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Il ricorso per revocazione presentato contro gli atti di un concorso di progettazione è inammissibile

Pubblicato il 26/04/2010
Pubblicato in: Sentenze

Il ricorso per revocazione presentato contro gli atti di un concorso di progettazione è inammissibile

Il gravame è stato interposto ai sensi e per gli effetti dell’articolo 395, n. 3 c.p.c., che prevede possa chiedersi la revocazione se, dopo la sentenza, sono stati trovati uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell'avversario.

Deve trattarsi di documenti preesistenti alla pronuncia che comprovano in modo incontrovertibile una verità diversa da quella assunta dal giudice a fondamento della decisione contestata: il requisito della decisività ne postula la diretta attinenza a fatto risolutivo per la definizione della controversia.

La revocazione pertanto, va esclusa, con riguardo all'atto che sia in grado di offrire meri elementi indiziari, utilizzabili solo per una revisione del convincimento espresso dalla sentenza revocando in esito ad un riesame complessivo del precedente quadro probatorio coordinato con il nuovo dato acquisito._Alla stregua di questi principi acquisiti dalla giurisprudenza vanno conseguentemente valutati gli atti che il ricorrente espone come documenti decisivi per la rescissione della pronuncia in epigrafe indicata.

Tali documenti sono costituiti dai calcoli connessi alla progettazione esecutiva, peraltro successivi alla decisione n. 458/2007 di questa Sezione, dai verbali delle intercettazioni telefoniche riguardanti i componenti della Commissione giudicatrice e tecnici collegati nonché dalla pronuncia penale relativa alla vicenda in esame.
La progettazione esecutiva non è sicuramente preesistente e, per questo, non può essere assunta come documento decisivo ai sensi dell’articolo 395, n. 3 c.p.c., come ribadito, da ultimo, da Cass. SS. UU, 25 luglio 2007, n. 16402.
Si tratta di atto confezionato successivamente alla decisione e, per questo, non utilizzabile nei sensi indicati dal ricorrente (C.d.S., IV, 31 maggio 2007, n. 2809).
Non rilevanti sono certo le intercettazioni telefoniche, peraltro ancora al vaglio dell’A.G.O., testimoni certo di prassi assolutamente non commendevoli, ma prive di ogni carattere di decisività e, in ogni caso, non assurte a dignità di documento.
Anche la sentenza penale, peraltro non indicata che a mera conferma dell’assunto, non ha in proposito alcuna valenza specifica: essa con contiene alcuna affermazione di responsabilità idonea a modificare il quadro decisorio tenuto presente dalla pronuncia della quale si chiede la revocazione.
Ne consegue che il ricorso va dichiarato inammissibile, a nulla rilevando gli elementi dedotti, pur se indiziari di situazioni ambientali e comportamentali non certo esaltanti.

A cura di Sonia Lazzini

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