UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
24/11/2017 12:21
Home Articoli AMBIENTE Primissime annotazioni sulla metodica di intervento legislativo (rifoma o correttivo o integrativo) sul codice ambientale

Primissime annotazioni sulla metodica di intervento legislativo (rifoma o correttivo o integrativo) sul codice ambientale

A. Pierobon (La Gazzetta degli Enti Locali 1/12/2008) - Maggioli Editore

Si è avuta notizia della bozza di emendamento presentato – pervero in extremis se si considera che il termine ultimo di presentazione era il 19/11 (1) - al Senato che dovrebbe essere inserito in nel disegno di legge n. 1082 recante "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile".
In sostanza, ove l’emendamento venisse approvato e quindi assuma rango legislativo, si riaprirebbero i termini per introdurre altri correttivi e integrazioni al D.Lgs. 152/2006 e, al contempo, verrebbero meno le proposte di legge già presentate in seno ai due rami del Parlamento. Ecco il testo dell’emendamento: 9.0.1: Il Governo: dopo l’articolo 9 inserire il seguente:

Art. 9-bis.
(Differimento del termine per l’emanazione di disposizioni correttive e integrative in materia ambientale)

1. Il termine previsto per l’adozione delle disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi dell’articolo 1 della legge 15 dicembre 2004, n. 308, è differito fino al 30 giugno 2010.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, con il Ministro per le politiche europee e con gli altri Ministri interessati, sentito il Consiglio di Stato e acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
3. Il Governo trasmette alle Camere gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1, accompagnati dall’analisi tecnico normativa e dall’analisi dell’impatto della regolamentazione, per l’espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari. Ciascuna Commissione esprime il proprio parere entro trenta giorni dalla data di assegnazione degli schemi dei decreti legislativi. Decorso inutilmente tale termine, i decreti legislativi possono essere comunque emanati.

Occorre brevemente soffermarsi sul contesto giuridico nel quale si opera la modifica del d.lgs. 152/2006.
Anzitutto sono nuovamente state fissate le date per la trattazione dei ricorsi in Corte Costituzionale delle regioni avverso il d.lgs n.152/06. Stante la complessità e la molteplicità degli argomenti, la trattazione dei ricorsi è stata ripartita in due sessioni: una del 5 e una del 19 maggio 2009.
Come molti ricorderanno, a seguito dell’emanazione del decreto legislativo, le Regioni Emilia Romagna (ricorsi), Toscana,Piemonte, Valle d’Aosta, Umbria, Liguria,Abruzzo,Puglia,Campania,Marche,Basilicata avevano impugnato il decreto innanzi la Corte Costituzionale, per questioni di competenza.
Ferma restando la necessaria valutazione del permanere dell’interesse alla pronuncia della Corte, stante la sostanziale modifica apportata con i due correttivi, sarà interessante conoscere l’orientamento della Corte al riguardo.
E’ però illuminante oltre che opportuno segnalare alcuni passaggi dei pareri resi dal Consiglio di Stato relativi n. 3838/2007 e n. 2660/2007 nella parte relativa alla legittimità e all’esercizio del potere correttivo/integrativo dei decreti, appunto,correttivi ed integrativi al d.lgs n.152/2006.
Va anzitutto segnalato un richiamo del Consiglio di Stato, recepito dal Governo già nella redazione del Secondo Correttivo (d.lgs. n.4/08), di procedere alla revisione del testo con un unico testo, e non con più correttivi, ancorché questi siano tecnicamente e giuridicamente consentiti, poiché siffatto strumento non giova alla esigenza di certezza del diritto e stabilità delle norme, che costituisce una legittima aspettativa degli operatori, in una logica di qualità formale e sostanziale della regolazione e di semplificazione normativa e amministrativa.
Pertanto è ipotizzabile, ma diremmo anche auspicabile, che le prossime modifiche de quibus avvengano con un unico testo e non con più attraverso dei correttivi.
Giova poi rammentare la sentenza n. 206 del 26 giugno 2001 della Corte Costituzionale, richiamata nel surriferito parere, la quale sentenza ha affrontato la questione della legittimità sostanziale della tecnica del correttivo ammettendola <soprattutto in occasione di deleghe complesse, il cui esercizio può postulare un periodo di verifica, dopo la prima attuazione, e dunque la possibilità di apportare modifiche di dettaglio al corpo delle norme delegate, sulla base anche dell’esperienza o di rilievi ed esigenze avanzate dopo la loro emanazione, senza la necessità di fare ricorso ad un nuovo procedimento legislativo parlamentare>.
Le esigenze poste a fondamento del correttivo devono quindi essere sopravvenute rispetto al tempo dell’emanazione e devono scaturire da un periodo di verifica.
La Corte ha inoltre escluso che il potere correttivo possa avere la stessa estensione del potere delegato sulla base del quale è stato emanato il decreto legislativo “principale” e che quest’ultimo possa essere esercitato "solo in funzione di correzione o integrazione delle norme delegate già emanate, e non già in funzione di un esercizio tardivo, per la prima volta, della delega «principale»".
In altri termini, per le materie che non sono state oggetto dell’esercizio della “Delega principale”, seppur previste dalla delega stessa, non possono essere trattate con la forma/strumento del correttivo (ad esempio non può essere emanato il decreto legislativo relativo alle Aree Protette che, seppur previsto nella delega,non è stato emanato). Ma l’estensione del potere Correttivo ed integrativo del Governo è limitato "al semplice ampliamento dell’oggetto del primo decreto legislativo a quei profili della materia delegata – come individuato nei criteri base – trascurati in prima attuazione".
Sempre il Consiglio di Stato, in precedenti occasioni, aveva avuto modo di affermare, relativamente alla possibilità di emanare disposizioni integrative o correttive di precedenti decreti, che queste disposizioni integrative o correttive devono essere finalizzate "a consentire una prima sperimentazione applicativa dei decreti, sperimentazione che sembra assumere i connotati di un presupposto indispensabile e che risponde alla necessità di garantire la qualità anche sostanziale della legislazione".
Inoltre, la Legge n.308/04 prevede un ulteriore onere in capo al Governo, qualora esso Governo intenda procedere con i “correttivi”, ovvero l’onere di illustrare, attraverso una relazione alle Camere, le disposizioni che si intende cambiare e la motivazione delle ragioni dell’intervento normativo, di talchè saranno ritenuti ammissibili e legittimi solamente quegli interventi normativi correttivi o integrativi che tendano ad "eliminare illegittimità comunitarie e a correggere errori tecnici, illogicità, contraddizioni, ovvero disposizioni che si siano rivelate di difficile applicazione".
Pervero, mentre le illegittimità comunitarie, gli errori tecnici e le contraddizioni sono teoricamente meglio obiettivabili o individuabili, il giudizio sulla cosiddetta "difficile applicazione" apre la strada a molteplici interpretazioni ed è quindi sostanzialmente discrezionale.
Infine, per quanto riguarda invece il potere “integrativo” previsto dalla legge delega, questo dovrà intendersi limitato solamente in "quei profili della materia delegata, come individuata nei criteri base, trascurati in sede di prima attuazione".

----------
(1) Sono stati tra l’altro riaperti i termini per la presentazione di emendamenti al ddl fino al 2 dicembre ore 13.00.

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information


Lagazzettadeglientilocali.it
 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information