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Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

Pubblicato il 09/05/2016
Pubblicato in: Articoli

Con la sentenza n. 132/2016 la Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Puglia, ha riconosciuto illecito disciplinare e conseguente responsabilità erariale di un dirigente del Comune di Cerignola per omessa pubblicazione sul sito internet del Comune dei dati relativi ad un incarico di consulenza (soggetto percettore, ragione dell’incarico, ammontare erogato) per il quale era stato pagato un compenso.

Il danno erariale cagionato risulta pari alle somme pagate al professionista incaricato.

Con tale sentenza la Corte dei conti ha chiarito la rilevanza dell’ambito applicativo dell’art. 1, comma 127 della legge 662/1996, ora confluite nell’art. 15 del D.lgs. 33/2013.

Ma come si può?

Il nostro Cicerone abruzzese (ndr. Aurelio Rossi da Altino) direbbe:

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?

Cicerone prosegue poi con le parole:

Quamdiu etiam furor iste tuus nos eludet? Quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?

Quanto a lungo ancora codesta tua follia si prenderà gioco di noi? Fino a che punto si spingerà la tua sfrenata audacia?

Si raccomanda pertanto di pubblicare i dati tempestivamente e, in ogni caso, prima dei pagamenti.

(Sentenza segnalata dal collega Fabrizio Notarini)

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