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Consiglio di Stato n° 1019 del 20 febbraio 2009 e 3481 dell’11 luglio 2009

Pubblicato il 24/02/2009
Pubblicato in: Sentenze

La possibilità di proporre variazioni migliorative significa che il progetto proposto dalla stazione appaltante può subire modifiche, purchè non si alterino i caratteri essenziali (i c.d. “ requisiti mi-nimi”) delle prestazioni richieste dalla lex specialis per non lede-re la par condicio.

 

Poiché la complessità del progetto aveva imposto la previsione nella lex specialis e, più in particolare, nelle “specifiche tecniche” dell’ e-laborazione da parte dell’ Amministrazione di un progetto preli-minare al quale si sarebbero dovute attenere le ditte offerenti nel-lo sviluppare un progetto esecutivo, di conseguenza una tale impostazione aveva reso necessario bandire una gara d’ appalto-concorso e indicare “l’offerta economicamente più vantag-giosa”quale criterio d’ aggiudicazione: è corretto quindi affermare che in conformità all’ art. 24 del d.lgs n. 157 del 1995 (trasfuso nell’ art. 76 del d.lgv n. 163 del 2006), ad essere inderogabili erano i contenuti d’ insieme del progetto preliminare e non i singoli re-quisiti tecnici?

In tale procedura alla Commissione di gara è attribuita una mag-giore discrezionalità, non rivenibile nel caso in cui il sistema di selezione delle offerte riposi su “criteri matematici” e sia ricon-ducibile al criterio “del prezzo più basso”, utilizzabile qualora tutte le condizioni tecniche sono predeterminate al momento dell’offerta e non è ammessa la possibilità di presentare varianti al progetto “base” predisposto dalla stazione appaltante._L’ art. 24 del d.lgs. n. 157 del 17 marzo 1995 ( attuativo della di-sciplina di cui alla direttiva 92/50/Cee) permette di presentare va-rianti in sede di offerta per gli appalti di servizi, facoltà che l’art. 76 del codice dei contratti pubblici ha esteso a tutti gli appalti, demandando all’Amministrazione di indicare nel bando se le va-rianti sono ammesse e quali i “requisiti minimi” ai quali attenersi._ La richiesta vincolatività ai contenuti del progetto preliminare, di cui al primo capoverso e sulla quale regge l’ impianto argomen-tativo della parte appellante, deve essere riferita all’ insieme del progetto le cui caratteristiche essenziali non potevano essere vio-late o pretermesse nello svilupparne gli elementi sulla base di pe-culiari conoscenze tecnologiche, apportando contributi migliora-tivi la cui valutazione tecnica, dal secondo capoverso, era espres-samente rimessa alla Commissione che avrebbe dovuto tener conto “della loro “applicabilità, pertinenza e valore”.

Consiglio di Stato con la decisione numero 1019 del 20 febbraio 2009

In tema di possibilità di presentare varianti in un appalto di servizi da affidare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e sulla differenza fra le difformità progettuali capaci di stravolgere le linee guida del progetto base e invece semplici migliorie tecnologiche che la stazione appaltante può valutare positivamente, senza trasmodare nell’arbitrio, nell’esercizio della sua insindacabile discrezionalità.

la previsione esplicita della possibilità di presentare varianti in sede di offerta per gli appalti di servizi, è contemplata dall’art. 24, d.lgs. n. 157 del 1995 (applicabile ratione temporis), in parte qua riproduttivo della disciplina recata dalla direttiva 92/50/Ce (ed oggi generalizzata dall’art. 76 del codice dei contratti pubblici per qualsivoglia appalto); l’amministrazione deve indicare, in sede di redazione della lex specialis, se le varianti sono ammesse e, in caso affermativo, identificare i loro requisiti minimi._ La ratio della scelta normativa comunitaria riposa sulla circostanza che, allorquando il sistema di selezione delle offerte sia basato sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la stazione appaltante ha maggiore discrezionalità e soprattutto sceglie il contraente valutando non solo criteri matematici ma la complessità dell’offerta proposta, sicché nel corso del procedimento di gara potrebbero rendersi necessari degli aggiustamenti rispetto al progetto base elaborato dall’amministrazione; nel caso invece di offerta selezionata col criterio del prezzo più basso, poiché tutte le condizioni tecniche sono predeterminate al momento dell’offerta e non vi è alcuna ragione per modificare l’assetto contrattuale, non è mai ammessa la possibilità di presentare varianti.

Consiglio di Stato con la decisione numero 3481 dell’11 luglio 2009

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