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19/10/2018 02:19
Home Articoli Appalti Servizi ad alta ripetitività e clausole sociali, il bando di gara scritto bene evita contenziosi

Servizi ad alta ripetitività e clausole sociali, il bando di gara scritto bene evita contenziosi

di Maria Luisa Beccaria

La sentenza del Tar Toscana n. 18/2018 affronta due temi di particolare interesse inerenti il criterio di aggiudicazione e le clausole sociali.

Per una procedura aperta, relativa all'affidamento annuale del servizio di trasporto di materiale a rischio biologico, documenti, terreni di coltura, vaccini e materiali diversi la stazione appaltante ha motivato l'utilizzo del criterio del prezzo più basso (articolo 95, comma 4, lettera b) del Dlgs 50/2016) considerando le caratteristiche standardizzate del servizio da affidare, caratterizzato da elevata ripetitività. Secondo i giudici la stazione appaltante ha ben operato individuando nel capitolato in modo preciso l’oggetto della gara, senza lasciare margini di definizione dell’offerta agli operatori economici.

Nelle Linee guida 2/2016, l'Anac ha spiegato che i servizi e le forniture «caratterizzati da elevata ripetitività» soddisfano esigenze generiche e ricorrenti, relative alla normale operatività delle stazioni appaltanti, richiedendo approvvigionamenti frequenti per assicurare la continuità della prestazione. Trattandosi di una deroga al principio generale dell'offerta economicamente più vantaggiosa, le stazioni appaltanti devono motivare in modo adeguato la scelta del criterio utilizzato e dimostrare che non sia stato avvantaggiato un particolare operatore economico.

Clausole sociali

Per promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato l'articolo 50 del Dlgs 50/2016 ha reso obbligatorie le clausole sociali per gli affidamenti dei contratti di concessione e di appalto di lavori e servizi diversi da quelli aventi natura intellettuale, con particolare riguardo a quelli relativi a contratti ad alta intensità di manodopera. E ha stabilito l'applicazione da parte dell'aggiudicatario dei contratti collettivi di settore indicati dall'articolo 51 del Dlgs 81/2015.

Va considerato che, se è previsto dal contratto collettivo l'obbligo di mantenimento del rapporto lavorativo in essere in caso di cambio di appaltatore, la stazione appaltante deve prevedere il passaggio dei dipendenti al nuovo affidatario in base all'articolo 30 del Dlgs 50/2016, in caso contrario si applica l'articolo 50 del Dlgs 50/2016 (Tar Liguria, sentenza 640/2017).

Il Consiglio di Stato, nella decisione 932/2017, ha rimarcato l'importanza della coerenza con l'oggetto dell'appalto e anche secondo il Tar Toscana ci deve essere una rigida correlazione tra i requisiti richiesti e le prestazioni da appaltare. Di conseguenza l'applicazione di uno specifico contratto può essere prevista dalla lex specialis di gara, anche a pena di esclusione.

Nella fattispecie la stazione appaltante ha imposto l’applicazione dell’articolo 50 del Dlgs 50/2016, senza inserire una clausola sociale.

Nel ricordare i principi elaborati dalla giurisprudenza, i giudici evidenziano come l'aggiudicatario non sia obbligato ad assumere a tempo indeterminato, in modo automatico e generalizzato, il personale già utilizzato dal precedente affidatario. Infatti, vanno sempre rispettati i principi nazionali e comunitari, altrimenti sarebbero pregiudicate la concorrenza e la libertà d'impresa, tutelata dall'articolo 41 della Costituzione. Inoltre l'obbligo di riassorbimento dei lavoratori deve essere compatibile con l'organizzazione di impresa del subentrante.

I lavoratori non collocabili nell'organigramma del subentrante e che non vengano impiegati dall'appaltatore uscente in altri settori, possono accedere agli ammortizzatori sociali (decisione del Consiglio di Stato n. 2078/2017).

 

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