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il criterio valutativo relativo all’ubicazione delle strutture...

Pubblicato il 31/05/2010
Pubblicato in: Sentenze
il criterio valutativo relativo all’ubicazione delle strutture aziendali a supporto del personale di assistenza tecnica e dei magazzini a supporto delle operazioni di manutenzione, già di per sé è criterio all’evidenza neutro con riguardo alla localizzazione della sede delle imprese concorrenti, potendo qualsiasi impresa operante nel settore di mercato in questione, sia a livello comunitario sia a livello nazionale e/o regionale, purché munita del richiesto know how tecnico-gestionale, assolvere al prescritto requisito di predisposizione di adeguata struttura logistica in loco, idonea ad assolvere tempestivamente al servizio oggetto di gara.

In linea di diritto si osserva che alla stregua di una consolidato orientamento giurisprudenziale, comunitario e nazionale, costituisce principio generale regolatore delle gare pubbliche il divieto di commistione fra i criteri soggettivi di pre-qualificazione e quelli oggettivi afferenti alla valutazione dell’offerta ai fini dell’aggiudicazione, in funzione dell’esigenza di aprire il mercato, premiando le offerte più competitive ove presentate da imprese comunque affidabili, nonché in applicazione del canone della par condicio, ostativo ad asimmetrie pregiudiziali di tipo meramente soggettivo, con la conseguente necessità di tenere separati i requisiti richiesti per la partecipazione alla gara da quelli che invece attengono all’offerta e all’aggiudicazione (v. sul punto, per tutte, C.d.S., Sez. V, 14 ottobre 2008, n. 4971).

Va, al riguardo, rilevato, che spesso il filo che separa il canone oggettivo di valutazione dell’offerta ed il requisito soggettivo delle imprese concorrenti è particolarmente sottile, attesa la potenziale idoneità dei profili di organizzazione soggettiva a riverberarsi sull’affidabilità e sull’efficienza dell’offerta e, quindi, della prestazione. Tale commistione inestricabile, che rende in concreto non pertinente il principio astratto fin qui enucleato, viene, segnatamente, in rilievo quante volte la lex specialis valorizzi non già i requisiti soggettivi in sé intesi, bensì quei profili soggettivi diretti a riverberarsi in modo specifico sull’espletamento dell’attività appaltata, con riferimento precipuo alle caratteristiche del personale, delle attrezzature e delle strutture logistiche da adibire alle prestazioni oggetto dell’appalto.
Orbene, applicando gli enunciati principi di diritto al caso di specie, ritiene il Collegio che i sopra citati criteri di valutazione dell’offerta tecnica investiti da censura – a prescindere dal rilievo che gli stessi, ad una semplice lettura delle previsioni della lex specialis e contrariamente all’assunto dell’odierna appellante, non si riducono al mero dato localizzante dell’ubicazione dell’azienda e del magazzino, ma si articolano in prescrizioni più complesse e differenziate – attengano ad aspetti organizzativi e logistici della struttura aziendale da predisporre a supporto dell’espletamento del servizio all’esame ed idonei a qualificarne sotto un profilo oggettivo la prestazione.
A fronte di siffatte caratteristiche oggettive delle prestazioni inerenti al servizio dedotto in gara, la previsione, tra i criteri tecnici di valutazione, della “struttura, organizzazione generale ed ubicazione dell’azienda ad effettivo supporto del personale residente a garanzia della continuità del servizio”e dell’“ubicazione e logistica del magazzino ad effettivo supporto del servizio”, lungi dal risolversi nella prescrizione di requisiti selettivi di tipo meramente soggettivo idonei a restringere la cerchia dei concorrenti – in funzione per così dire protezionistica – ad imprese territorialmente localizzate, costituisce il portato di esigenze logistiche, strutturali ed organizzative strettamente inerenti alla natura oggettiva delle prestazioni da assolvere dall’impresa aggiudicataria.

A cura di Sonia LAzzini
Riportiamo qui di seguito la decisone numero 3208 del 21 maggio 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato
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