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VIII Commissione Senato, Lavori Pubblici: l’audizione UNITEL

Pubblicato il 26/10/2021
VIII Commissione Senato, Lavori Pubblici: l’audizione UNITEL

Giovedì 21 ottobre, si è tenuta al Senato l’ VIII Commissione Lavori Pubblici sull’esame del Disegno di Legge n. 2330 – Delega al Governo in materia di contratti pubblici. Ad essere auditi in videoconferenza: ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani, UPI - Unione Province Italiane, UNITEL - Unione Nazionale Italiana Tecnici Enti Locali, FINCO - Federazione Industrie Prodotti Impianti Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni e la Manutenzione, GBC Italia - Green Building Council Italia, Rete Professioni Tecniche e ANAC- Autorità Nazionale Anticorruzione.

VIII Commissione Lavori Pubblici

Le competenze dell'VIII Commissione permanente del Senato attengono per lo più al settore delle infrastrutture, ossia delle opere pubbliche, intese come opere finanziate in tutto o in parte mediante risorse pubbliche. In particolare, rientrano in questo ambito sia le disposizioni che disciplinano il processo di pianificazione e programmazione delle suddette opere, sia le disposizioni che regolano le modalità di progettazione e realizzazione delle stesse (norme sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture).

Per maggiori informazioni, consultare la sezione dedicata “8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni)”.

L’audizione UNITEL

L'audizione si apre con il Presidente della Commissione, l’Onorevole Coltorti, il quale invita il Presidente UNITEL, Claudio Esposito, ad esporre il punto di vista dell’Associazione.Esposito, nel ringraziare dell’invito, ricorda alla Commissione il documento di sintesi, con le principali annotazioni sulla materia, presentato in sede di audizione dall'Associazione: un contributo dal taglio fortemente operativo in quanto “rappresentanti dei veri e propri operatori di settore”.

Il Presidente prosegue ripercorrendo il passato normativo in tema lavori pubblici, a cominciare dalla “rivoluzione copernicana” della “riforma Merloni” -L. n. 109/94, per poi passare al Codice del Decreto Lgs. n. 163/2006 e del relativo Regolamento; ed infine al Codice del D.Lgs. n. 50/2016 con l’innovativo sistema della "Soft Law". Manovra, quest’ultima, che si pensava avrebbe portato ad una maggiore flessibilità, ma che, secondo Esposito, non ha tuttavia portato ai risultati sperati. Nel documento infatti, viene descritto come “l'approccio alla regolamentazione non ha colto nel segno, né con la puntualità del Regolamento né con la ‘Soft Law’”.

La proposta di UNITEL, riflettendo sull’attuale situazione adottando uno sguardo retrospettivo e il punto di vista degli operatori sul campo, è quella di ripartire dall’impostazione normativa: “ripartire dalle direttive europee e sgravare il codice da tutto ciò che non è attinente alla materia”. Nel documento di sintesi, si evince infatti come “nelle varie edizioni succedutesi nel tempo, i vari Codici si sono sempre più appesantiti di aspetti di regolazione nella prospettiva, evidentemente, di farne un "regolatore sociale”[...] Questi procedimenti, complicatissimi e farraginosi nell'attuazione, e caratterizzati da notevoli margini di discrezionalità, rallentano oltremodo il processo di appalto e sono forieri di inevitabili contenziosi”.

Tra suggerimenti avanzati da UNITEL figurano:

  • una reale semplificazione ossia “ricondurre la normativa sugli appalti all'essenziale, ripartendo dalle Direttive Europee, depurando il futuro Codice da aspetti non propriamente legati alla materia”;
  • una riforma incentivante sull’attività del Project Manager: professionalità che, al giorno d’oggi, non gode ancora delle giuste tutele e dei giusti riconoscimenti, e che non può restare confinata negli ambiti amministrativi attuali. L’idea di UNITEL è quindi di portare avanti una “Riforma dello status del RUP”, infatti “l'art. 31 dell'attuale Codice delinea in modo puntuale il profilo di questa figura professionale. Orbene, un soggetto con tale preparazione (vero Project Manager del processo) a cui si chiede il raggiungimento di obiettivi ambiziosi con sanzioni di ogni tipo in corso di fallimento (penali, amministrativi, contabili, disciplinari) non può ancora essere inquadrato alla stregua di qualsiasi altro impiegato amministrativo”.

L’Audizione prosegue con i quesiti da parte della Commissione. A porgere il primo interrogativo, la Senatrice Pergreffi, che introduce la spinosa questione della “firma del tecnico comunale”, spesso considerata un vero e proprio ostacolo in materia di lavori pubblici, riferendosi al carico di responsabilità quotidiano in capo agli uffici tecnici. La domanda della Senatrice è dunque: quali soluzioni per tutelare gli enti, i Responsabili Unici del Procedimento e i tecnici stessi?

Secondo Esposito, una misura da perseguire potrebbe essere una maggiore “tutela del Responsabile Unico del Procedimento”. Una tutela legale, assicurativa con costi a carico dell’amministrazione: spesa che al momento grava unicamente sul tecnico. Tuttavia, sarebbe auspicabile prevedere l’istituzione di “un team di supporto”. Infatti, attualmente, prosegue il Presidente UNITEL, “le professionalità richieste per portare avanti un’opera sono molto complesse: dalle funzioni amministrative e legali fino a quelle meramente tecniche per le verifiche dei progetti: è un’attività a 360 gradi” che un solo individuo non può espletare e soddisfare pienamente. Nel quadro economico dell’opera, dunque, si dovrebbe procedere all’allocazione di somme specifiche per queste attività. Nel documento di sintesi, infatti, UNITEL riporta come “per le gravose responsabilità di cui è investito e per la poliedrica professionalità che gli è richiesta deve essere senz'altro degnato di maggiori attenzioni e tutele attraverso:

  • Il riconoscimento dello status tipico ed adeguato profilo professionale (mai previsto dalle norme);
  • Garantirlo con idonee coperture assicurative;
  • Supportato da adeguato team.”

La sessione volge al termine con il Senatore Cioffi e la questione dell' “aggregazione delle stazioni appaltanti” nei piccoli comuni. Come si può migliorare la funzione del RUP o del capo ufficio tecnico per far funzionare meglio il sistema? incalza il Senatore.

Secondo Esposito, la faccenda dell’aggregazione delle stazioni appaltanti non rappresenta una manovra di successo. UNITEL ritiene fondamentale “l'istituzione di un help-desk nazionale di supporto in linea alle S.A. per la gestione delle procedure”. In altre parole, si propone la creazione di una struttura centrale di supporto, online, a disposizione dei tecnici; così che - in caso di problemi, richieste o chiarimenti - ci sia un riscontro immediato da parte di professionalità autorevoli, specificatamente preparate sulla materia. Una soluzione che andrebbe ad eliminare la questione dell’introduzione di nuove riforme e aggregazioni; ma che allo stesso tempo risulterebbe come un’alternativa più semplice, e dai costi notevolmente meno impattanti, rispetto a una riorganizzazione della PA a fronte di nuove norme e riforme.


Per maggiori informazioni in merito alle proposte di UNITEL, il documento presentato all’VIII Commissione sui Lavori Pubblici è disponibile per il download. In alternativa, il video dell’audizione è disponibile sul sito del Senato della Repubblica al seguente link: https://webtv.senato.it/4621?video_evento=238807. Dal minuto 00:53:00 è possibile sintonizzarsi sull’intervento del Presidente Esposito.



 Allegati
Documento UNITEL audizione VIII Commissione.pdf

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