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la pronuncia sul contratto, ritiene il Collegio di non dichiarare la privazione degli effetti dello stesso

Pubblicato il 11/05/2010
Pubblicato in: Sentenze

Per quanto concerne, infine, la pronuncia sul contratto, ritiene il Collegio di non dichiarare la privazione degli effetti dello stesso

Questo Giudice deve limitarsi, per non violare i limiti della domanda, ad accogliere, nei sensi sopra indicati, il ricorso e, per l’effetto, ad annullare la determinazione dirigenziale di aggiudicazione definitiva alla società CONTROINTERESSATA, nonché il verbale di gara del 30.12.2009, essendo stato accertato che la Commissione di gara, in sede di valutazione delle offerte economiche, non si è attenuta al criterio stabilito nel bando.

Restano impregiudicati, di conseguenza, i poteri dell’Amministrazione per le successive determinazioni che vorrà adottare, valutando, discrezionalmente, l’opportunità di annullare in autotutela il bando di gara che ha dato adito al contenzioso, auspicabilmente per prevenire l’insorgere di ulteriore contenzioso che potrebbe derivare da una nuova aggiudicazione, conforme al criterio di valutazione stabilito dal bando di gara.

Quanto sopra, sempre che sia ancora possibile il rinnovo della procedura di aggiudicazione; l’eventuale avvenuta esecuzione dell’appalto renderebbe impossibile ogni modalità di reintegrazione in forma specifica, residuando per il ricorrente solo la possibilità di proporre domanda di risarcimento per equivalente, purché ne sussistano i presupposti.

Per quanto concerne, infine, la pronuncia sul contratto, ritiene il Collegio di non dichiarare la privazione degli effetti dello stesso, per i seguenti motivi:

innanzitutto, nel ricorso non è ravvisabile una domanda espressa di subentro nel contratto, essendosi limitata la ricorrente ad impugnare tutti gli atti connessi all’aggiudicazione, tra cui il contratto d’appalto stipulato;
in secondo luogo, seppure fosse ravvisabile una tale domanda implicita di subentro, essa sarebbe da respingere, perché la ricorrente non avrebbe comunque titolo all’aggiudicazione, per le ragioni spiegate in precedenza;

infine, perché la breve durata del servizio, di soli tre mesi, lascia presumere che l’appalto sia in una fase di esecuzione molto avanzata e potrebbe essere stato eseguito completamente alla data di pubblicazione della presente sentenza; appare pertanto inopportuno, in esito al bilanciamento dei contrapposti interessi cui è tenuto il Giudice Amministrativo chiamato a decidere sull’efficacia di un contratto stipulato in seguito ad una aggiudicazione illegittima, dichiararne la privazione degli effetti.

A cura di Sonia LAzzini
Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 659 dell’ 8 maggio 2010 pronunciata dal Tar Calabria, Catanzaro

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