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15/11/2018 22:32
Home Articoli Pubblica Amministrazione Incentivi e trattamento accessorio: le massime della Corte dei Conti

Incentivi e trattamento accessorio: le massime della Corte dei Conti

di Marco Rossi

INCENTIVO PER LE FUNZIONI TECNICHE 2017

La norma contenuta all'articolo 113 comma 5-bis del Dlgs 50/2016, così come modificato dalla legge di bilancio per il 2018, non è una norma interpretativa, ma innovativa e dunque non può certamente produrre alcun effetto retroattivo.

Pertanto, come ha affermato la sezione delle autonomie, il legislatore, con questa norma innovativa, ha stabilito che gli incentivi indicati gravano su risorse autonome e predeterminate del bilancio diverse dalle risorse ordinariamente rivolte all'erogazione di compensi accessori al personale.

Non solo dunque si ribadisce la portata innovativa e la irretroattività della norma, ma si sottolinea che questi incentivi gravano su risorse predeterminate, dunque appositamente da prevedere nelle poste di bilancio con un chiaro riferimento sinallagmatico tra le fasi di programmazione e realizzazione dell'opera e l'appostamento delle risorse destinate alla corresponsione degli incentivi.

Di conseguenza, gli incentivi per le funzioni tecniche, previsti all'articolo 113 del Dlgs 50/2016, di competenza dell'anno 2017 sono sottoposti al vincolo posto al complessivo trattamento accessorio relativo al fondo incentivante dell'anno 2017.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA LOMBARDIA - PARERE N. 258/2018

INCENTIVO PER LE FUNZIONI TECNICHE E ATTIVITÀ MANUTENTIVA

In ordine alla precedente normativa contenuta nell'articolo 93, comma 7-ter, del Dlgs 163/2006, la sezione delle autonomie della Corte dei conti aveva escluso dall'incentivo alla progettazione interna qualunque attività manutentiva, senza distinzione tra manutenzione ordinaria e straordinaria.

Di conseguenza, in assenza di una diversa disposizione, considerato che questi incentivi spettavano nei soli casi tassativamente indicati dalla legge, questa esclusione valeva evidentemente per tutti i potenziali aventi diritto alla ripartizione del fondo: responsabile del procedimento e incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonché per i loro collaboratori. Non esiste quindi una norma che preveda l'esclusione per i soli incaricati della redazione del progetto.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA PUGLIA - PARERE N. 124/2018

VINCOLI SUL TRATTAMENTO ACCESSORIO

Il congelamento dei fondi per la contrattazione integrativa ai livelli raggiunti nel 2010 ha una duplice funzione: da un lato, contenere la dinamica retributiva del personale nell'ambito degli obiettivi di riduzione della spesa corrente di funzionamento e di miglioramento dei saldi di finanza pubblica; dall'altro, calmierare qualunque incremento dei fondi unici che non sia diretto a remunerare incarichi resi in via straordinaria o, comunque, affidati singolarmente a specifici dipendenti.

Per questi motivi, le sezioni riunite hanno ritenuto di escludere dal tetto di spesa unicamente le risorse finalizzate a incentivare prestazioni professionali specialistiche offerte da personale qualificato in servizio presso l'amministrazione pubblica per la progettazione di opere pubbliche, nonché le risorse dirette a remunerare le prestazioni professionali dell'avvocatura interna comunale o provinciale in caso di condanna alle spese di lite.

Per converso, sono state ritenute assoggettabili alle suddette limitazioni le altre ipotesi indicate (risorse derivanti dal «recupero dell'Ici» o da contratti di sponsorizzazione) in quanto «potenzialmente destinabili alla generalità dei dipendenti dell'ente attraverso lo svolgimento della contrattazione integrativa».

Pertanto, sono da ritenere esclusi dalle misure limitative di spesa anche gli analoghi incarichi aggiuntivi effettuati dal personale in regime di «conto terzi», in quanto commissionati e remunerati al di fuori dell'amministrazione a fronte di specifiche prestazioni implicanti maggior impegno e responsabilità.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA - PARERE N. 40/2018

 

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