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L`Anci ritorna sulle disposizioni per il personale del dl 112/2008

C. Dell`Erba (www.ilpersonale.it 22/9/2008) - Maggioli Editore

Il DL 112/2008 blocca, nella gran parte dei comuni non soggetti al patto di stabilità, le assunzioni e le stabilizzazioni disposte in deroga ai vincoli dettati in tema di tetto di spesa e di copertura del turn over utilizzando le opportunità previste dalla legge finanziaria 2008. Le cessazioni per mobilità in uscita possono essere conteggiate tra le cessazioni e, quindi, nei piccoli comuni essere rimpiazzate con nuove assunzioni. Le assunzioni per mobilità non sono da considerare tali se provenienti da enti soggetti alle limitazioni al reclutamento di personale. Le assunzioni a tempo determinato disposte ai sensi dell’articolo 110 del DLgs n. 267/2000 non sono comprese entro i vincoli posti al ricorso alla flessibilità. Il tetto al ricorso alle assunzioni flessibili non si applica nel caso di superamento di diversi concorsi. Sono queste le principali  indicazioni contenute nella nota Anci “ Il regime delle assunzioni e delle spese per il personale nei piccoli comuni dopo la legge n. 133/2008”. La nota segue le indicazioni operative già dettate dalla stessa associazione con la presa di posizione dell’agosto del 2008.
Da sottolineare che molte delle indicazioni fornite hanno una valenza di carattere generale, quindi si applicano a tutti gli enti locali e non solo ai comuni più piccoli, intendendo come tali quelli non soggetti al patto di stabilità.

I LIMITI ALLE ASSUNZIONI
Un primo blocco di indicazioni che sono utili per tutti i comuni e per gli altri enti locali sono gli importanti chiarimenti che vengono forniti sulla interpretazione delle norme di legge esistenti sulle assunzioni di personale. In primo luogo, viene chiarito che il calcolo delle cessazioni non deve essere riferito solo a quelle dell’anno precedente, ma deve comprendere anche quelle intervenute a partire dal 2006, data di entrata in vigore di questa disciplina, e non coperte. Alla base di questa indicazione, che riprende anche orientamenti emersi nelle sezioni di controllo della Corte dei Conti, la considerazione che altrimenti si sottopongono gli enti a vincoli eccessivi.
Ed ancora si ricorda che le amministrazioni devono dare precedenza alla trasformazione a tempo pieno dei rapporti di lavoro esistenti presso l’ente a part time, ovviamente per la stessa categoria e lo stesso profilo professionale. E la trasformazione a tempo pieno rientra nei limiti dettati alle nuove assunzioni.
In tema di stabilizzazioni la nota Anci ci ricorda che non sono intervenute variazioni alla precedente legislazione e che, quindi, si devono continuare ad applicare le disposizioni dettate dalle leggi finanziarie del 2007 e del 2008.

LA MOBILITA’
Nelle cessazioni di personale a giudizio dell’Anci, che cita i pareri della Corte dei Conti, sez. Regionale di controllo del Piemonte n. 8/2008 e della Corte dei Conti, Sezione Regionale di controllo della Sardegna n. 15/2007, vanno incluse tra le cessazioni anche quelle per mobilità volontaria. Ricordiamo che su questo punto il Dipartimento della Funzione Pubblica, da ultimo con la circolare n. 4/2008, si è espresso in modo opposto. Per Palazzo Vidoni tale divieto costituisce un principio di carattere generale, per l’Anci la abrogazione di fatto del DPCM 15.2.2006 ha travolto questo divieto.
Ed ancora a giudizio dell’associazione dei comuni sono da considerare neutre, ai fini dei vincoli, le assunzioni in mobilità volontaria provenienti da enti soggetti a vincoli alle assunzioni, sulla base di quanto previsto dalla legge finanziaria 2005 all’articolo 1, comma 47. L’Anci ricorda, citando la circolare n. 4/2008 della Funzione Pubblica, che gli enti soggetti al patto di stabilità non hanno limiti alle assunzioni di personale, in quanto devono rispettare unicamente il tetto di spesa: quindi, le assunzioni provenienti da queste amministrazioni devono sottostare al vincolo della copertura del turn over nei comuni aventi popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
Tutte le Pubbliche Amministrazioni, compresi gli enti locali, sulla base di un orientamento giurisprudenziale consolidato, “prima di attivare i concorsi, sono tenuti ad attivare la  mobilità volontaria per la copertura delle vacanze in organico, ciò al fine di garantire una più efficiente allocazione delle risorse umane nell’ambito del comparto della pubblica amministrazione”. Questa procedura è completamente diversa dalla comunicazione di cui all’articolo 34 bis del DLgs n. 165/2001 che è finalizzata alla utilizzazione del personale pubblico in disponibilità. Da sottolineare che la nota Anci non ricorda il precedente orientamento interpretativo per il quale le amministrazioni, con disposizione regolamentare, possono derogare al vincolo legislativo. E non contiene chiarimenti sul punto se l’attivazione delle procedure di mobilità possa o meno essere circoscritta unicamente alle domande già presentate presso l’ente. A giudizio di chi scrive, è necessario che le amministrazioni si diano uno specifico regolamento.

LE ASSUNZIONI FLESSIBILI
La nuova disposizione riapre i margini di utilizzazione dello strumento delle assunzioni flessibili. Come tali devono essere intese quelle a tempo determinato (ex DLgs n. 368/2001), con contratti di somministrazione (ex DLgs n. 276/2003) e con contratti di formazione e lavoro (ex articolo 3 del del d.l. n. 726/1984, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 863/1984 e art. 16 del d.l. n. 299/1994, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 451/1994). Queste assunzioni possono essere effettuate unicamente per esigenze temporanee ed eccezionali, elemento di novità introdotto dal legislatore e che riprende le indicazioni contenute nel DL n. 4/2006, cd decreto Baccini.
La norma vieta il ricorso ad assunzioni flessibili con più tipologie contrattuali che, nell’arco dell’ultimo quinquennio, superino i 3 anni. Tale norma si applica conteggiando il periodo di lavoro presso lo stesso ente per ogni lavoratore, ai fini del calcolo del quinquennio, a ritroso a partire dal 25 giugno. Per il calcolo dei 3 anni si suggerisce di farlo a mesi e, per i giorni, di sommarli fino a raggiungere il mese. A giudizio dell’Anci non vanno calcolati, in quanto non rapporti di lavoro subordinati ed in quanto oggetto di una specifica disciplina, i periodi svolti con rapporto di cococo. L’Anci ritiene che sia “consentito l’utilizzo di uno stesso lavoratore per più di tre anni nell’arco del quinquennio, laddove ciò derivi dallo svolgimento di  procedure concorsuali diverse, in considerazione del fatto che la partecipazione ad un pubblico concorso, in ossequio al dettato costituzionale, prevale rispetto al limite temporale del triennio”.
Queste disposizioni infine non si applicano alle assunzioni di dirigenti e responsabili effettuate ai sensi dell’articolo 110 del TUEL, in quanto siamo dinanzi ad una norma speciale. L’Anci conclude che probabilmente, per le stesse ragioni, esse non si applicano neppure alle assunzioni per gli uffici di staff degli organi politici, ai sensi dell’articolo 90 dello stesso DLgs n. 267/2000.

LE REGOLE PER I PICCOLI COMUNI
Le regole attualmente in vigore per le assunzioni nei comuni e negli altri enti locali non soggetti al patto di stabilità saranno radicalmente modificate con l’entrata in vigore del DPCM previsto dal Decreto Legge n. 112/2008. Queste disposizioni hanno sospeso, tranne che nei comuni aventi un numero di dipendenti a tempo pieno pari o inferiori a 10, la possibilità di aumentare la spesa per il personale prevista dall’articolo 3, comma 121, della legge finanziaria 2008. Ricordiamo che tale possibilità consentiva motivatamente agli enti non soggetti al patto in possesso dei 2 parametri di virtuosità previsti di aumentare sia il tetto di spesa per il personale che di derogare al tetto delle assunzioni entro le cessazioni verificatesi nell’anno precedente.

Per il calcolo del numero dei dipendenti la circolare Anci suggerisce di fare riferimento ai posti in dotazione organica coperti, anche se il personale è assente dal servizio. L’effetto principale di tale disposizione è il seguente: “non possono essere portate a compimento le procedure di assunzione mediante concorso esterno o mobilità -  non terminate alla data di entrata in vigore del DL 112/2008 - avviate  in applicazione del comma 121; si ritiene infatti che alle fasi procedimentali ancora in itinere si applichi, così come chiarito dalla giurisprudenza (cfr. TAR Lazio n. 7047/2002,  Consiglio di Stato, sez. V – Sentenza 22 aprile 2002 n. 2177), lo jus superveniens, salvo il principio della intangibilità delle situazioni giuridiche ormai consolidate”.

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