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17/08/2018 13:36
Home Articoli Pubblica Amministrazione Affidamento dei servizi legali, «sì» all’elenco chiuso da aggiornare annualmente

Affidamento dei servizi legali, «sì» all’elenco chiuso da aggiornare annualmente

A. BARBIERO

Le amministrazioni pubbliche possono costituire elenchi di avvocati ai quali affidare le attività di patrocinio in relazione al contenzioso sulla base di una procedura oggettiva, fondata su criteri predeterminati.

Il Tar Lazio-Roma, sezione II-bis, con la sentenza n. 150/2018, ha preso in esame i profili applicativi delle disposizioni del codice dei contratti pubblici che individuano l'assistenza in giudizio come servizio legale.

Servizi esclusi dal codice dei contratti

La pronuncia chiarisce anzitutto che si tratta di servizi esclusi dal codice dei contratti pubblici ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo n. 50/2016, per i quali devono essere comunque rispettati nell'affidamento i principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, proporzionalità, trasparenza e pubblicità.

L'analisi dei giudici amministrativi laziali si discosta proprio per l'esplicitazione di questo presupposto dalle precedenti (anche recenti) interpretazioni della giurisprudenza in materia, che hanno invece sostenuto l'affidamento fiduciario degli incarichi di patrocinio.

Elenco chiuso e durata annuale

La sentenza evidenzia anche la legittimità della costituzione di un elenco di professionisti per individuare gli avvocati da riportare alla gestione del contenzioso, ammettendo anche la possibilità che sia un elenco chiuso, ma con durata limitata (un anno), tale da consentire da un lato all'amministrazione di avere un quadro di riferimento certo sui professionisti e dall'altro di garantire la concorrenza grazie al limite temporale di utilizzo non eccessivo.

L'accesso all’elenco può peraltro aversi sulla base di requisiti di fatturato che recepiscano valori medi del volume d'affari ragionevoli e requisiti di capacità tecnico-professionali adeguati alle esigenze di difesa dell'amministrazione (quindi rapportabili alla maggiore o minore complessità dell'organizzazione della stessa).

I criteri per la scelta del professionista

L'analisi condotta dai giudici amministrativi ha preso in esame anche alcune tipologie di procedure per l'affidamento, ammettendo come compatibile anche l'affidamento diretto, quando effettuato in relazione ad attività di bassa o limitata complessità, nonché quando abbinato a un sistema di attribuzione a rotazione, ulteriormente garantito da un importo massimo conseguibile dal singolo professionista, oltre il quale scatta proprio la rotazione.

Quando invece il contenzioso presenta profili di maggiore complessità, la procedura è configurabile come un confronto tra un numero minimo di professionisti, fondato sull'esame di preventivi.

La sentenza evidenzia la necessità che l'amministrazione in questa prospettiva prestabilisca i criteri della scelta del professionista cui affidare il servizio legale.
Il profilo economico può peraltro essere oggetto del confronto concorrenziale in chiave di miglioramento dei parametri indicati dall'amministrazione, anch'essi tuttavia rapportati alla maggiore o minore complessità del contenzioso da affidare e al valore presumibile della lite.

Gli elementi analizzati dai giudici amministrativi sollecitano gli enti a definire un sistema di affidamento nel quale siano chiari i criteri per l'individuazione dell'avvocato al quale affidare i servizi legali per la gestione del contenzioso, potendo peraltro differenziare i percorsi in funzione del livello di complessità e di importanza della questione.

 

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