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Il destinatario non è legittimato a pretenderne in giudizio l’annullamento...

Pubblicato il 12/02/2010
Pubblicato in: Sentenze
Il destinatario di un provvedimento amministrativo non impugnato non è legittimato a pretenderne in giudizio l’annullamento o la sostituzione mediante l’esercizio, da parte dell’autorità emanante, della potestà di autotutela.

Invero l’art. 21 quinquies della L. 7.8.1990 n. 241 consente la revoca di un provvedimento amministrativo con effetti durevoli da parte dell’amministrazione mediante l’esercizio di detta potestà, che non è possibile pretendere in giudizio, in quanto la P.A. non è obbligata ad esercitarla, ma ha solo la facoltà di farlo, se valuta che ne ricorrano i presupposti (“il provvedimento amministrativo…può essere revocato”)._Nello stesso senso dispone l’art. 21 nonies della stessa legge (“il provvedimento amministrativo illegittimo….può essere annullato, sussistendone le ragioni di interesse pubblico”) rimettendo la valutazione sulla sussistenza di detto interesse pubblico esclusivamente alla P.A.

E’ principio consolidato in giurisprudenza che l’amministrazione, di fronte a una richiesta di riesame dei propri atti ai fini dell’annullamento in autotutela è titolare di un potere discrezionale rimesso alla più ampia valutazione di merito, coinvolgendo anche profili di opportunità (cfr. CDS VI Sez. 16 dicembre 2008 n. 6234) onde non vi è alcun obbligo di esercitarlo di fronte ad istanze di terzi (cfr. CDS IV Sez. 9 settembre 2009 n. 5408) né sussiste obbligo della P.A. di provvedere di fronte a richieste di riesame di situazioni ormai consolidate per mancata impugnazione di provvedimenti lesivi, onde non può venir invocata – come nella specie – la violazione dell’art. 2 della L. n. 241/90 che prevede l’obbligo di un provvedimento conclusivo espresso “ove il procedimento consegua obbligatoriamente a un’istanza” il che non accade quando si richieda l’esercizio dell’autotutela (cfr. CDS IV Sez. 7 luglio 2009 n. 4352), onde l’impugnazione del rigetto della domanda di revisione dei richiamati rapporti informativi di cui trattasi va dichiarata inammissibile.
All’irricevibilità ed inammissibilità dell’azione impugnatoria consegue anche quella delle consequenziali azioni di accertamento del diritto a una nuova valutazione e di risarcimento del danno.

A cura di Sonia Lazzini
Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 236 del 3  febbraio 2010 emessa dal Tar Liguria, Genova
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