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La sentenza impugnata è errata altresì nel punto in cui...

Pubblicato il 02/02/2010
Pubblicato in: Sentenze

La sentenza impugnata è errata altresì nel punto in cui ha ritenuto non potere costituire giusta causa di esclusione da gare la precedente risoluzione in altro rapporto contrattuale dovuto ad inadempimento, soggetta a vaglio giurisdizionale.

Pertanto, va annullata l'aggiudicazione di una gara d'appalto disposta nei confronti della società concorrente che sia stata ammessa alla gara in violazione del disposto di cui all'art. 75 lett. f) d.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554, secondo cui sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento i soggetti "che hanno commesso grave negligenza o malafede nell'esecuzione dei lavori affidati dalla stazione appaltante che bandisce la gara" (in tal senso anche Cons. Stato, sez. VI, 8 marzo 2004, n. 1071).

Ai sensi dell'art. 75 comma 1 lett. f), d.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554, secondo cui sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento di lavori pubblici e non possono stipulare i relativi contratti i soggetti che hanno commesso grave negligenza o malafede nell'esecuzione di lavori affidati dalla stazione appaltante che bandisce la gara, legittimamente l'Anas s.p.a. esclude da una gara l'aspirante concorrente che nel corso del pregresso rapporto intercorso con la stessa amministrazione abbia tenuto un siffatto comportamento per come accertato in sede amministrativa con provvedimento di risoluzione del rispettivo contratto.

Attesa la "ratio" che sorregge la causa di esclusione di cui all'art. 75 comma 1 lett. f) d.P.R. n. 554 del 1999 - prevista a presidio dell'elemento fiduciario destinato a connotare, sin dal momento genetico, i rapporti contrattuali di appalto pubblico - sarebbe paradossale che l'amministrazione fosse costretta, pur se all'esito di una procedura di evidenza pubblica, a contrattare con un'impresa nei confronti della quale pende un procedimento civile per responsabilità dell'appaltatore ex art. 1669 c.c., affidandole proprio quei lavori resisi necessari in conseguenza della negligenza spiegata nell'esecuzione del precedente rapporto contrattuale.

In relazione alla rilevanza, per l’applicabilità della richiamata normativa, del presupposto dell’accertamento in sede giurisdizionale di un adempimento contrattuale dell’impresa, si rileva che l'operatività della causa di esclusione di cui all'art. 75, comma 1, lett. f), d.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554 non presuppone il necessario accertamento in sede giurisdizionale del comportamento di grave negligenza o malafede tenuto dall'aspirante partecipante nel corso di pregresso rapporto contrattuale intercorso con la stazione appaltante, essendo sufficiente la valutazione che la stessa amministrazione abbia fatto, in sede amministrativa, del comportamento tenuto in altri e precedenti rapporti contrattuali dal soggetto che chiede di partecipare alla nuova procedura selettiva.
La facoltà dell'amministrazione di escludere un'impresa dalla gara ai sensi dell'art. 75, comma 1, lett. f, d.P.R. n. 554 del 1999, per la risoluzione di un precedente contratto di appalto per grave negligenza o malafede di detta impresa nell'esecuzione di lavori affidati dalla stazione appaltante che bandisce la gara, stante il venir meno del vincolo fiduciario, non presuppone il previo accertamento in sede giurisdizionale del grave inadempimento (Consiglio Stato, sez. VI, 8 marzo 2004, n. 1071).
La causa di esclusione di cui all'art. 75 comma 1 lett. f) d.P.R. n. 554 del 1999 non ha carattere sanzionatorio, ma è prevista a presidio dell'elemento fiduciario destinato a connotare, sin dal momento genetico, i rapporti contrattuali di appalto pubblico; essa, pertanto, non presuppone il necessario accertamento in sede giurisdizionale del comportamento di grave negligenza o malafede tenuto dall'aspirante partecipante, essendo sufficiente la valutazione che la stessa amministrazione abbia fatto, in sede per l'appunto amministrativa, del comportamento tenuto in altri e precedenti rapporti contrattuali dal soggetto che chiede di partecipare ad una nuova procedura selettiva.

A cura di Sonia LAzzini
Riportiamo qui di seguito la decisione numero 4999 del 25 agosto 2006, emessa dal Consiglio di Stato

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