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18/08/2018 06:47
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Nuovo CCNL Enti Locali: le principali novità

L'Anci ha pubblicato un riepilogo delle principali novità del CCNL 2016-18 comparto Funzioni Locali

Nel testo definitivo del CCNL 2016-2018 del comparto delle funzioni locali, sono contenute novità rilevanti in tutti gli ambiti di competenza della contrattazione collettiva nazionale. L'Anci ha riepilogato le novità principali in una pagina speciale.

Riassumendo:

Sistema delle relazioni sindacali :

Si archivia definitivamente la concertazione, il sistema delle relazioni sindacali viene articolato nei due modelli relazionali della partecipazione e della contrattazione integrativa: a sua volta la partecipazione è articolata in informazione, confronto e organismi paritetici di partecipazione, negli enti con più di 300 dipendenti.

La disciplina della contrattazione integrativa viene semplificata e aggiornata rispetto alle problematiche emerse nel corso degli anni in sede applicativa.

Sistema di classificazione

Viene eliminato l'ingresso giuridico nella categoria intermedia D3, favorendo la mobilità del personale (art. 12, c. 4-5-6-9-10-11).

A livello transitorio:

mantenimento di profilo e posizione economica per il personale già in servizio;

salvaguardia procedure concorsuali già in corso;

previsto un nuovo livello economico in ciascuna categoria, a carico delle risorse stabili del fondo; (art. 64, c.2);

istituiti nuovi profili per le attività di comunicazione e informazione, in attuazione della legge n. 150/2000 in tema di comunicazione pubblica (art. 18-bis).

Progressioni economiche orizzontali (PEO - art. 16)

potenziato il criterio di selettività: “quota limitata di dipendenti”;

ancorate alle risultanze della valutazione della performance individuale del triennio precedente: non più due distinti sistemi di valutazione;

esperienza maturata e competenze acquisite a seguito di processi formativi: automatismi ridotti e depotenziati, prevalenza dei criteri meritocratici;

semplificata la disciplina procedurale: non può avere decorrenza anteriore al 1° gennaio dell’anno nel quale viene sottoscritto il contratto integrativo che prevede l’attivazione dell’istituto, e l’esito della procedura selettiva ha vigenza per il solo anno per il quale è prevista l’attribuzione della progressione economica;

permanenza minima di 24 mesi nella posizione economica in godimento; è prevista la salvaguardia per le procedure già avviate.

Le nuove posizioni organizzative (PO)

si riduce la tipologia di PO, eliminando quelle connesse ad attività di staff/studio/ricerca/ispettive/di vigilanza/controllo e quelle di alta professionalità introdotte dal CCNL 22/1/2004 (art. 13);

si introduce la possibilità di delegare il potere di firma agli incaricati di posizione organizzativa (art. 15, c. 2);

riduzione da 5 a 3 anni della durata massima dell’incarico di PO;

sottrazione delle risorse che remunerano le PO, anche negli enti provvisti di dirigenza, dal fondo e quindi dalla contrattazione decentrata (art. 15,c.5): già a partire dal 2018, gli enti costituiscono il fondo delle risorse decentrate con le modalità semplificate previste dall’art. 67, al netto delle risorse destinate nel 2017 alla retribuzione di posizione e risultato delle posizioni organizzative istituite;

risoluzione delle problematiche specifiche che hanno riguardato i piccoli comuni e le unioni di comuni, prevedendo per questi enti regole più flessibili per il conferimento degli incarichi di responsabilità degli uffici (art. 17).

Rapporto di lavoro :

manutenzione e aggiornamento della disciplina dell’orario di lavoro, assenze per malattia, aspettative e permessi;

introduzione di nuovi istituti, come le tutele per donne vittime di violenza, le ferie solidali, assenze per visite, terapie ed esami, riconoscimento delle unioni civili.

Flessibilità nel rapporto di lavoro :

rafforzamento del principio di non discriminazione, estendendo ai lavoratori a tempo determinato alcuni istituti del tempo indeterminato;

disciplina precisa del ricorso alla somministrazione a tempo determinato.

La disciplina per i comuni di minori dimensioni demografiche :

possibilità di coprire le posizioni apicali in base al criterio della competenza e non solo dell’inquadramento contrattuale;

potenziamento della contrattazione di livello territoriale, che consente di aggregare più comuni in un’unica sede di confronto con i sindacati: è eliminato il limite dimensionale (massimo 30 dipendenti) ed il vincolo di contiguità territoriale.

Unioni di comuni:

semplificazione dell'individuare ed incentivazione del responsabile di uffici comuni tra più enti, incrementando fino al 30% la relativa indennità;

semplificazione della disciplina relativa ai fondi per la contrattazione decentrata dei comuni associati in Unione, in coerenza con il comma 114 della legge n. 56/2014;

possibilità di assumere l’iniziativa per la contrattazione integrativa di livello territoriale.

Sezione speciale per la Polizia locale:

introduzione di una specifica indennità di funzione legata anche al grado ricoperto;

introduzione di una specifica indennità di servizio esterno, per remunerare il personale impiegato nei servizi operativi;

disciplina dei compensi per le attività di sicurezza e polizia stradale necessarie per lo svolgimento di iniziative di carattere privato: le ore di lavoro aggiuntivo sono compensate al pari dello straordinario, non concorrono al rispetto del limite individuale di 180 ore di straordinario annue, possono dar luogo a riposo compensativo, il tutto con risorse a carico dei privati.

Il trattamento economico fondamentale e accessorio:

risoluzione dell'annosa questione del corretto finanziamento delle risorse da destinare alla contrattazione di secondo livello;

previsto il consolidamento in unico importo delle risorse cosiddette stabili riferite all’anno 2017;

individuazione in modo dettagliato delle risorse che alimentano ulteriormente la parte stabile del fondo;

individuazione delle risorse che anno per anno le amministrazioni possono decidere di aggiungere al fondo (parte variabile), con un’importante semplificazione degli istituti che nel corso degli anni hanno determinato problematiche applicative e verifiche ispettive negli enti;

rivisitazione del sistema della premialità, aggiornando le previsioni contrattuali alla disciplina introdotta dal d.lgs. 75/2017, con previsione che ai dipendenti che conseguono le valutazioni più elevate deve essere riconosciuta una maggiorazione del premio individuale, che si somma allo stesso, maggiorazione non inferiore al 30% del valore medio pro-capite dei premi attribuiti al personale valutato positivamente.

 

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