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25/11/2017 10:46
Home Articoli ESPROPRI La quantificazione del danno da risarcire, a carico del Comune, per l’utilizzazione di un suolo edificabile in assenza del provvedimento di esproprio: breve nota alla sent. n. 1230/08 del TAR Sicilia, sez. II Catania

La quantificazione del danno da risarcire, a carico del Comune, per l’utilizzazione di un suolo edificabile in assenza del provvedimento di esproprio: breve nota alla sent. n. 1230/08 del TAR Sicilia, sez. II Catania

M. Petrulli (Approfondimento 2/10/2008) - Documento senza titolo

L’art. 55 comma 1° del Decreto Legislativo n. 327/01 (1), come modificato recentemente dalla Legge Finanziaria 2008 (2), prevede che “Nel caso di utilizzazione di un suolo edificabile per scopi di pubblica utilità, in assenza del valido ed efficace provvedimento di esproprio alla data del 30 settembre 1996, il risarcimento del danno è liquidato in misura pari al valore venale del bene” (3).
Ma come si individua, in concreto, in tale ipotesi, il valore venale del bene?
Al quesito rispondono i giudici del TAR Sicilia, sez. II Catania, con la sentenza n. 1230 del 25 giugno 2008, affermando che “Il valore venale va concretamente ricercato mediante la comparazione dei prezzi di vendita di terreni di uguali caratteristiche nella medesima zona, desumendo i dati attraverso informazioni da raccogliere presso almeno tre agenzie immobiliari operanti nella zona e mediando il valore fornito da ciascuna di esse”. Similmente, in un’altra occasione (4), gli stessi giudici siciliani avevano affermato che “il valore venale del bene va individuato tenendo conto del prezzo medio di mercato per aree delle medesima tipologia, con le medesime caratteristiche urbanistiche, ricadenti nella stessa zona. L’indagine volta ad individuare i prezzi praticati nel mercato immobiliare potrà essere effettuata attingendo informazioni presso le agenzie immobiliari più accreditate della zona”. Non solo:
- costituendo il risarcimento un debito di valore (5), tale importo sarà oggetto di “maggiorazione per rivalutazione monetaria fino alla data della sentenza e sulla somma progressivamente rivalutata (ovvero “anno per anno” incrementata nominalmente in base agli indici ISTAT), andranno corrisposti anche gli interessi legali a titolo di lucro cessante, decorrenti dalla data della illecita apprensione del bene […], fino alla liquidazione con la presente sentenza, interessi aventi natura compensativa del nocumento finanziario subito a causa del ritardato conseguimento del relativo importo” (6);
- inoltre, “dal momento della sentenza e sino al saldo sono ancora dovuti interessi legali corrispettivi ex art. 1282 c.c. in quanto il debito risarcitorio da debito di valore si converte in debito di valuta” (7).

Vedi anche "I limiti al diritto di recinzione che possono essere imposti dal piano regolatore generale" di Mario Petrulli

Note

1. Testo Unico Espropri.
2. Dall`art. 2, comma 89, della Legge 24.12.2007, n. 244 (G.U. 28.12.2007, n. 300, S.O. n. 285), con decorrenza dal 1° gennaio 2008.
3. Questo il testo prima della modifica: “1. Nel caso di utilizzazione di un suolo edificabile per scopi di pubblica utilità, in assenza del valido ed efficace provvedimento di esproprio alla data del 30 settembre 1996, ai fini della determinazione del risarcimento del danno si applicano i criteri previsti dall`articolo 37, comma 1, con esclusione della riduzione del quaranta per cento e con l`incremento dell`importo nella misura del dieci per cento”.
4. TAR Sicilia, sez. II Catania, sent. n. 529/08 e n. 611/08.
5. Il debito di valore è quello che ha per oggetto una prestazione considerata per il suo concreto significato economico, che deve essere stimato secondo le condizioni di mercato; il denaro in cui viene espressa detta valutazione ha solo funzione strumentale e contingente, per la necessità di liquidare il debito in una somma determinata (un esempio tipico è, appunto, il debito per risarcimento del danno; al contrario, il debito di valuta ha ad oggetto una somma di denaro, individuata numericamente e non modificabile.
6. Cfr. Cass. sez. I, sent. n. 8378 del 31 marzo 2008 e TAR Sicilia, sez. II Catania, sent. n. 894/08, richiamando TAR Lazio sez. II bis, sent. n. 363 del 18 gennaio 2008, 363, secondo cui “Il valore così determinato deve essere, poi, oggetto di maggiorazione per rivalutazione monetaria e interessi legali dalla data di scadenza dell’occupazione legittima fino al soddisfo”.
7. Cass. Sez. Unite, sent. n. 1712 del 17 febbraio 1995.

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