Alto Contrasto Reimposta
Iscriviti Area Riservata
Menu
Menu
Stemma

fattori distorsivi o discriminatori possono travalicare il legittimo ambito della discrezionalità riconosciuta alla commissione

Pubblicato il 27/01/2010
Pubblicato in: Sentenze
Solamente evidenti fattori distorsivi o discriminatori possono  travalicare il legittimo ambito della discrezionalità riconosciuta alla commissione in una appalto da affidare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa

deve considerarsi il carattere discrezionale della scelta operata dall’Amministrazione nella predisposizione del bando di gara: discrezionalità ampia e sindacabile di conseguenza solo “ab externo”, e cioè in presenza di palesi abnormità e irrazionalità (Consiglio di Stato, sez. V, 28 marzo 2008, n. 1332)

1. La ricorrente ATI ha partecipato alla procedura ristretta bandita in data 21 gennaio 2008 dal Comune di Anzio per l’affidamento quinquennale del servizio di nettezza urbana e connessi per un importo a base d’asta di € 24.438.500, da aggiudicarsi sulla base del metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa di cui all’art. 83 del D. Lgs. n. 163/2006, con riserva di 50 punti al prezzo e 50 punti al progetto tecnico.
Essendosi classificata al terzo posto della graduatoria finale, dopo la vincitrice e la seconda , la medesima ATI impugna in questa sede gli atti di gara facendo valere due motivi in diritto così rubricati:
1) violazione e falsa applicazione di legge;
2) eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione, contraddittorietà e illogicità manifesta, sviamento.
Con successivo atto la ricorrente ha proposto in via subordinata un motivo aggiunto di ricorso, così rubricato:
3) violazione e falsa applicazione dell’art. 83, comma 4, d. lgs. 163/2006; violazione del principio della par condicio, nonché di trasparenza e concorrenza.
Con il medesimo atto la ricorrente ha chiesto nuovamente la declaratoria della caducazione degli effetti del contratto e la condanna dell’Amministrazione al risarcimento dei danni.
Qual è il parere dell’adito giudice amministrativo?

Con il motivo di gravame, la ricorrente sostiene che la formula adottata dall’Amministrazione vada ritenuta comunque inadeguata rispetto allo scopo, in quanto comporta l’alterazione del rapporto tra le varie offerte economiche e dell’equilibrio tra l’elemento valutativo della qualità tecnica e quello dell’offerta economica (che confluiscono in un unico parametro numerico finale). In particolare, detta formula determinerebbe una sottovalutazione delle altre offerte non proporzionata all’incidenza dei rispettivi ribassi sul prezzo a base d’asta, in tal modo ampliando in maniera squilibrata la “forbice” tra la migliore offerta economica e le altre, e con ciò sopravvalutando l’elemento “prezzo”.
Ad avviso del Collegio la tesi della ricorrente, pur pregevolmente argomentata con dovizia di simulazioni numeriche, deve essere disattesa.
Nel caso di specie, le considerazioni di opportunità e adeguatezza prospettate dalla ricorrente non attingono la soglia dell’abnormità e dell’irrazionalità palese, e concernono piuttosto un profilo a carattere gestionale-metodologico non privo di elementi di controvertibilità in ordine al “peso” concreto da conferire alla rilevanza economica dell’offerta nel contesto globale del sistema di cui all’art. 83 del codice degli appalti.
Con la terza censura, prospettata nell’atto recante i motivi aggiunti, parte ricorrente lamenta anzitutto il fatto che la Commissione di gara non si è limitata a prefissare i criteri motivazionali ai quali si sarebbe poi attenuta per attribuire - con riferimento a ciascun criterio già indicato dal bando - il punteggio tra il minimo e il massimo fissati dal medesimo bando, alla stregua dell’art. 83, comma 4, ultima parte, del D. Lgs. n. 163/2006 nel testo anteriore alla novella introdotta con l’art. 1, comma 1, lettera u) del D. Lgs. n. 152/2008; infatti essa ha introdotto ulteriori sub-criteri rispetto a quanto previsto dalla “lex specialis” di gara, con ciò pregiudicando la ricorrente, la quale, se avesse conosciuto tali ulteriori sub-criteri, avrebbe potuto predisporre diversamente l’offerta tecnica.
6.1 La censura è infondata nel merito (il che consente di prescindere dalle eccezioni processuali formulate al riguardo dalle difese del comune e della contro interessata). Il testo dell’art. 83, comma 4, ultimo periodo, del D. Lgs. n. 163/2006, vigente”ratione temporis”, così disponeva: “La commissione giudicatrice, prima dell'apertura delle buste contenenti le offerte, fissa in via generale i criteri motivazionali cui si atterrà per attribuire a ciascun criterio e subcriterio di valutazione il punteggio tra il minimo e il massimo prestabiliti dal bando”.
Nella specie, la Commissione si è attenuta a questa disposizione, non introducendo sub – criteri ulteriori a quelli previsti dalla “lex specialis” di gara (inclusiva di quanto statuito nel disciplinare), bensì limitandosi a specificare i relativi sub-punteggi: attività, questa, da ritenersi del tutto legittima in funzione garantista in ordine allo svolgimento di una successiva attività valutativa che di fatto comunque rientrava nei poteri della commissione medesima; e ciò in assenza di palesi ed evidenti fattori distorsivi o discriminatori, tali da travalicare il legittimo ambito della discrezionalità riconosciuta al predetto organo collegiale al riguardo (cfr. TAR Lazio, sez. III - bis, 22 maggio 2009, n. 5196).

A cura di Sonia LAzzini
Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 706 del 21 gennaio 2010, emessa dal Tar Lazio, Roma
 Allegati
Scarica

Utilità