UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
21/08/2018 14:00
Home Articoli Pubblico impiego Per lo scorrimento della graduatoria contano i requisiti professionali

Per lo scorrimento della graduatoria contano i requisiti professionali

di Michele Nico

Sentenza della Corte di Cassazione n. 7054/2018

La finalità del concorso pubblico è quella di assumere personale dotato di professionalità specifiche, che deve essere quindi selezionato con riguardo non solo alla categoria contrattuale ma anche al profilo professionale della posizione da ricoprire.

Con la sentenza n. 7054/2018, la Corte di Cassazione, sezione Lavoro, rigetta il ricorso di una dipendente a tempo indeterminato e conferma la legittimità del licenziamento disposto nei suoi confronti dal Comune a distanza di pochi giorni dalla firma del contratto di lavoro, in seguito allo scorrimento della graduatoria di un concorso bandito per alcuni posti di istruttore contabile.

Il caso

La giunta comunale, con una delibera del 2009, aveva deciso di procedere all'assunzione di sei istruttori contabili mediante lo scorrimento della graduatoria di un bando, e il dirigente delle risorse umane in un primo tempo aveva dato esecuzione al provvedimento, salvo poi ritornare sui suoi passi e comunicare alla dipendente lo scioglimento del vincolo contrattuale, a motivo sia della mancanza dell'impegno di spesa, sia dell'asserita contrarietà dell'assunzione con l'articolo 91, comma 4, del Tuel.

Secondo questo disposto, che assume un ruolo centrale nella pronuncia, «le graduatorie concorsuali rimangono efficaci per un termine di tre anni dalla data di pubblicazione per l'eventuale copertura dei posti che si venissero a rendere successivamente vacanti e disponibili, fatta eccezione per i posti istituiti o trasformati successivamente all'indizione del concorso medesimo».

Quest'ultimo divieto è sostanzialmente preordinato all'esigenza di evitare che, attraverso l'individuazione del titolare prima della creazione del posto da ricoprire, vengano poi istituiti nuovi posti ad personam nella dotazione organica dell'amministrazione locale.

Il perimetro di applicazione della norma richiamata entra in gioco con il fatto che la delibera dell'ente locale, omettendo di fare espresso riferimento a posizioni di istruttore contabile resesi vacanti nell'anno precedente, puntava in realtà ad avvalersi dello scorrimento della graduatoria del concorso per istruttore contabile al fine di assumere personale da destinare alle (diverse) mansioni di istruttore amministrativo. Un modus procedendi illegittimo, osservano i giudici della Corte d'Appello, perché così verrebbe meno ogni garanzia di trasparenza nelle procedure di reclutamento del pubblico impiego.

Sul fronte opposto si pone la difesa del soggetto ricorrente che, facendo leva sull'introduzione del concetto più elastico della dotazione organica in luogo della pianta organica, sostiene il superamento delle rigidità proprie di quest'ultimo istituto al punto da poter riferire la vacanza di cui all'articolo 91 del Tuel alla sola categoria o area contrattuale, di modo che l'istituzione di nuovi posti potrebbe essere ravvisata soltanto in caso di aumento del numero complessivo di lavoratori della categoria, senza che possa assumere un rilievo dirimente lo specifico profilo professionale.

La decisione 

La Suprema Corte si focalizza su questo aspetto e spezza una lancia a favore di un'interpretazione restrittiva della norma.

Seguendo un orientamento già tracciato in materia, i giudici rilevano che la decisione della Pa di avvalersi dello scorrimento della graduatoria è equiparabile all'espletamento delle fasi di una procedura concorsuale volta a identificare ulteriori vincitori della selezione, per cui vanno rispettate in ogni caso le medesime regole di accesso e garanzie di trasparenza.

L’equiparazione trova il suo fondamento nella salvaguardia dei principi sanciti dall'articolo 35 del Dlgs 165/2001 (testo unico sul pubblico impiego) che, nel fissare i criteri ai quali devono conformarsi le procedure di reclutamento indette dalla pubblica amministrazione, prescrive la necessità di adottare «meccanismi oggettivi e trasparenti idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire».

Da ciò deriva l'inderogabile necessità che, in sede di assunzione del personale, le modalità prescelte dall'ente pubblico facciano sempre riferimento non solo alla posizione lavorativa, ma anche ai requisiti attitudinali e professionali che la stessa richiede.

 

 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information