UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
24/09/2018 04:16
Home Articoli Pubblica Amministrazione Il nuovo contratto riscrive gli incentivi per i nuovi servizi

Il nuovo contratto riscrive gli incentivi per i nuovi servizi

di Gianluca Bertagna

Dopo quasi vent'anni non sentiremo più parlare di articolo 15, comma 5, del contratto 1° aprile 1999. La disposizione più complicata e più in discussione tra i revisori e nelle ispezioni del Mef, scompare con la stipula dell'ipotesi contratto nazionale delle funzioni locali.

Al suo posto arriva un incremento simile che però, in prima battuta, sembra più semplice da applicare. Per approfondirlo, è necessario un salto nel passato.

Nel vecchio contratto

Il fondo degli enti locali è suddiviso in parte stabile e in parte variabile dal 2004. Le prime sono risorse consolidate, le seconde, invece, sono somme a integrazione annuale in presenza di determinati presupposti di legge e di raggiungimento di vincoli finanziari.

Tra quest'ultime, rientrava l'articolo 15, comma 5, del contratto 1° aprile 1999 che prevedeva la possibilità di inserire nuove somme nel fondo in presenza di attivazione di nuovi servizi o processi di riorganizzazione di quelli esistenti. L'obiettivo era peraltro chiaro: se c'erano più servizi e i dipendenti erano coinvolti in questo miglioramento, le amministrazioni potevano valutare la possibilità di riconoscere a questi lavoratori una somma per il loro impegno aggiuntivo.

Poiché la norma non era più dettagliata di quanto riportato poco sopra, nel corso degli anni l'Aran, in più interventi, ha individuato ben sette regole di «legittimità» per operare l’incremento, parametri precisi spesso contestati dal Mef durante le visite ispettive alle amministrazioni.

L'articolo 15, comma 5, quindi, è sempre stato una spina nel fianco per gli operatori, sempre alla ricerca di un equilibrio tra legittimità e richieste dei sindacati, dei lavoratori e degli organi politici che spingevano a inserire tale incremento.

Il nuovo meccanismo

L'articolo 67 dell'ipotesi di contratto stipulata il 21 febbraio scorso riscrive totalmente le modalità di costituzione del fondo del salario accessorio e ci lascia una possibilità di destinare risorse aggiuntive per «il conseguimento di obiettivi dell'ente, anche di mantenimento, definiti nel piano della performance, (…) al fine di sostenere i correlati oneri del trattamento accessorio del personale».

Dal punto di vista letterale, appare subito come la nuova disposizione sia molto più “leggera” rispetto al rigido contenuto dell'articolo 15, comma 5. Anche se, proprio perché più ampia come definizione, potrebbe lasciare maggiori spazi interpretativi o dubitativi. Ma su questo, i pareri che arriveranno nel tempo, diranno di più.

Nel frattempo, per iniziare a operare con i piedi per terra, non si può non sottolineare l'esigenza di concentrare nel piano della performance tutta una serie di elementi che a questo punto non identificano solo gli obiettivi a livello generale, ma che, più in profondità, servono a giustificare anche obiettivi specifici eventualmente da valorizzare ai sensi della nuova disposizione.

Tra queste risorse, peraltro, rientrano anche le attività di potenziamento dei servizi finanziate con i proventi alle violazioni del codice della strada.

I vincoli del pareggio di bilancio

Un ultima precisazione: il comma 7 dell'articolo 67 della preintesa ricorda che la quantificazione del fondo e delle risorse in esame, deve sempre avvenire nel rispetto dall'articolo 23, comma 2 del Dlgs 75/2017, ovvero non superando il “tetto” dell'anno 2016.

Inoltre, per poter integrare la parte variabile sarà sempre necessario rispettare le norme sul pareggio di bilancio e sul contenimento della spesa complessiva di personale.

 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information