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14/12/2018 08:34
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Contratti della PA: legittimità o meno della clausola del disciplinare per la gara del servizio di sicurezza

Sentenza 16 luglio 2018* (sulla legittimità o meno della clausola del disciplinare per la gara del servizio di sicurezza che impone la produzione di un “contratto di punta” nel triennio precedente di elevato importo – 900 mila euro).

TAR CAMPANIA – NAPOLI, SEZ. III – sentenza 16 luglio 2018 n. 4729 – Pres. Donadono, Est. Cernese – Over Security s.r.l. (Avv. Biancardi) c. E.A.V. – Ente Autonomo Volturno s.r.l. (Avv. Erra) – (respinge).

1. Contratti della P.A. – Bando e lettera d’invito – Gara per servizio di sicurezza – Capacità tecnica – Clausola del disciplinare che impone la produzione di un “contratto di punta” nel triennio precedente di elevato importo (900 mila euro) – Legittimità – Ragioni.

2. Contratti della P.A. – Bando e lettera d’invito – Requisiti di partecipazione – Discrezionalità della P.A. appaltante – E’ ampia – Sindacabilità in s.g. – Limiti.

3. Contratti della P.A. – Bando e lettera d’invito – Requisiti di partecipazione – Requisiti di esperienza di un certo valore – Ratio – Individuazione.

1. E’ legittima la clausola del disciplinare relativo ad una gara per servizio di sicurezza con la quale si richiede, quale requisito di ammissione alla procedura, di “aver eseguito nel triennio …. un contratto di importo non inferiore a euro 900.000”; scopo di tale clausola, infatti, è quello di verificare che l’impresa aspirante all’aggiudicazione dell’appalto abbia un’organizzazione tecnica idonea a garantire l’espletamento del servizio oggetto dell’appalto in questione in modo adeguato, in tal modo dimostrando di avere, effettivamente e concretamente, la capacità necessaria per l’affidamento e la gestione operativa del servizio predetto (1).

2. I requisiti di partecipazione ad una gara – a maggior ragione se non direttamente disciplinati dalle norme del d.lg. 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici) – sono fissati dall’Autorità amministrativa con ampia discrezionalità, sindacabile solo per manifesta arbitrarietà ed irragionevolezza; detto potere discrezionale, lungi dall’essere espressione di mero arbitrio della Pubblica amministrazione aggiudicatrice, costituisce in realtà precipua attuazione dei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa, predicati dall’art. 97 Cost. e si sostanzia, quindi, nel potere-dovere di apprestare – proprio attraverso la specifica individuazione degli specifici requisiti di ammissione e di partecipazione ad una gara – gli strumenti e le misure più adeguati, opportuni, congrui, efficienti ed efficaci ai fini del corretto ed effettivo perseguimento dell’interesse pubblico concreto, oggetto dell’appalto da affidare (2).

3. La limitazione del favor partecipationis e del principio di libera concorrenza tra le imprese, che è insita nella previsione di requisiti di esperienza di un certo valore, trova — in un’ottica di adeguato bilanciamento tra le contrapposte esigenze — la sua giustificazione e, pertanto, la sua legittimità nella necessità di consentire l’ammissione alla procedura di gara delle sole imprese la cui idoneità tecnica sia comprovata dall’esecuzione di contratti di entità tale da garantire la buona esecuzione del servizio in gara (3).

 

 

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