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17/07/2018 03:50
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Ancora in tema di addebitabilità dell'IRAP

Ancora in tema di  addebitabilità dell'IRAP

Le Sezioni Riunite della Corte dei conti, con la deliberazione nr. 33 del 2010 sembrano aver messo, almeno temporaneamente, la parola fine alla questione sulla debenza o meno dell’IRAP sul compenso incentivante ai tecnici degli enti locali; e, inoltre, su chi dovesse ricadere detto onere.

Secondo i giudici contabili (le cui decisioni, pur se autorevolissime per l’importanza dell’organo da cui proviene il parere, non sono destinate a far stato negli eventuali giudizi in corso o da instaurare tra tecnico e datore di lavoro), l’IRAP ricade sul prestatore di lavoro dato che i fondi per la progettazione (e per l’avvocatura interna) costituiscono la provvista delle risorse per far fronte agli oneri di personale.

Da un punto di vista strettamente tributario, la interpretazione del giudice contabile appare aderente al dettato normativo.

Come è noto l’IRAP, istituita con il dlgs nr. 446 del 1997 (e in vigore dall’1.1.1998) è un tributo regionale, di natura reale, e indeducibile dal reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi.

La caratteristica che qui viene in rilievo è la base imponibile, data, ex art. 4, comma 2, del dlgs citato dal valore della produzione netta proporzionalmente corrispondente all'ammontare delle retribuzioni  spettanti  al  personale a qualunque titolo utilizzato, compresi  i  redditi  assimilati  a  quelli  di  lavoro dipendente.

In sostanza, con detta norma di carattere generale, il legislatore ha voluto assoggettare alla imposta tutta la retribuzione, a qualunque titolo percepita, dal lavoratore dipendente, che concorre la valore della produzione; e non vi è dubbio che anche il compenso ex art. 92, comma 5,  del dlgs nr. 163 del 2006 rientra nel concetto di retribuzione, e come tale va tassato; si tratta, indubbiamente, di una disposizione penalizzante, stante anche la indeducibilità di detta imposta, ma, per quanto riguarda detti profili, si tratta di scelte di politica legislativa che non spetta né al dipendente, né all’interprete, contrastare.

In relazione alla disparità di trattamento tra il dipendente normodotato e il  dipendente con handicap, per il quale si applica la deduzione di cui all’art. 11 del dlgs nr. 446, si tratta di situazioni differenti che devono trovare una soluzione differente. Quella della deduzione in relazione al soggetto disabile, infatti, trova la sua giustificazione nell’art. 38, comma 2, della Costituzione, secondo il quale i lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria, e non vi è dubbio che la disabilità rientra in una delle ipotesi previste dal legislatore costituzionale.

(consulente UNITEL)

 

Muro Lucano Il segretario regionale Setaro è murese

L'Unitel si rinnova - Mariani: <<Rilanciamo i tecnici nelle amministrazioni>>

Il neo­federalismo demaniale

di Marco Catalano.
Magistrato   della   Corte   dei   conti   (Procura
Regionale Campania)

Guida Pratica per i contratti pubblici di servizi e forniture

Guida Pratica per i contratti pubblici di servizi e fornitureIn allegato: Vol. 1° - Il mercato degli appalti

Il nuovo “Federalismo demaniale”

Il nuovo “Federalismo demaniale” e la rilevanza degli uffici tecnici degli enti locali.

Nella G.U. nr. 134 del 10.6.2010 è stato pubblicato il dlgs nr. 85 del 2010, recante norme in materia di federalismo demaniale.

Con questa espressione si intende il fenomeno del trasferimento delle funzioni di gestione di beni, una volta appartenenti al demanio dello Stato, agli enti territoriali e locali, in ossequio al principio di sussidiarietà.

L’articolato normativo (che entrerà in vigore il 26.6.2010) entrerà a regime con i decreti ministeriali che, secondo quanto stabilito, dovranno individuare i beni da trasferire agli enti locali che potranno (anzi dovranno) trovare forme di valorizzazione dei medesimi, posto quanto dispone l’art. 2 comma 4, secondo il quale l'ente territoriale, a seguito del trasferimento, dispone del bene nell'interesse della collettività rappresentata ed e' tenuto a favorire la massima valorizzazione funzionale del bene attribuito, a vantaggio diretto o indiretto della medesima collettività territoriale rappresentata. Ciascun ente assicura l'informazione della collettività circa il processo di valorizzazione, anche tramite divulgazione sul proprio sito internet istituzionale. Ciascun ente può indire forme di consultazione popolare, anche in forma telematica, in base alle norme dei rispettivi Statuti.

Già da questa lettura è facile desumere la importanza degli uffici tecnici degli enti locali, chiamati al gravoso compito di descrizione e valorizzazione del bene trasferito.

In sostanza il legislatore statale, sull’onda di spinte non necessariamente autonomistiche, ma che hanno alla base il desiderio, da parte di comunità locali, di uno sfruttamento locale di determinati beni di carattere pubblico, ha deciso per un trasferimento agli enti territoriali e a quelli locali.

Tralasciando gli altri e rilevanti aspetti della normativa brevemente esaminata (in tema, ad esempio, di patto di stabilità interno), particolare importanza ai fini della valorizzazione e della successiva programmazione, riveste il successivo art. 5, che prevede il trasferimento di beni del demanio marittimo ed idrico, con conseguente duplice attività: a livello regionale, di programmazione; e a livello locale di valorizzazione e gestione. Sul punto si pensi, ad esempio, alla determinazione dei canoni per la concessione dei beni del demanio marittimo quali le spiagge, i cui termini di scadenza sono stati di recente (d.l. nr. 194 del 2009, art. 1, comma 18) prorogati al 31.12.2015.

Resta da verificare se gli enti locali e territoriali sapranno approfittare della occasione che viene loro fornita dalla attuazione del federalismo in materia di beni dell’ex demanio statale, sottolineandosi ancora una volta l’importanza che, nel settore, rivestirà la figura del tecnico dell’ente, chiamato, a parere dello scrivente, a dare il suo insostituibile contributo in tema di valorizzazione.

Marco Catalano, magistrato della Corte dei conti


Approvazione del Regolamento di attuazione del Codice dei Contratti

Approvazione del Regolamento di attuazione del Codice dei Contratti

Consiglio dei Ministri n.97 del 18/06/2010

il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle ore 12,30 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi. Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta.

Sono stati poi approvati i seguenti provvedimenti: su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli:

un regolamento che contiene la disciplina esecutiva ed attuativa del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, innovando e sostituendo molte analoghe fonti precedenti relative a contratti pubblici per lavori nei settori ordinari (anche lavori di architettura ed ingegneria, forniture ed altri servizi), nonché nei settori speciali. Con l’approvazione odierna il provvedimento termina un lungo iter istruttorio che lo ha sottoposto a pareri molteplici del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata, dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;

Scarica il Regolamento (Fonte Bosetti e Gatti)

Sindacato CISL nazionale

Sindacato CISL nazionaleil ripristino degli incentivi per la progettazione

Lettera al Presidente Napolitano

Al Sig.Presidente della Repubblica
On.Giorgio Napolitano

Illustre Presidente, torno a  porgerle con piacere il saluto di tutti i tecnici pubblici dipendenti che mi onoro, quale Presidente di UNITEL, di rappresentare.
Mi consenta di segnalare alla sua cortese attenzione, a seguito dell’ulteriore luttuoso evento accaduto a Genova in occasione della ricorrenza dei 150 anni dell’unità d’Italia, il grande disagio e la profonda tristezza che la nostra categoria vive per la situazione che si è venuta a creare a seguito della più recente normativa in materia di sicurezza (su cui è nota la Sua sensibilità).
Dalla lettura del testo coordinato sulla sicurezza, di cui all’ex Dlgs n.81/08, emerge manifesto l’inutile spirito penalizzante della norma nei confronti dei tecnici pubblici dipendenti.
Al di là delle grida d'allarme, delle dissertazioni tecnico-giuridiche e/o dell'opportunità di dibattiti e tavole rotonde, riteniamo come categoria quanto mai necessaria un’azione mirata a promuovere una urgente revisione del sistema di verifica,controllo e sanzionatorio, nei confronti dei soggetti che realizzano i lavori.
Mi permetta di rammentare che il T.U. sulla sicurezza di cui al  Dlgs n.81/08:
  • all'art.89 punto 1 comma c  precisa che il responsabile dei lavori è il responsabile del procedimento;
  • il successivo art.90 punto 3 e seguenti  prevede per il responsabile dei lavori ( quindi per il RUP) in ogni comma l'arresto da tre a sei mesi con ammende varie;
  • il successivo art. 93 punto 2 precisa che la designazione dei coordinatori in fase di progettazione e d'esecuzione non "esonera" il responsabile dei lavori dalle responsabilità... ecc...

Pertanto, da un esame dei combinati disposti della più recente normativa, si investe di responsabilità il Responsabile dei Lavori/ RUP per verifica e controllo  dell'operato di tutti, compreso i coordinatori della sicurezza.
Il  ripetersi degli incidenti sul lavoro fanno emergere in tutta la sua drammaticità la necessità di una urgente revisione della materia legislativa.
Orbene, se lo spirito della norma è quello di promuovere un controllo programmato della sicurezza nei cantieri, i combinati disposti della stessa norma mettono in oggettivo imbarazzo e difficoltà il soggetto delegato al controllo (Responsabile dei Lavori/Rup ) per più d’una ragione.
Infatti se è vero che il  RUP nell’esercizio delle sue funzioni è un pubblico ufficiale, non si comprende perché altri pubblici ufficiali (dello SPESAL e dell’Ispettorato del Lavoro) hanno il compito di controllarne l’operato ( è come se l’azione della polizia fosse per legge  sottoposta al controllo di  carabinieri e finanza)
In materia sarebbe razionale prevedere per legge , per appalti superiori alla soglia (€ 150.000,00), l’obbligo di insediare, sino al collaudo delle opere, una commissione paritetica, composta  dal RUP e  da funzionari dello  SPESAL e dell’Ispettorato, che controlli sistematicamente l’operato delle imprese .
Nel concreto, per un  monitoraggio costante e programmato dei cantieri, occorrerebbe svincolare il Responsabile dei Lavori /RUP da sanzioni pecuniare e penali, responsabilizzando lo stesso per la promozione di commissione paritetica , così come  innanzi descritto.
L’attuale impostazione della norma dovrebbe essere rivisitata prevedendo  che il RUP, che allo stato attuale  è costretto a rincorrere le ditte per ricondurle ad un rispetto minimo della legge per non essere lui stesso soggetto a sanzioni, diventi soggetto attivo e propositivo di verifiche e controlli ( come pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni), unitamente agli altri preposti funzionari dello SPESAL e dell’Ispettorato del Lavoro anch’essi pubblici ufficiali.
Caro Presidente credo che una revisione della norma così come prospettato  sia quanto mai opportuna ,desanzionando  e depenalizzando  l’operato del Responsabile dei Lavori /RUP,  armonizzandone l’operato  con gli altri soggetti delegati  ai controlli in materia di sicurezza, si potrebbero ottenere quei risultati che la norma insegue e non riesce, aimè, a cogliere  ( sicurezza dei lavoratori).
Nello spirito di quanto illustrato, pertanto, la figura del Responsabile dei Lavori /RUP in materia di sicurezza, così come prevista nel DLGS 81/2008, dovrebbe essere radicalmente rivisitata , rivalutata e riformata ( non certo prevedendo arresti e sanzioni).
On. Presidente , a nome di UNITEL,  per tutte le motivazioni esposte,le chiedo un Suo autorevole intervento  mirato a orientare l’azione governativa per una opportuna e quanto mai necessaria revisione della norma così da poter consentire ai tecnici pubblici dipendenti, che operano in qualità di pubblici ufficiali sui cantieri, di essere in materia di sicurezza attori.
Ringraziando per la cortese attenzione che non mancherà di prestare le invio  a nome di UNITEL il saluto di tutti i tecnici pubblici dipendenti.

Campobasso, 20.05.2010

Presidente nazionale UNITEL
Bernardino Primiani

Tempo massimo per rilascio autorizzazione su opere finanziate dallo stesso ministero

Tempo massimo per rilascio autorizzazione su opere finanziate dallo stesso ministeroOrdinanza della Protezione Civile in merito al tempo massimo per rilascio autorizzazione su opere finanziate dallo stesso ministero

Il Capo dello Stato non firma il DDL sui "lavori usuranti"

Il Capo dello Stato ha rinviato alle Camere la modifica del DDL sui "Lavori USURANTI", in quanto la Legge contiene una norma che ha conflitti con il CPC riguardante le controversie del lavoro che risultano in conflitto con l'art.18 dello Statuto dei Lavoratori.
Allo stato quindi la norma di ripristino del 2% contenuta nel DDL resta sospesa in attesa della nuova approvazione.

Preoccupato? No, allarmato.

Comunicato del 24 marzo 2010.
Da sempre UNITEL – Unione Nazionale Italiana Tecnici Enti Locali, è vicina ai tecnici delle pubbliche amministrazioni, nell’esercizio delle proprie attività quotidiane, attraverso la formazione costante in seminari e convegni.
Nella materia degli appalti pubblici, in particolare nell’ultimo anno, l’attività del Legislatore è stata
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