conforme alle norme europee della serie UNI EN ISO 9000 rilasciata da soggetti accreditati ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000 e UNI CEI EN ISO/IEC 17000
Si sostiene in particolare che il certificato prodotto dalla controinteressata non sarebbe idoneo a certificare il possesso del requisito di qualità prescritto dal bando in quanto emesso da un organismo non riconosciuto dal SINCERT per il rilascio di certificazione di sistemi di gestione per la qualità (SGQ). Si richiama in proposito la determinazione del Consiglio dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici n. 11/2003 nella parte in cui si afferma che “la certificazione può essere rilasciata da un organismo accreditato nel settore EA 28 da enti di accreditamento, diversi dal SINCERT, firmatari degli accordi MLA EA, purché esso dimostri di operare in conformità al suddetto documento SINCERT RT-05”, mentre, l’organismo di certificazione utilizzato dalla CONTROINTERESSATA (TUV CERT des TUV HESSEN) non opererebbe in conformità al suddetto regolamento.
Oppone in proposito la controinteressata che la certificazione rilasciata per il settore EA 28 viene concessa solo ed esclusivamente per le “Imprese di costruzione, installatori di impianti e servizi”; che, non trattandosi nella specie di un appalto in materia di lavori edili, il bando di gara non prevede che le imprese partecipanti debbano essere in regola con la certificazione di qualità per il settore EA 28, prevedendo solamente che l’impresa sia in possesso della certificazione di sistema qualità in conformità alle norme europee della serie.
Conseguirebbe che la ricorrente, non svolgendo lavori edili, ha la certificazione di qualità per i settori di competenza (EA 35 “settori professionali d’impresa”). Ora, come si può evincere dallo stessa comunicazione del SINCERT del 3 aprile 2007, richiamata dalla ricorrente, “si conferma che l’organismo di Certificazione TUV CERT — Zertifizieruhgsstelle fur Managementsysteme des TUV HESSEN è accreditata dall’ente di accreditamento tedesco TGA, per i seguenti schemi e settori: - Certificazione di sistemi di gestione per la qualità (SGQ) Settori EA (...) 17 (..) 35 (…). Ciò premesso si dichiara che le certificazioni rilasciate, in relazione agli schemi, e settori suddetti, da TUV CERT — Zertifizieruhgsstelle fur Managementsysteme des TUV HESSEN recanti il logo di accreditamento TGA sono da ritenersi altrettanto affidabili (“equally reliable”) — in termini di conformità ai requisiti delle norme e Guide internazionali applicabili — che le certificazioni emesse sotto accreditamento SINCERT e recanti il logo del medesimo, ai sensi e per gli effetti dell’accordo multilaterale EA”.
Di conseguenza sarebbe affatto regolare il certificato prodotto dalla controinteressata.
Qual è il parere dell’adito giudice amministrativo?

L’assunto confutativo svolto dalla controinteressata non è idoneo a contrastare i profili di censura dedotti con il motivo all’esame, che trovano ulteriore conferma nelle controdeduzioni svolte dalla difesa della ricorrente, laddove si afferma che la ricostruzione operata da controparte risulta smentita dalla documentazione versata in atti.
Si afferma in particolare che la certificazione ISO presentata dalla CONTROINTERESSATA, recante la data del 13 giugno 2007, delinea chiaramente il “campo di applicazione” al quale si riferisce, definito “produzione, assemblaggio e installazione di allestimenti per fiere, congressi e eventi”, che inerisce proprio al settore EA-28, avente ad oggetto, “imprese di costruzione, installatori di impianti e servizi”
Si soggiunge, e condivisibilmente, che in presenza di tale espressa indicazione nel certificato presentato da CONTROINTERESSATA, risulta del tutto vano il tentativo di questa di ricondurre l’oggetto della certificazione all’ambito dei “settori professionali d’impresa”. Infatti, detto certificato è espressamente riferito all’attività di costruzione, assemblaggio e installazione di allestimenti (coincidente con l’oggetto del settore EA-28), in relazione al quale, tuttavia, l’organismo certjficatore “TUV CERT ... des TUV HESSEN non è riconosciuto da SINCERT per il rilascio di certificazioni di SGO, in conformità al regolamento tecnico RT-05, ai sensi della determinazione n. 11/2003 del 15 maggio 2003 del Consiglio dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici” (cfr. comunicazione SINCERT del 3 aprile 2007).
Può quindi concludersi sul punto che l’aggiudicataria era in possesso di certificazione non idonea ad integrare il possesso del requisito di qualità prescritto dal bando di gara.
Tale conclusione non può essere vinta dalle argomentazioni svolte dalla stazione appaltante secondo cui la non conformità del certificato di CONTROINTERESSATA al regolamento tecnico RT-05 costituisce deduzione sfornita di prova, “non rivestendo alcuna efficacia probatoria, al riguardo, la comunicazione asseritamente proveniente dal SINCERT in data 3 aprile 2007, trattandosi di documentazione cronologicamente anteriore al certificato de quo”.
Valgano in proposito le osservazioni formulate dalla difesa della ricorrente, che, a conferma dell’attendibilità e dell’attualità della comunicazione del SINCERT del 3 aprile 2007, riferisce come quest’ultima risulti tuttora pubblicata e rinvenibile sul sito internet dello stesso organismo che ha rilasciato il certificato ISO presentato dalla CONTROINTERESSATA.
Quanto poi alla circostanza che la comunicazione del SINCERT (in data 3 aprile 2007) sia antecedente alla certificazione rilasciata dal TUV Hessen (in data 13 giugno 2007), essa è confermativa del fatto che detta certificazione è stata rilasciata quando lo stesso TUV Hessen non era riconosciuto dal SINCERT ai fini del rilascio di certificazioni in SGQ.
Le considerazioni conclusive che precedono portano all’accoglimento del quarto motivo di ricorso, con il quale è dedotta la violazione e la falsa dell’art. 75, comma 7, del d.lgs. n. 163/2006 e dell’art. 13 del bando di gara per avere la contro interessata presentato la cauzione provvisoria ridotta del 50% ancorché fosse priva di regolare certificazione EN ISO 9001.
Dispone infatti la disposizione del precitato art. 75 che “l’importo della garanzia, e del suo eventuale rinnovo, è ridotto del cinquanta per cento per gli operatori economici ai quali venga rilasciata, da organismi accreditati, ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000 e della serie UNI CEI EN ISO/IEC 17000, la certificazione del sistema di qualità conforme alle norme europee della serie UNI CEI ISO 9000.”
Poiché il certificato prodotto dalla CONTROINTERESSATA, in sede di gara, non è risultato idoneo a dimostrare il possesso del sistema di qualità conforme alle normative europee, la prestazione di una cauzione dimidiata non è conforme né alla riportata prescrizione del d.lgs. n. 163/2006, né a quella del bando di gara.

A cura di Sonia Lazzini
Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 18131 del 16 giugno 2010 pronunciata dal Tar Lazio, Roma
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