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23/11/2017 17:59
Home Articoli ESPROPRI Edilizia e Urbanistica - Espropriazione - Termine di completamento - Scadenza - Riapprovazione

Edilizia e Urbanistica - Espropriazione - Termine di completamento - Scadenza - Riapprovazione

Tribunale Amministrativo Regionale Lazio Roma sez.I ter 17/5/2008 n. 4416 - Documento senza titolo

Si può riapprovare il progetto della stessa opera pubblica dopo la scadenza del termine di completamento delle procedure espropriative, a condizione che: siano espressamente indicate le ragioni di forza maggiore che hanno impedito la regolare e tempestiva definizione della procedura espropriativa e che venga effettuata una nuova valutazione dell’attualità e della concretezza dell’interesse pubblico a realizzare l’opera.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio
sez. I^ ter

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso n. 13858/2001–R.G. proposto dalla
Società Montebello a r.l., in persona del l.r.p.t., rappresentata e difesa dagli avv. I. Abrignani, T. Saragò e C. Abbate e con gli stessi presso lo studio del primo in Roma, Piazzale delle Belle Arti n.8, elettivamente domiciliata;

contro

- il Prefetto p.t. della provincia di Roma, n.c.;
- la Metro s.p.a. in persona del l.r. p.t. rappresentata e difesa dall’Avv. L. Bagolan e con lo stesso selettivamente domiciliata in Roma, alla via Tiburtina n.770 – Ufficio Legale MET. RO s.p.a. - ;
- la Federici Stirling s.p.a., in persona del l.r. p.t., rappresentata e difesa dagli avv. G. Lais e P. Tanferna presso il cui studio, in Roma, alla via C. Monteverdi 20, è selettivamente domiciliata;
e nei confronti
dei Ministeri dei Trasporti e della Navigazione nonché dei Lavori Pubblici, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato ;
per l`annullamento

- del decreto del Prefetto di Roma dell’11.7.2001, successivamente notificato, con cui è stata pronunciata l’espropriazione in favore di Metro s.p.a. delle aree necessarie al potenziamento ed ammodernamento della Ferrovia Roma Prima Porta, tra cui quelle in proprietà della ricorrente;
- di ogni atto presupposto compreso il d.m. del 21.6.2001 – mai notificato alla ricorrente – col quale è stata disposta una nuova dichiarazione di p.u., indifferibilità ed urgenza delle opere in questione mediante il rinnovo del decreto appropriativi delle stesse ed è stato, altresì, fissato al 31.12.2001 il nuovo termine per il completamento dei lavori e delle procedure espropriative; nonché:

per ottenere

l’accertamento e la declaratoria dell’accessione invertita formatasi sulle medesime aree in conseguenza sia della scadenza dei termini in relazione ai quali l’occupazione poteva dirsi legittima che del completamento dei lavori concernenti la suddetta opera pubblica e, per l’effetto, la condanna dell’Ente espropriante al pagamento delle somme che verranno accertate come dovute a titolo del risarcimento del danno ingiusto derivante da quanto sopra, maggiorate di interessi e rivalutazione monetaria.

Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visto l`atto di costituzione in giudizio della Metro s.p.a., della Federici Stirling s.p.a e delle amministrazione statali evocate;
Viste le memorie prodotte dalle parti;
Visti gli atti tutti della causa;
Data per letta alla pubblica udienza del 03.4.2008 la relazione del Consigliere Pietro Morabito ed uditi gli avvocati di cui al verbale d’udienza;

FATTO

- che con d.d. del Ministero dei Trasporti del 9.4.1996 venne approvato il progetto esecutivo relativo alle opere civili ed alle opere di armamento della tratta Roma Prima Porta- Roma Montebello della Ferrovia Roma Prima Porta presentato dal Concessionario dei relativi lavori (ATI avente come mandataria l’Impresa Federici Stirling s.p.a), statuendo la p.u., indifferibilità e urgenza delle predette opere nonché i termini per l’inizio e completamento delle procedure espropriative (termine quest’ultimo stabilito al 9.4.2001);
- che parte ricorrente è proprietaria delle aree, in gravame identificate nei loro dati catastali, interessate dal progetto di cui al precedente periodo ed assoggettate ad occupazione d’urgenza, per effetto del decreto prefettizio dell’11.6.1996, per la durata massima di anni cinque a decorrere dalla data predetta;
- che con d.d. del Ministero dei Trasporti del 21.6.2001 è stata adottata una nuova dichiarazione di p.u., indifferibilità ed urgenza delle opere già individuate nel d.d. del 9.4.2001 fissando al 31.12.2001 il termine per il completamento dei lavori e delle procedure espropriative; mentre con decreto del Prefetto di Roma del 21.9.2001 è stata pronunciata l’espropriazione delle aree della ricorrente sopra indicate;
- che la ricorrente, col gravame in epigrafe, lamenta l’illegittimità dei predetti decreti, ministeriale e prefettizio, in quanto il primo degli stessi intervenuto dopo il quinquennio di occupazione temporanea e dunque allorquando la precedente dichiarazione di p.u, era già scaduta; evento questo cui, ad avviso della ricorrente, fa da corollario la perdita del potere espropriativo e la maturazione – stante l’irreversibile trasformazione del bene occupato - della c.d. accessione invertita con insorgenza del diritto dell’ex proprietario dell’area interessata dall’accessione de qua di una somma corrispondente all’indennità di esproprio senza abbattimento del 40% maggiorata del 10% ai sensi dell’art.3 comma 65 della legge n.662 del 1996;
- che si sono costituiti in giudizio, con atto di mero stile, il Ministero dei Trasporti e la Federici Stirling s.p.a.;
- che si è costituita in giudizio la Metro – Metropolitana di Roma s.p.a – deducendo pregiudizialmente il difetto di giurisdizione dell’adito Tribunale nonché, in rito, l’esigenza di una declaratoria di interruzione del processo; esigenza da correlarsi alla soggezione a procedura di amministrazione straordinaria della Federici Stirling s.p.a. e all’intervenuta nomina dei Commissari straordinari disposta con d.m. 16.10.2002 pubblicato sulla G.U. n.260 del 6.11.2002; e deducendo, nel merito, l’infondatezza del gravame;

DIRITTO

- che la controversia ruota intorno a procedura di espropriazione non governata ratione temporis dalle norme sostanziali del T.U. n.327 del 2001 ed anteriormente alla pronuncia della C.C.le n.191 del 2006 che ha inciso sull’art.53 del predetto T.U.; ragion per cui – ed in sintonia al condivisibile insegnamento recato dall’Ad.Pl. del Cons.St. n.9 del 2007 - nella materia dei procedimenti di esproprio sono devolute alla giurisdizione amministrativa esclusiva le controversie nelle quali si faccia questione – naturalmente anche ai fini complementari della tutela risarcitoria - di attività di occupazione e trasformazione di un bene conseguenti ad una dichiarazione di pubblica utilità e con essa congruenti, anche se il procedimento all’interno del quale sono state espletate non sia sfociato in un tempestivo atto traslativo ovvero sia caratterizzato dalla presenza di atti poi dichiarati illegittimi;
- che non v’è spazio, nel caso in trattazione, per l’applicazione dell’art.300 del c.p.c atteso che la Federici Stirling s.p.a è stata (non dichiarata fallita ma) ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria (art.30 L. n. 270 del 1999) che presuppone, ex art.27 della stessa legge, la presenza di concrete prospettive di recupero dell`equilibrio economico delle attività imprenditoriali; il che esclude, in radice, la fondatezza dell’eccezione in trattazione;
- che l’art.13 della legge n.2359 del 1865, applicabile senza riserve alla fattispecie in esame, prevede – oltre alla possibilità di prorogare i termini, stabiliti nell’atto che dichiara un’opera di p.u., entro i quali dovranno compiersi le espropriazioni ed i lavori (comma 2) – l’ulteriore possibilità, trascorsi detti termini, di procedersi alle espropriazioni in forza di una nuova dichiarazione ottenuta nelle forme prescritte da tale legge (comma 3);
- che, per pacifica giurisprudenza, la riapprovazione del progetto della stessa opera pubblica, dopo la scadenza del termine di completamento delle procedure espropriative (fissato nel provvedimento originario di approvazione dei lavori, ai sensi dell`art. 13 l. n. 2359 del 1865) è consentita alla duplice condizione che siano espressamente indicate le ragioni di forza maggiore che hanno impedito la regolare e tempestiva definizione della procedura espropriativa e che venga effettuata una nuova valutazione dell`attualità e della concretezza dell`interesse pubblico a realizzare l`opera (cfr., ex multis, Cons.St., n.4894 del 2005; nn. 6074 e 5443 del 2002);
- che nel caso di specie il d.d. del 21.6.2001 contiene sia l’indicazione delle ragioni che hanno comportato la riapprovazione della p.u., urgenza ed indifferibilità delle opere ed esplicitamente richiama il permanere dell’interesse pubblico alla realizzazione dell’intero progetto di cui in premessa;
- che l’unico motivo di diritto sollevato dalla ricorrente ed imperniato esclusivamente sull’assunto della perdita del potere espropriativo per effetto della sola tardività del predetto decreto ministeriale si rivela pertanto chiaramente infondato;
- che le spese di lite possono compensarsi tra le parti in causa;

P.Q.M.

Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio sez. I^ ter respinge il ricorso in epigrafe.
Spese compensate.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dall`Autorità amministrativa.

Così deciso, in Roma, dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio sez. I^ ter nella Camera di Consiglio del 03.4.2008.

 

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