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15/11/2018 22:35
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Oneri sicurezza senza pace: torna in Adunanza Plenaria la possibilità di sanare la mancata indicazione con l’offerta

di Mauro Salerno

Per la quinta sezione del Consiglio di Stato il fatto che il nuovo codice abbia sancito esplicitamente l’obbligo di indicazione separata degli oneri non basta a fugare i dubbi

Non trova pace la disciplina relativa all’obbligo di indicare con l’offerta gli oneri di sicurezza sostenuti dalle imprese. Sembrava che il nuovo codice, sancendo espressamente il vincolo di indicazione separata avrebbe potuto mettere fine al ping-pong di sentenze di segno opposto andato in scena sotto la vigenza del vecchio codice degli appalti (Dlgs 163/2016).

Anche il tentativo di fare chiarezza contenuto dal Dlgs 50/2016 non sembra però essere bastato. Tanto che la quinta sezione del Consiglio di Stato, occupandosi di nuovo del tema, ha deciso di richiamare in causa l’Adunanza Plenaria, organo deputato a mettere fine ai contrasti di sentenze, sancendo una linea comune per tutti.

Per la quinta sezione anche sotto il nuovo codice rimarrebbe possibile sanare in corso di gara la mancata indicazione degli oneri, invocando l’applicazione del «soccorso istruttorio». «La circostanza che il nuovo codice abbia sancito , oggi, l'art. 95, comma 10, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, abbia esplicitato che sussiste per l'operatore economico l'obbligo di indicare in sede di offerta i propri costi per la manodopera e gli oneri di sicurezza aziendali - scrivono infatti i giudici - non sembra rappresentare elemento di novità di per sé sufficiente a determinare il superamento del principio di diritto enunciato dalla sentenza dell'Adunanza plenaria n. 19 del 2016», che aveva appunto dato il via libera alla correzione di eventuali errori in corsa.

Di qui la richiesta di un nuovo chiarimento. In particolare l’Adunanza Plenaria dovrà decidere se il nuovo codice consente o meno l’applicazione del soccorso istruttorio per le imprese che “dimenticano” di indicare i costi della sicurezza, evitando dunque di ricorrere all’esclusione automatica. Ora non resta che aspettare la nuova sentenza.

 

 

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