Sempre che non arrivi una proroga, richiesta da molti, entro il 31 dicembre anche gli enti locali dovranno definire il proprio sistema di misurazione e valutazione delle performance in modo
conforme ai principi della riforma Brunetta.
Allo stato attuale il mondo delle autonomie locali è un cantiere aperto e per molti enti il rispetto della scadenza non è così scontato. A capo del cantiere c’è l’Anci che per supportare le amministrazioni locali ha prodotto delle linee guida operative in materia di ciclo della performance, valutazione ed organismi indipendenti di valutazione. Queste linee prendono le mosse dal quadro già delineato dalla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche (Civit) con le proprie delibere e ne adattano i contenuti alle specifiche caratteristiche dei Comuni, nel rispetto dell’autonomia nell’attuazione della riforma riconosciuta agli enti locali dal decreto stesso.
La scorsa settimana le linee guida sono stati oggetto di approfondimento nella prima riunione del tavolo tecnico con il Civit, istituito con il protocollo firmato lo scorso 16 settembre e come previsto dal Dlgs n. 150/2009 allo scopo di supportare i Comuni, in modo unitario e coordinato, nell’applicazione della Riforma Brunetta. I lavori del tavolo tecnico permanente di confronto
proseguiranno nelle prossime settimane, con l’obiettivo di giungere rapidamente alla definizione di indirizzi comuni.
Le linee guida riprendono le interpretazioni già offerte dall’Anci in precedenza, specificando i contenuti operativi dell’adozione del ciclo di gestione della performance, tenuto conto di quanto
disposto dal Civit con le delibere n. 89/2010 e n. 104/2010. Secondo l’Anci gli enti locali possono valorizzare i metodi e gli strumenti di programmazione e controllo previsti dal Dlgs 267/2000, qualora questi già rispondano alle esigenze di compiuta misurazione, valutazione e rappresentazione della perfomance previste dalla riforma Brunetta. In caso contrario, devono procedere ad un’integrazione e adeguamento del sistema esistente o, se non presente, procedere all’introduzione ex novo del sistema di misurazione e valutazione.
Nel dettaglio, l’Anci dopo un’analisi della riforma e delle diverse normative già vigenti in materia di programmazione e controllo per gli enti locali conclude che “i tre documenti programmatori
delineati dall’Ordinamento - relazione previsionale programmatica (Rpp), piano esecutivo di gestione (Peg), piano degli obiettivi (Pdo) - possono essere legittimamente messi al centro del
sistema di misurazione della performance”. In particolare il Peg e il Pdo “sono individuati come elementi centrali delle fasi di definizione, misurazione e rendicontazione delle performance di un comune”. In assenza di Peg (obbligatorio per i Comuni con più di 15mila abitanti) e Pdo (facoltativo per tutti i Comuni anche se qualificante) assume centralità la Rpp.
L’Anci, inoltre, nelle sue linee guida precisa le caratteristiche che Rpp, Peg e Pdo devono possedere, o altrimenti recepire, per soddisfare le finalità anche del Dlgs n. 150/2009. A titolo d’esempio si richiama: la pianificazione degli obiettivi a carattere triennale sulla scorta degli indirizzi dell’organo politico e coerenti con la programmazione economico-finanziaria; gli obiettivi individuati annualmente, raccordati con la pianificazione pluriennale e collegati ai centri di responsabilità; i contenuti della programmazione operativa (PegG e/o Pdo) capaci di rappresentare obiettivi, sistema di misurazione e di relativi indicatori con indicazione degli standard e dei target attesi, sistema di raccordo tra i risultati misurati e la struttura organizzativa, fattori/parametri di misurazione degli apporti individuali con l’indicazione delle modalità di misurazione e del target atteso, obiettivi ed indicatori coerenti con il piano dei conti e il piano dei centri di costo/ricavo.
Riguardo gli indicatori di performance, aspetto centrale della misurazione, l’Anci offre alcuni esempi individuati con la sperimentazione avviata lo scorso marzo che ha coinvolto 400 Comuni su base volontaria con diversa fascia demografica, cui hanno aderito quasi tutti i capoluoghi di provincia.
Gli indicatori si riferiscono ad alcuni degli ambiti principali di attività: servizi sociali, trasporto pubblico locale, viabilità e traffico, asilo nido, ambiente e pulizia. L’obiettivo finale è definire un sistema condiviso di misurazione e valutazione dell’attività e dei servizi comunali, che comprende anche la rilevazione della qualità e quantità dei servizi erogati, nonché la rilevazione della soddisfazione dei destinatari dell’attività e dei servizi.
Le misure del decreto descritte, in buona parte, non sono delle novità assolute per le amministrazioni locali. Almeno sul piano formale, termini come produttività, performance, merito, efficienza, qualità, sono presenti in documenti e atti normativi da tanti anni. Sul piano sostanziale, invece, l’esperienza maturata dagli enti locali nelle diverse aree del Paese è molto disomogenea sia per applicazioni che risultati. Il lavoro di raccordo tra Anci e Civit ha l’indubbio merito di aver affrontato il tema della misurazione della performance con pragmatismo assumendo quale punto di partenza, dove esistono i presupposti, il sistema di programmazione e controllo previsto dal testo unico degli enti locali. Nondimeno, l’obiettivo di tradurre i principi della misurazione in una pratica corrente nelle amministrazioni locali rimane una sfida che ciascun ente è chiamato ad affrontare e che, tra le altre cose, richiede una condizione generale fin qui poco evidenziata, seppure conosciuta, da operatori ed esperti: l’approccio degli amministratori pubblici al tema della misurazione della performance. Nel recente passato, in diverse amministrazioni si è registrata la disattenzione dei vertici politici verso il tema della valutazione dei risultati e l’attività del nucleo di valutazione. Se l’esigenza di conoscere cosa succede dopo l’approvazione di un programma, di un progetto non è abbastanza avvertita o riconosciuta ogni iniziativa di misurazione, per quanto ben fatta, è destinata a perdere gran parte della sua efficacia. Rendere pienamente consapevoli gli amministratori delle opportunità offerte dalla valutazione delle performance in termini di miglioramento dell’ente e dei servizi offerti è pertanto una necessità assoluta.
(Andrea Margheri, Il Sole 24 ORE)
Utilità