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Appalti, l'incentivo del 2% fa risparmiare

ItaliaOggi
Numero 194 del 15/8/2008

Lo scorso 21 luglio la camera dei deputati ha approvato, con il ricorso alla fiducia, il maxi-iemendamento al dl 25 giugno 2008 n. 112. A sorpresa è stata inserita una norma, l'art. 61 dal titolo impegnativo: «Ulteriori misure di riduzione della spesa e abolizione della quota di partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza specialistica». Incredibilmente, il comma 8 del suddetto testo recita: “A decorrere dal 1° gennaio 2009, la percentuale prevista dall'articolo 92, comma 5, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, è destinata nella misura dello 0,5% alle finalità di cui alla medesima disposizione e, nella misura dell'1,5%, è versata ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello stato”».

Il legislatore è, così, di fatto, intervenuto riducendo l'incentivo del 2% (previsto ex art. 18 legge 109/94 e smi, trasfuso poi nell'art. 92, comma 5 del vigente dlgs 163/2006), da corrispondere alle figure tecniche che concorrono alla realizzazione delle opere pubbliche. Quella piccola incentivazione del 2% altro non era che il discrimine per uno sforzo straordinario richiesto al tecnico della p.a, nonché per una sua maggiore responsabilità. Com'è noto, la legge 109/1994 (cosiddetta legge Merloni) ha riformato l'intera materia concernente appunto la realizzazione dei lavori pubblici. L'antidoto al cancro della corruzione che aveva ammalorato il mondo degli appalti pubblici (scadente qualità della progettazione, connivenza fra direzione dei lavori e imprese, scadente, se non addirittura inesistente, sistema di controlli fino a quel momento appannaggio esclusivo di figure professionali quali collaudatori esterni ed ingegnere capo) venne individuato nel riportare nell'alveo della p.a. le suddette funzioni. E così, l'avveduto legislatore del 1994, aveva pensato bene che i gravosi compiti attribuiti al responsabile unico del procedimento lo avrebbero impegnato ben oltre il canonico orario di lavoro contrattuale e ben oltre le responsabilità (di natura contabile, amministrativa, penale, civile) fino a quel momento delineato dal sistema dell'organico in forza alla p.a. Oggi, invece, tale 2% è pronto per essere portato allo 0,5%. Unitel (Unione nazionale italiana tecnici enti locali) si è fatta portatrice delle istanze non solo dei tecnici degli enti locali ma dei tecnici della p.a. in generale, essendo stata l'unica voce che ha portato all'attenzione pubblica la manovra in atto volta a ridurre tale incentivazione. Se, dunque, dalla Merloni in poi (e fino a ieri), si era creduto nel ruolo prevalente da attribuire alla struttura tecnica interna alla p.a., prevedendo addirittura la progettazione interna come obbligatoria, salvo ricorrere alla esternalizzazione in talune ipotesi residuali, oggi, il legislatore, dimenticando forse quanto fin'ora affermato e confermato con disposizioni di legge, con un colpo di mano sembra voler sradicare un impalcatura normativa oramai solida. Diminuendo, fino alla quasi totale eliminazione, l'incentivazione prevista per la progettazione, tutti i tecnici dipendenti delle p.a., incaricati di svolgere attività di progettazione, direzione lavori, collaudo ecc. non avrebbero più lo stimolo e la motivazione ad assumersi le enormi responsabilità che caratterizzano, per esempio, la figura del responsabile unico, ostacolando, in qualsiasi modo, lo svolgimento delle varie attività. Pertanto si ritiene indispensabile abrogare il comma 8 dell'art. 61. L'incentivo, se mantenuto nella percentuale del 2% consente un enorme contenimento della spesa pubblica, in quanto diversamente, le stazioni appaltanti, potrebbero essere costrette a ricorrere a professionalità esterne predisponendo bandi di gara per l'individuazione di professionisti, con conseguente perdita di tempo e notevole dispendio di risorse economiche. Inoltre, l'eliminazione dell'incentivo priva il professionista interno di quella crescita e arricchimento professionale, che le attività di progettazione sono in grado di fornire, limitandolo a un'attività di controllo, che non potrà mai essere completamente efficace, qualora non venga accompagnata anche dall'esperienza.

F.to Bernardino Primiani
Presidente Unitel

 

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