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22/06/2018 13:21
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Derogabilità del principio della suddivisione in lotti di un appalto

Il principio della suddivisione in lotti di un appalto, previsto dall’art. 51, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, può essere derogato, seppur attraverso una decisione che deve essere adeguatamente motivata ed è espressione di scelta discrezionale, sindacabile soltanto nei limiti della ragionevolezza e proporzionalità, oltre che dell’adeguatezza dell’istruttoria, in ordine alla decisone di frazionare o meno un appalto “di grosse dimensioni” in lotti.

È quanto ha stabilito il Consiglio di Stato, Sez. V, con sentenza n. 2044/2018 che ha riformulato la sentenza del T.A.R. UMBRIA – PERUGIA, Sez. I, n. 391/2017.

Il TAR, con la citata sentenza, aveva accolto il ricorso presentato da una società annullando: a) il bando di gara emesso dalla Provincia di Terni, quale Centrale di Committenza del Comune di Orvieto, avente ad oggetto il servizio di gestione e controllo di tutte le attività di funzionamento  delle aree di sosta automatizzata ed impianti di risalita meccanizzata ed altri servizi accessori da svolgersi all'interno delle aree, dei parcheggi e degli immobili del Comune di Orvieto, d’importo (al netto iva) annuo pari a  euro 114.75,00; triennale euro 344.265,00, della durata di 3 anni con opzione  di rinnovo per ulteriori 3 anni; b) il Disciplinare di gara parte integrante  del medesimo Bando; c) il relativo Capitolato Speciale di Appalto.

In sintesi, il TAR ha rilevato che:

- nell’affidamento di servizi eterogeni tra loro, le stazioni appaltanti devono procedere a gare separate, ovvero ad un’unica gara suddivisa in più lotti funzionali o prestazionali, conformemente al settore di lavori, servizi e forniture richiesti, al fine di garantire un adeguato livello di concorrenza, soprattutto tra piccole e medie imprese, che diversamente si vedrebbero estromesse in caso di accorpamento di prestazioni disomogenee;

- nel caso di specie, sussisteva una assoluta disomogeneità dei servizi oggetto della procedura di appalto, concernenti, da un lato, attività di presidio, videosorveglianza e prevenzione di atti vandalici, dall’altro, attività di pulizia, igiene, ordine e smaltimento rifiuti dei parcheggi di proprietà della stazione appaltante;

- in applicazione dei principi di libera concorrenza, non discriminazione, proporzionalità e favor partecipationis, la stazione appaltante avrebbe pertanto dovuto procedere all’affidamento di detti servizi con gare separate, trattandosi di prestazioni funzionalmente diverse tra loro, rispetto alle quali deve garantirsi l’apertura alla concorrenza e dunque l’economicità delle stesse nella misura più ampia possibile.

I giudici del Supremo organo di giurisdizione amministrativa, con l'accoglimento del ricorso presentato dal Comune di Orvieto, hanno sancito che il principio della suddivisione in lotti, al fine di favorire l’accesso delle microimprese, piccole e medie imprese alle gare pubbliche, già previsto dall’art. 2, comma 1-bis, d.lgs. n. 163-2006 non risulta posto in termini assoluti ed inderogabili, giacché il medesimo art. 51, comma 1, secondo periodo afferma che “le stazioni appaltanti motivano la mancata suddivisione dell’appalto in lotti nel bando di gara o nella lettera di invito o nella relazione unica di cui agli articoli 99 e 139”.

Nel caso in esame, la scelta di non frazionare l’appalto in lotti è stata ritenuta ragionevole e non illogica o arbitraria.

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