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22/11/2017 19:16
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Diritto di accesso agli atti amministrativi

Tribunale Amministrativo Regionale Lombardia Milano sez.II 24/7/2008 n. 2974; Pres. Arosio, M., Est. Bini, S. - Maggioli Editore

1. DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI – PRESUPPOSTI – TITOLARITÀ DI UNO SPECIFICO INTERESSE CONNESSO AD UNA SITUAZIONE GIURIDICAMENTE TUTELATA – NECESSITÀ – POTERE ESPLORATIVO DI VIGILANZA SUGLI ATTI DELLA P.A. – ESCLUSIONE
2. DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI – ATTI RELATIVI ALL’AFFIDAMENTO DEI LAVORI DI MANUTENZIONE DI UNA PIAZZA COMUNALE – ISTANZA DI ACCESSO AVANZATA DAI TITOLARI DI UN’IMPRESA EDILE CHE HANNO SPONTANEAMENTE ESEGUITO OPERE DI MANUTENZIONE DEL VERDE DELLA SUDDETTA PIAZZA – INAMMISSIBILITÀ – RAGIONI

1. Il diritto di accesso non attribuisce un potere esplorativo di vigilanza da esercitare attraverso l’acquisizione conoscitiva di atti o documenti in possesso dell’amministrazione, ma presuppone che il richiedente abbia uno specifico interesse connesso ad una situazione giuridicamente tutelata.
2. È inammissibile il ricorso per l’annullamento del diniego di accesso agli atti relativi all’affidamento dei lavori di manutenzione di una piazza comunale opposto dal comune all’istanza di accesso avanzata dai titolari di un’impresa edile i quali, dopo aver effettuato i lavori di rifacimento della piazza, hanno poi spontaneamente eseguito le opere di manutenzione del verde della suddetta piazza, considerato che lo svolgimento `di fatto` della manutenzione del verde comunale, non fa assumere ai ricorrenti la posizione di soggetto incaricato di un servizio comunale, che potrebbe portare a riconoscere il diritto all’ostensione degli atti relativi all’affidamento dello stesso servizio ad un altro soggetto

 

SENTENZA
nella camera di consiglio del

23 Luglio 2008

Visto il ricorso 1312/2008  proposto da:
IMPRESA EDILE GALIMBERTI SRL - GALIMBERTI SERAFINO - RINALDA GAMBARO IN GALIMBERTI

rappresentati e difesi dall’Avv: LASSINI ROBERTO con domicilio eletto in MILANO CORSO DI PORTA VITTORIA, 47 presso LASSINI ROBERTO  

contro

COMUNE DI ROBECCHETTO CON INDUNO
rappresentato e difeso dall’Avv. TRAVI ALDO con domicilio eletto in MILANO C/O SEGRETERIA T.A.R;

per l’annullamento
del diniego espresso dal Comune di Robecchetto con Induno con comunicazione del 30.4.2008, prot. n. 5023, spedita il 5.5.2008, alla istanza di accesso agli atti amministrativi inoltrata con nota protocollata il 31.3.2008;
della deliberazione di consiglio comunale n. 50 del 20.12.2007, avente ad oggetto la approvazione del regolamento adozione aree a verde pubblico, relativamente all’art. 4 di detto regolamento;
nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale;

Visto il ricorso, con domanda di sospensione dell’atto impugnato;
Visto l`atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione;
Visti atti e documenti di causa;
Uditi, relatore la Dott. ssa Silvana Bini, i difensori delle parti come da verbale;
Nessuno dei difensori presenti;
Rilevato in fatto e ritenuto in diritto quanto segue:

i ricorrenti, titolari di una impresa edile con sede nel Comune di Robecchetto con Induno, affermano che, dopo aver effettuato i lavori di rifacimento della piazza Candiani (piazza principale del Comune), da anni hanno spontaneamente eseguito le opere di manutenzione del verde della suddetta piazza, della statua e della fontana ivi collocate, con implicito assenso dell’Amministrazione Comunale.
Nel luglio del 2007 una squadra di giardinieri realizzava la piantumazione delle suddette aree verdi.
I ricorrenti venivano così a conoscenza della circostanza che la Giunta Comunale aveva approvato la delibera n. 22 del 22/3/2007, contenente le linee di indirizzo per la sistemazione delle aree a verde pubblico con il contributo dei privati.
In data 3.8.2007 i ricorrenti presentavano pertanto una domanda di accesso, richiedendo gli atti richiamati nella delibera n. 22/07, ovvero la domanda e l’autorizzazione relative all’affidamento dei lavori.
L’Amministrazione, con nota del 5.11.2007 prot. 11230, trasmetteva la delibere, ma, non riconoscendo in capo ai richiedenti la qualifica di interessati al procedimento, respingeva l’istanza di accesso alla documentazione preparatoria e alla corrispondenza avuta con altri soggetti. Nell’atto di rigetto veniva infatti precisato che i Sigg. Galimberti non avevano mai ottenuto alcuna autorizzazione a prendersi cura dello spazio pubblico oggetto dell’intervento di manutenzione.
Gli stessi ricorrenti si dichiaravano poi disponibili ad effettuare la manutenzione della fontana di Piazza Candiani.
A tale istanza rispondeva il Comune, con nota del 27.9.2007, facendo presente la necessità di una manutenzione straordinaria, per il cattivo funzionamento della fontana e invitando quindi a presentare un progetto di riqualificazione.
Medio tempore il Consiglio Comunale approvava il Regolamento per per le aree a verde pubblico (delibera n. 50 del 20/12/2007).
Con nota del 31.3.2008 i ricorrenti inoltravano una nuova istanza di accesso, precisando il loro interesse a partecipare a futuri bandi pubblici per la manutenzione di aiuole e aree a verde, con cui chiedevano il rilascio dei seguenti atti:

  • l’autorizzazione rilasciata per l’anno 2007 in ordine alla manutenzione delle aree a verde della Piazza Candiani;
  • il regolamento sulle sponsorizzazioni;
  • ogni eventuale documentazione relativa alla partecipazione al bando per l’anno in corso;
  • ogni ulteriore provvedimento connesso.

Il Comune con la nota del 30.4.2008 trasmetteva il Regolamento per la manutenzione delle aree a verde approvato con delibera n. 50/07, ma respingeva l’istanza di accesso agli atti relativi alla corrispondenza tenuta con altri soggetti.
Parte ricorrente ha notificato l’inscritto ricorso, articolando i seguenti motivi:
avverso il rigetto alla istanza di accesso

  1. Violazione di legge: art 25 L. 241/90;
    avverso il Regolamento Comunale:
  2. Violazione di legge ed eccesso di potere: art 97 Cost.

Si costituiva in giudizio l’Amministrazione Comunale intimata, sollevando l’ eccezione di inammissibilità del ricorso, in quanto viene contestualmente impugnato il rigetto alla istanza di accesso e il Regolamento Comunale e poiché il primo diniego di accesso non è stato impugnato, e la reiterazione della domanda non consentirebbe la riapertura dei termini.
Nel merito veniva chiesto il rigetto del ricorso, non avendo i richedenti un interesse corrispondente alla situazione giuridicamente tutelata.
Nella camera di consiglio del 2 Luglio 2008 il ricorso veniva trattenuto per la decisione.
Si può prescindere dall’esame delle eccezioni, in quanto il ricorso è inammissibile.
Il Collegio osserva come in capo ai ricorrenti manchi quella posizione di interesse diretto, concreto e attuale, richiesto dall’art 22 L. 241/90 che legittima l’accesso alla documentazione amministrativa.
Poiché il diritto di accesso non attribuisce un potere esplorativo di vigilanza da esercitare attraverso l’acquisizione conoscitiva di atti o documenti in possesso dell’Amministrazione, ma presuppone che il richiedente abbia uno specifico interesse connesso ad una situazione giuridicamente tutelata.
Nel caso in esame la circostanza che i ricorrenti abbiano effettuato opere di manutenzione del verde senza alcun formale incarico, non può far sorgere in capo agli stessi una posizione di interesse personale e concreto connesso ad una situazione giuridicamente tutelata.
Lo svolgimento “di fatto” della manutenzione del verde comunale, non fa assumere ai ricorrenti la posizione di soggetto incaricato di un servizio comunale, che potrebbe portare a riconoscere il diritto all’ostensione degli atti relativi all’affidamento dello stesso servizio ad un altro soggetto.
Mancando in capo ai ricorrenti un interesse qualificato alla domanda di accesso, il ricorso va dichiarato inammissibile.
La censura avverso l’art 4 del Regolamento (secondo motivo di ricorso), oltre che generica, in questa sede di ricorso ex art 25 L. 241/90, è inammissibile.
Conclusivamente il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.
In considerazione della materia, si ravvedono giusti motivi per la compensazione delle spese di giudizio tra le parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo respinge.
Spese compensate.
La presente sentenza sarà eseguita dalla Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del Tribunale che ne darà comunicazione alle parti.

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