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18/11/2017 20:33
Home Articoli APPALTI 1. Gara d`appalto - Documentazione di gara - Certificazione di qualita` - Possibilita` di produzione mediante autocertificazione o tramite copia conforme all`originale - Orientamento estensivo - Fondamento - Individuazione<br>2. Gara d`appalto - Documenta

1. Gara d`appalto - Documentazione di gara - Certificazione di qualita` - Possibilita` di produzione mediante autocertificazione o tramite copia conforme all`originale - Orientamento estensivo - Fondamento - Individuazione<br>2. Gara d`appalto - Documenta

Tribunale Amministrativo Regionale Sicilia Palermo sez.I 4/8/2008 n. 1074 - giurisprudenza

1. GARA D`APPALTO - DOCUMENTAZIONE DI GARA - CERTIFICAZIONE DI QUALITA` - POSSIBILITA` DI PRODUZIONE MEDIANTE AUTOCERTIFICAZIONE O TRAMITE COPIA CONFORME ALL`ORIGINALE - ORIENTAMENTO ESTENSIVO - FONDAMENTO - INDIVIDUAZIONE
2. GARA D`APPALTO - DOCUMENTAZIONE DI GARA - CERTIFICAZIONE DI QUALITA` - PROVA DEL REQUISITO MEDIANTE ATTESTAZIONE CONTENUTA NELLA CERTIFICAZIONE SOA - RICHIESTA DALLA LEX SPECIALIS - PRODUZIONE DI MERA FOTOCOPIA DOCUMENTO - INAMMISSIBILITA`

1. Per orientamento giurisprudenziale anche le copie delle certificazioni di qualità potrebbero cadere sotto il disposto dell’art. 19 DPR 4452000 in materia di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, giacchè gli organismi deputati a tale certificazione, sebbene di natura privata, rilascerebbero attestazioni aventi contenuto vincolato e rilievo pubblicistico (Cons. Stato, sez. VI, 19 gennaio 2007, n. 121), e che, quindi, il certificato di qualità bene potrebbe essere prodotto in gara tramite una autocertificazione (Cons. Stato, sez. V, 17 aprile 2007, n. 1790 e 11 maggio 2007, n. 2355), o, come ritenuto dall’Autorità di vigilanza del settore, tramite copia conforme all’originale.

Si tratta di un orientamento che, evidentemente:
- da un lato, muove da una lettura estensiva dell’art. 19 D.P.R. 4452000;
- d’altro lato, preferisce una interpretazione non tassativa dell’art. 4, comma III, DPR 342000, per il quale “Il possesso della certificazione di qualità aziendale ovvero il possesso della dichiarazione della presenza di requisiti del sistema di qualità aziendale, rilasciate da soggetti accreditati, ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000, al rilascio della certificazione nel settore delle imprese di costruzione, è attestato dalle SOA” , nel senso che non ritiene indispensabile che il requisito sia comprovato esclusivamente mediante l’attestazione dell’organismo SOA.

2. Tuttavia tale orientamento non è applicabile nel caso in cui la prova del requisito mediante attestazione contenuta nella certificazione SOA era richiesta dalla stessa lex specialis della procedura, e la concorrente non ha prodotto in gara nè una dichiarazione sostitutiva di certificazione in ordine al possesso del requisito in parola, nè una copia conforme all’originale della certificazione di qualità, bensì una mera fotocopia di tale documento.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione Prima, ha pronunciato la seguente
S E N T E N Z A

sul ricorso n. 2427/07, Sezione Prima, proposto da EDILSTRUTTURE s.r.l. con sede in Caltanissetta, in persona del legale rappresentante pro-tempore, in proprio che quale capogruppo dell’ATI Costituenda con la E.S.S. Elettric Sistem Service di Gruttadauria Michele & C. s.n.c. rappresentato e difeso dal’Avv. Umberto Ilardo, elettivamente domiciliato in Palermo, presso lo studio dell’Avv. Nino Bullaro, via L. Da Vinci n. 30;
C O N T R O
- l’Azienda di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione Ospedale Civico e Benfratelli G. Di Cristina e M.Ascoli, in persona del legale rappresentante pro- tempore, non costituita in giudizio;
- l’Assessorato Regionale ai Lavori Pubblici, in persona del legale rappresentante pro-tempore, e l’Assessorato Regionale ai Lavori Pubblici U.R.E.G.A. sezione provinciale di Palermo, in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, presso cui domiciliano per legge in via A De Gasperi n. 81;
E NEI CONFRONTI DI
Impresa Messina Costruzioni s.r.l. in persona del legale rappresentante pro-tempore, ed Impresa Eurotec Impianti di Crapanzano Calogero, in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentate e difese dagli Avvocati Girolamo Rubino e Leonardo Cucchiara, elettivamente domiciliata nello studio del primo in Palermo, via Oberdan n. 5, come da procure in calce alla copia notificata del ricorso ed a margine del ricorso incidentale;
PER L’ANNULLAMENTO
dei verbali di gara fino a quello del 25 luglio 2007, con cui la Commissione di gara presso l’UREGA – sezione provinciale di Palermo, ha proposto in favore dell’ATI Messina Costruzioni s.r.l. – Eurotec Impianti l’aggiudicazione provvisoria della pubblica gara indetta per l’affidamento dei “lavori di sistemazione esterna, ristrutturazione e adeguamento a norma del Padiglione di Chirurgie Speciali del P.O. Civico” per un importo complessivo di € 2.148.810,95 (di cui euro 64,464,33 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso);
- della nota del 25 luglio 2007 con la quale ex art.10, D.P.R.S. 1/2005, il verbale di gara di pari data è stato trasmesso alla stazione appaltante ed ai primi due concorrenti classificati in graduatoria;
- della delibera del 13 agosto 2007, n.671 con la quale il Direttore generale dell’azienda ospedaliera intimata ha approvato la proposta di aggiudicazione provvisoria;
- dell’aggiudicazione definitiva dell’appalto alla ATI Messina Costruzioni s.r.l. Eurotec impianti;
- dell’ulteriore verbale di gara del 5 ottobre 2007.
NONCHE’ PER L’ANNULLAMENTO,
in via incidentale
dei verbali di gara e della delibera approvativa nella parte in cui nella parte in cui le ricorrenti principali vengono ammesse e nella parte in cui si determina il punteggio attribuito alle stesse.
VISTI il ricorso introduttivo del giudizio e le memorie prodotte dalla ricorrente;
VISTI l’atto di costituzione in giudizio e le memorie prodotte dall’Amministrazione regionale resistente, il ricorso incidentale proposto dalla controinteressata, nonchè le memorie depositate da entrambe le parti resistenti;
VISTA l’ordinanza n. 19772007 del 14 dicembre 2007, depositata in segreteria in pari data, con la quale è stata respinta l’istanza cautelare proposta dalla ricorrente;
VISTA l’ordinanza del C.G.A. n. 1548 del 20 febbraio 2008, con la quale è stato accolto l’appello cautelare della ricorrente ed è stata disposto di trasmettere copia dell’ordinanza medesima alla procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo e alla procura Regionale presso la Corte dei Conti della Sicilia;
VISTI gli atti tutti della causa;
DESIGNATO relatore il Referendario Achille Sinatra;
UDITI, alla pubblica udienza del 23 maggio 2008, l’Avv. U. Ilardo per la ricorrente, l’Avv. L. Cucchiara per la controinteressata e l’Avvocato dello Stato F. Caserta per l’Assessorato resistente;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto:

FATTO

Con il ricorso principale in esame, notificato in data 15 novembre 2007 e depositato il successivo giorno 28, la Edilstrutture s.r.l., in proprio che quale capogruppo dell’ATI Costituenda con la E.S.S. Elettric Sistem Service di Gruttadauria Michele & C. s.n.c., ha impugnato gli atti in epigrafe, relativi all’aggiudicazione della procedura aperta per l’appalto di lavori di sistemazione esterna, ristrutturazione ed adeguamento del Padiglione di chirurgie speciali del Presidio Ospedaliero Civico indetto dall’Azienda di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione Ospedale Civico e Benfratelli G. Di Cristina e M. Ascoli di Palermo, per un complessivo importo di euro 2.148.810,95 (compresi gli oneri di sicurezza), da aggiudicare con il criterio del prezzo più basso inferiore a quello posto a base di gara, al netto degli oneri per la sicurezza.
Espletate le operazioni di gara, l’UREGA aveva pronunciato la aggiudicazione provvisoria dell’appalto in favore della costituenda ATI fra Messina Costruzioni s.r.l. ed Eurotec Impianti, che era risultata vincitrice del sorteggio effettuato tra le quarantadue migliori offerenti un ribasso del 7,319% dell’importo posto a base d’asta; con il medesimo sorteggio era stata individuata, quale seconda graduata, l’ATI odierna ricorrente.
L’Azienda appaltante aveva, successivamente, approvato l’esito della procedura condotta dall’UREGA con determinazione n. 671 del 13 agosto 2007.
La seconda classificata aveva, quindi, prodotto alcune contestazioni in ordine all’ammissione in gara dell’aggiudicataria, che avevano indotto il seggio di gara a riaprire le relative operazioni, fissando a tal fine la seduta del 5 ottobre 2007, nel corso della quale, peraltro, l’UREGA si limitava a prendere atto dell’intervenuta approvazione dell’aggiudicazione.
La seconda graduata insorge avverso gli atti che hanno determinato tale esito della procedura, affidando la relativa impugnazione ai seguenti motivi:
1) Violazione e falsa applicazione dell’art. 8, comma 11-quater e dell’art. 30, comma 1, 2, 2bis e 2 ter, della L. 10994 e del DPR 342000 come recepiti e coordinati dalla legge regionale n. 72002 e s.m.i., nonchè dell’art. 9 del bando di gara e del punto 6 del disciplinare - Eccesso di potere – Travisamento – Errore sui presupposti di fatto - Difetto di istruttoria.
Il raggruppamento controinteressato, che ha prodotto in gara una cauzione provvisoria pari all’uno per cento dell’importo dei lavori, avrebbe dovuto essere estromesso dalla gara per non avere rispettato le norme in rubrica, le quali concedono detto beneficio (in luogo della produzione dell’ordinaria cauzione provvisoria pari al due per cento dell’importo dei lavori) alle aziende in possesso della certificazione di qualità prevista dalla normativa europea UNI EN ISO 9000; la mandante Eurotec Impianti, infatti, non era in possesso della certificazione di qualità prevista dalla citata normativa.
Sulla scorta di tale censura la ricorrente, che nel corso del giudizio ha depositato due memorie illustrative, ha concluso chiedendo l’annullamento degli atti di gara impugnati, con vittoria di spese.
Si è costituito in giudizio, per resistere al ricorso principale, l’Assessorato Regionale ai Lavori Pubblici - UREGA - sezione provinciale di Palermo che ha contrastato nel merito le avverse doglianze; non si è invece costituita in giudizio l’Azienda di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione Ospedale Civico e Benfratelli G. Di Cristina e M.Ascoli, sebbene ritualmente intimata.
Si sono altresì costituite in giudizio le imprese componenti il raggruppamento controinteressato, le quali hanno proposto tempestiva impugnazione incidentale avverso gli atti di ammissione alla gara della ricorrente, deducendo a tal fine:
1) Violazione e falsa applicazione dell’art. 8, comma 11-quater e dell’art. 30, L. 10994 come recepite in Sicilia; errata applicazione dell’art. 9 del bando di gara e del punto 6 del disciplinare di gara. Violazione dell’art. 34 DPR 342000.
Il medesimo vizio individuato dall’ATI Edilstrutture a carico dell’ammissione in gara del raggruppamento controinteressato andrebbe riferito anche alla partecipazione alla selezione del ricorrente stesso, in quanto l’attestazione SOA (unico documento che sarebbe utile a comprovare tale requisito) depositata dalla mandante di quel raggruppamento, E.S.S. Elettric Sistem Service di Gruttadauria Michele & C. s.n.c., non recava l’indicazione del possesso della certificazione di qualità.
2) Violazione e falsa applicazione dell’art. 75 DPR 55499 in relazione al punto 4)-a) del disciplinare di gara – Eccesso di potere per difetto d’istruttoria.
Altro motivo d’esclusione dalla competizione dell’ATI ricorrente sarebbe costituito dall’omessa allegazione, da parte di quest’ultima, del certificato del casellario giudiziale (o di conforme dichiarazione sostitutiva) relativo ad alcuni soggetti contemplati dall’art. 75 DPR 55499, i quali si sono limitati a dichiarare genericamente di non avere commesso reati incidenti sulla loro affidabilità morale e professionale, e, così, non avrebbero consentito alla S.A. di valutare l’effettiva refluenza di eventuali reati diversi sulla loro affidabilità.
La ricorrente incidentale, sulla scorta di dette censure, ha chiesto che il ricorso principale venga dichiarato inammissibile o improcedibile, o che, comunque, esso sia respinto nel merito.
Con ordinanza n. 19772007 è stata respinta l’istanza cautelare proposta della ricorrente.
Con ordinanza del C.G.A. n. 1548 del 20 febbraio 2008 è stato accolto l’appello cautelare della ricorrente ed è stata disposto di trasmettere copia dell’ordinanza medesima alla procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo e alla procura Regionale presso la Corte dei Conti della Sicilia, ai sensi dell’art. 361 c.p.
Nell’occasione il Giudice d’appello, premesso la presenza di sufficienti fumus boni juris nel ricorso principale, ha ritenuto di potere ravvisare elementi riconducibili al reato di cui all’art. 353 c.p. (turbata libertà degli incanti, derivante dall’avere i concorrenti concordato fra di loro l’importo delle rispettive offerte) nel fatto che tutte le 95 ditte partecipanti alla gara avessero offerto ribassi compresi tra il 18,113% ed il 7,317% del prezzo a base d’asta; che trentasette di esse avessero offerto, tutte, un ribasso pari al 7,320%, e che l’offerta migliore fosse stata espressa da quarantadue partecipanti, che hanno proposto un ribasso pari al 7,319% sull’importo a base d’asta.
Ha rilevato il C.G.A. che, per nozione di comune esperienza, è altamente improbabile che sul piano statistico che 78 imprese su 95 concentrino i propri ribassi in soli 10 punti millesimali, e che, soprattutto, 78 concorrenti su 95 offrano un ribasso compreso tra 7,320% e 7,319%. Ha, infine, precisato, che il fenomeno riscontrato nel caso di specie si presenta frequentemente nella gare regolate dalla legislazione regionale siciliana, ed è più evidente dopo che la L.R. 162005 ha elevato a tre il numero di cifre decimali con cui va espresso il ribasso offerto.
Il Giudice d’appello, nell’accogliere l’istanza cautelare, ha rimesso a questo T.A.R. di fissare l’udienza di trattazione del ricorso, come per legge.
All’udienza pubblica del 23 maggio 2008 il ricorso è stato posto in decisione.
Nella stessa data è stato pubblicato il dispositivo della presente sentenza mediante deposito in segreteria, come per legge.

DIRITTO

1. – Con il ricorso in esame Edilstrutture s.r.l. chiede l’annullamento degli atti di gara relativi all’appalto dei lavori di sistemazione esterna, ristrutturazione e adeguamento a norma del Padiglione di Chirurgie Speciali del P.O. Civico indetto dall’Azienda ospedaliera intimata per un importo complessivo di € 2.148.810,95, aggiudicato, in seguito a sorteggio fra le quarantadue migliori offerenti (che hanno proposto un ribasso del 7,319% dell’importo), al controinteressato RTI Messina Costruzioni s.r.l. – Eurotec Impianti.
Quest’ultimo ha proposto ricorso incidentale avverso l’ammissione in gara della ricorrente principale, affermando la pregiudizialità di tale impugnazione il cui eventuale accoglimento, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale (costantemente seguito anche da questo T.A.R.: da ultimo, Sez. I, 10 dicembre 2007, n. 3362; si veda anche C.G.A., sez. giurisd., 13 giugno 2005, n. 357), priverebbe la ricorrente principale dell’interesse ad agire che –come noto- è una delle condizioni dell’azione e deve permanere sino alla decisione.
Sia l’unico motivo in cui si articola il ricorso principale che il primo motivo incidentale riguardano l’illegittima ammissione in gara dell’impresa avente opposto interesse a quello della parte che ha proposto la censura, per il medesimo motivo, che sarebbe costituito, in entrambi i casi, dalla violazione delle norme che consentono alle aziende che possiedono la certificazione di qualità prevista dalla normativa europea UNI EN ISO 9000 di produrre una cauzione provvisoria pari non al due per cento, ma soltanto all’uno per cento del prezzo posto a base d’asta.
Entrambi i contendenti si sono avvalsi, nella gara in esame, di tale beneficio, ed entrambi sono stati ammessi a concorrere.
La ricorrente principale deduce che la mandante del RTI avverso, Eurotec Impianti, non avrebbe posseduto la detta certificazione di qualità; la controinteressata, pur non contestando tale emergenza fattuale, assume che neppure la E.S.S. (mandante nell’altro raggruppamento) avrebbe dimostrato di possedere il requisito, in quanto esso non sarebbe riportato nella certificazione SOA di tale impresa presente agli atti di gara, e che detta certificazione costituirebbe l’unico strumento atto a comprovarlo.
Replica la ricorrente principale che la E.S.S. aveva ottenuto la certificazione di qualità il 12 marzo 2007, ossia poco tempo prima che la gara venisse celebrata, ma dopo tale gara (il 6 settembre 2007) ha ottenuto l’aggiornamento della propria attestazione SOA con la menzione del requisito; e che, comunque, al fine di essere ammessa in gara sarebeb stata sufficiente la produzione, effettuata dalla stessa E.S.S., della copia conforme della certificazione di qualità rilasciata dal competente Organismo ISE Cert.
2. – Riassunti come sopra i termini dell’impugnazione principale e di quella incidentale, ritiene innanzitutto il Collegio di dovere precisare che nel caso in esame non ricorre una causa di sospensione necessaria del processo per pregiudizialità penale.
Infatti, sebbene il C.G.A. abbia ravvisato la sussistenza di taluni elementi riconducibili ad ipotesi di reato nello svolgimento della gara oggetto del presente giudizio, inviando l’ordinanza emessa in sede d’appello alla competente Procura della Repubblica, si deve rilevare che tra i fatti per cui si ipotizza una condotta delittuosa (offerte eguali da parte di numerosi partecipanti) e le censure oggetto del presente giudizio (relative all’ammissione in gara della prima e della seconda graduata) non è dato ravvisare il nesso di necessaria pregiudizialità che la costante giurisprudenza richiede ai fini della sospensione necessaria.
Come è noto, infatti, la sospensione necessaria del processo presuppone che la decisione della controversia dipenda dalla definizione di altra causa; richiede, cioè, non un mero collegamento tra due emanande statuizioni, ma un vincolo di consequenzialità, per cui l`altro giudizio (civile, penale o amministrativo), oltre ad essere in concreto pendente ed a coinvolgere le stesse parti, deve investire una questione di carattere pregiudiziale, cioè un indispensabile antecedente logico-giuridico, la soluzione del quale sia determinante, in tutto o in parte, per l`esito della causa da sospendere (Consiglio Stato , sez. VI, 28 settembre 2006 , n. 5701).
Inoltre, ai fini della sospensione del giudizio amministrativo è necessario che il giudicato penale possa avere rilevanza nell`ambito del giudizio amministrativo e inoltre che sia stata già esercitata l`azione penale ovvero il pubblico ministero abbia richiesto il rinvio a giudizio, a seguito della chiusura delle indagini preliminari, non essendo per contro sufficiente la pendenza di un mero procedimento penale in quanto è nota la distinzione intercorrente tra «procedimento penale», comprendente la fase delle indagini preliminari e «processo penale», concernente la sola fase successiva all`esercizio dell`azione penale, ad opera del p.m. (Consiglio Stato , sez. V, 03 gennaio 2006 , n. 7).
Il ricorso, pertanto, può essere deciso.
3. – Assume valore pregiudiziale, secondo il consolidato orientamento sopra richiamato, l’esame del ricorso incidentale proposto dall’ATI controinteressata, il cui primo motivo risulta fondato e meritevole di accoglimento.
Il Collegio bene è al corrente dell’impostazione giurisprudenziale richiamata dalla difesa della ricorrente principale, la quale, nel contrastare l’avversa deduzione per cui l’unico modo per comprovare in gara il possesso della certificazione di qualità UNI EN ISO 9000 è costituito dall’attestazione contenuta nel documento SOA, assume che anche le copie delle certificazioni di qualità potrebbero cadere sotto il disposto dell’art. 19 DPR 4452000 in materia di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, giacchè gli organismi deputati a tale certificazione, sebbene di natura privata, rilascerebbero attestazioni aventi contenuto vincolato e rilievo pubblicistico (Cons. Stato, sez. VI, 19 gennaio 2007, n. 121), e che, quindi, il certificato di qualità bene potrebbe essere prodotto in gara tramite una autocertificazione (Cons. Stato, sez. V, 17 aprile 2007, n. 1790 e 11 maggio 2007, n. 2355), o, come ritenuto dall’Autorità di vigilanza del settore, tramite copia conforme all’originale.
Si tratta di un orientamento che, evidentemente:
- da un lato, muove da una lettura estensiva dell’art. 19 D.P.R. 4452000;
- d’altro lato, preferisce una interpretazione non tassativa dell’art. 4, comma III, DPR 342000, per il quale “Il possesso della certificazione di qualità aziendale ovvero il possesso della dichiarazione della presenza di requisiti del sistema di qualità aziendale, rilasciate da soggetti accreditati, ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000, al rilascio della certificazione nel settore delle imprese di costruzione, è attestato dalle SOA” , nel senso che non ritiene indispensabile che il requisito sia comprovato esclusivamente mediante l’attestazione dell’organismo SOA.
4. - Tuttavia ritiene il Collegio che, nel caso in esame, i principi esposti dalla giurisprudenza invocata dalla ricorrente non possano trovare applicazione a causa delle peculiarità della fattispecie.
4.1 – In primo luogo, occorre rilevare che nel caso in esame la prova del requisito mediante attestazione contenuta nella certificazione SOA era richiesta dalla stessa lex specialis della procedura, posto che l’art. 12 del bando di gara, quanto alle “Condizioni minime di carattere economico e tecnico necessarie per la partecipazione”, prevedeva che i concorrenti, all’atto dell’offerta, dovessero “essere in possesso o della certificazione relativa all’intero sistema di qualità ... riportata nell’attestazione rilasciata dalla suddetta SOA, ai sensi del combinato disposto dell’art. 8, comma 3, lettere a) e b) del “testo coordinato” e dell’art. 4 del D.P.R. n. 342000...”.
2.2 – In secondo luogo, deve rilevarsi che –contrariamente a quanto parrebbe intendersi dalle difese della ricorrente- la E.S.S. non ha prodotto in gara nè una dichiarazione sostitutiva di certificazione in ordine al possesso del requisito in parola, nè una copia conforme all’originale della certificazione di qualità, bensì una mera fotocopia di tale documento.
Invero, agli atti del giudizio (v. produzione di parte controinteressata del 3 dicembre 2007, sub 4), è presente una copia conforme di tutta la documentazione prodotta in gara dall’ATI ricorrente; tra tali documenti esiste una fotocopia del certificato rilasciato alla E.S.S. dalla ISE Cert in data 12 marzo 2007, la quale, in effetti, riporta in basso a destra la dicitura “per copia conforme all’originale” con una sottoscrizione illeggibile; ma tale dicitura, come evidenziato dal timbro che la segue, è stata apposta dall’Azienda ospedaliera appaltante in sede di rilascio della documentazione alla controinteressata: la medesima dicitura ed il medesimo timbro sono presenti, infatti, su tutte le pagine (anche infradocumentali) dell’allegato n. 4 in questione.
Sulla copia della certificazione in parola, invece, non compare alcun segno grafico che possa fare ricondurre a precedenti attestazioni di conformità rilasciate dallo stesso organismo di attestazione o da un pubblico ufficiale (art. 18 DPR 4452000); nè sussiste una dichiarazione rilasciata dalla stessa impresa certificata ai sensi degli articoli 46 e 47 DPR 4452000 (cui rinvia l’art. 19) con l’osservanza delle formalità dell’art. 38.
Deriva da quanto sopra che, nel caso in esame, risulta incongruo domandarsi se debbano essere applicate alla fattispecie le norme di semplificazione di cui al D.P.R. 4452000.
E che, di converso, deve avere piena applicazione l’orientamento già espresso dal Giudice d’appello con la sentenza 18 aprile 2006, n. 144, per cui, “avuto riguardo alla peculiare natura della certificazione in vertenza (atto di diritto privato) e alle esigenze di immediato riscontro della sua genuinità, non sembrano applicabili nella specie i principi giurisprudenziali che, in difetto di previsioni esplicite del bando, ritengono ammissibile la produzione nei pubblici incanti di atti in fotocopia non regolarmente autenticata (cfr. in particolare C.S., IV, 30 marzo 2000, n. 1822)” .
3. - In conclusione, il primo motivo del pregiudiziale ricorso incidentale è fondato, e va accolto, con valore assorbente sulla seconda censura contenuta nel medesimo atto, e con il conseguente annullamento degli atti con esso impugnati; di conseguenza, il ricorso principale va dichiarato improcedibile.
I particolari profili della controversia giustificano l’integrale compensazione delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione Prima, accoglie il ricorso incidentale e, per l’effetto, annulla gli atti con esso impugnati; dichiara improcedibile il ricorso principale in epigrafe indicato.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Amministrazione.
Così deciso in Palermo, in camera di consiglio, addì 23 maggio 2008, con l’intervento di Signori Magistrati:
-Giorgio Giallombardo Presidente
- Agnese Anna Barone Referendario
- Achille Sinatra Referendario-est.
_______________________________ Presidente
_______________________________ Estensore
_______________________________ Segretario
Depositata in Segreteria il 04/08/2008
Il Segretario

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