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congrua motivazione sull’interesse pubblico all’annullamento di tutti i precedenti atti di gara e...

Pubblicato il 26/03/2010
Pubblicato in: Sentenze

Se è vero che rientra nella discrezionalità dell'Amministrazione ogni valutazione sull'esercizio dei poteri di autotutela, nondimeno tale esercizio richiede una congrua motivazione sull’interesse pubblico all’annullamento di tutti i precedenti atti di gara e alla rinnovazione degli stessi, non sussistendo alcun obbligo in tal senso (T.A.R. Sicilia Palermo, sez. I, 24 febbraio 1998 , n. 232).

Inoltre, ritiene il Collegio che l’esercizio del potere di autotutela, di cui pure ha fatto uso l’Amministrazione, esiga una motivazione adeguata e congrua, che ricomprenda sia la valutazione dell’interesse pubblico all’annullamento d’ufficio del proprio precedente atto di esclusione della controinteressata, sia la comparazione dell'interesse pubblico con le contrapposte posizioni consolidate dei partecipanti alla gara.

Tale motivazione manca nel caso in esame, mentre avrebbe dovuto essere ancora più pregnante e specifica nella fattispecie, visto che andava attentamente valutata nel merito non solo la questione concernente il rispetto della clausola del bando di cui all’art. 8), ma anche la circostanza che è ancora pendente il giudizio promosso dinanzi a questo TAR dalla controinteressata avverso la propria esclusione. Non senza tralasciare il fatto che, nell’ambito di quel giudizio, risulta adottata una ordinanza cautelare di rigetto della sospensione degli effetti del provvedimento impugnato. Ma a tali significative circostanze, nessun accenno si rinviene nei verbali della Commissione.

La potestà di annullamento in autotutela si fonda sul principio costituzionale di buon andamento che impegna la pubblica Amministrazione ad adottare atti il più possibile rispondenti ai fini da conseguire ed incombe su di essa l'obbligo di fornire una adeguata motivazione in ordine ai motivi che giustificano il provvedimento di autotutela, anche supportata eventualmente da un nuovo apprezzamento della fattispecie in base a circostanze sopravvenute, di cui si dia adeguatamente conto (tra le altre, Consiglio Stato , sez. V, 10 settembre 2009 , n. 5427; T.A.R. Lazio Roma sez. II 09 novembre 2009 n. 10991).
In conclusione, il ricorso va accolto per difetto di motivazione.

A cura di Sonia LAzzini

Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 695 del 17 marzo 2010 pronunciata dal Tar Sicilia, Catania

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