UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
22/06/2018 13:30
Home Articoli Pubblica Amministrazione Illegittima la delibera consiliare di approvazione del piano finanziario TARI priva della relazione

Illegittima la delibera consiliare di approvazione del piano finanziario TARI priva della relazione

Come è noto, secondo consolidata giurisprudenza, il singolo consigliere comunale è legittimato ad agire nei confronti dell'Ente a cui appartiene nell'ipotesi in cui i vizi denunciati si sostanzino nella lesione del diritto all'ufficio, e ciò si verifica proprio con riguardo a profili impeditivi o lesivi dell’esercizio delle funzioni esercitate (ex multis, Cons. Stato, sez. V, 7 luglio 2014 n. 3446; id., sez. VI, 7 febbraio 2014 n. 593); e tra tali profili, in via esemplificativa, la giurisprudenza elenca quelli che attengono:

a) alle erronee modalità di convocazione dell'organo consiliare;

b) alla violazione dell'ordine del giorno;

c) all'inosservanza del deposito della documentazione necessaria per poter liberamente e consapevolmente deliberare;

d) più in generale, alla preclusione in tutto o in parte dell'esercizio delle funzioni relative all'incarico rivestito (cfr., Cons. Stato, sez. VI, 7 febbraio 2014, n. 593; TAR Torino, sentenza n. 1707 del 2015).

Il mancato deposito della documentazione necessaria per poter liberamente e consapevolmente deliberare rientra, quindi, a pieno titolo tra i vizi lesivi del pieno e informato esercizio delle funzioni dei singoli consiglieri: è quanto ribadito dal TAR Abruzzo, Pescara, nella sent. 26 marzo 2018 n. 112. I giudici, infatti, hanno affermato che è illegittima la delibera consiliare di approvazione del piano finanziario TARI se i consiglieri non hanno potuto prendere visione della “relazione al piano finanziario”, richiesta dall’art. 8, comma 3, del d.P.R. n. 158/1999, perché non allegata fra la documentazione.

A tal proposito, l’articolo 8 cit. prescrive che il piano finanziario deve comprendere:

a) il programma degli interventi necessari;

b) il piano finanziario degli investimenti;

c) la specifica dei beni, delle strutture e dei servizi disponibili, nonché il ricorso eventuale all'utilizzo di beni e strutture di terzi, o all'affidamento di servizi a terzi;

d) le risorse finanziarie necessarie;

e) relativamente alla fase transitoria, il grado attuale di copertura dei costi afferenti alla tariffa rispetto alla preesistente tassa sui rifiuti”;

Aggiungendo che al piano medesimo debba essere allegata una relazione “nella quale sono indicati:

a) il modello gestionale ed organizzativo;

b) i livelli di qualità del servizio ai quali deve essere commisurata la tariffa;

c) la ricognizione degli impianti esistenti; d) con riferimento al piano dell'anno precedente, l'indicazione degli scostamenti che si siano eventualmente verificati e le relative motivazioni”.

La legge in sostanza prescrive che il Consiglio comunale approvi un piano con allegata relazione che deve avere obbligatoriamente i contenuti minimi indicati nell'art. 8; questi contenuti devono costituire l'immediato oggetto delle delibera, in modo che sugli stessi possa svolgersi in modo compiuto e consapevole il dibattito consiliare.

Inoltre, secondo i giudici pescaresi, non sono sufficienti né l’eventuale esame della relazione in sede di commissione né il visto dell’organo revisore, data la diversa natura e il diverso ruolo di questi rispetto a quello del Consiglio Comunale, che è organo esponenziale della collettività locale con proprie tipiche funzioni e si compone di tutti i consiglieri eletti che devono, appunto tutti, essere messi nella condizione di svolgere il proprio ruolo elettivo con piena consapevolezza.

 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information