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20/07/2018 20:18
Home Articoli Edilizia & Urbanistica SCIA EDILIZIA inefficace se non viene pagato il "costo di costruzione"

SCIA EDILIZIA inefficace se non viene pagato il "costo di costruzione"

TAR LAZIO – ROMA, SEZ. II BIS – sentenza 20 dicembre 2017 n. 12542

Considerato che viene impugnato il provvedimento – meglio indicato in epigrafe nei suoi estremi – con il quale è stato ordinato al ricorrente di non eseguire i lavori di cui alla DIA presentata il 29 maggio 2017 – riferita ad un ampliamento a fini residenziali di un immobile ai sensi della legge regionale n. 21 del 2009 sul Piano Casa – dichiarando la stessa “priva di efficacia ed i lavori edili, ove in corso di realizzazione, privi di titolo”;

Considerato che a fondamento del gravato provvedimento vi è il rilievo che l’“area interessata dall’ampliamento è oggetto di atti di disciplina edilizia in corso ‘Determinazione Dirigenziale’ n.741 del 10.05.2017”, che “l’area risulta ancora sottoposta a sequestro da parte della Polizia Locale di Roma” e che “non risultano soddisfatte tutte le richieste nel termine di 30gg, in particolare: pagamento del Contributo di Costruzione, pagamento del Contributo Straordinario, pagamento dei diritti di segreteria…”;

Considerato che allorquando un provvedimento è basato su plurime motivazioni, l’immunità di una di esse dai vizi di illegittimità denunciati è idonea a sorreggere il provvedimento stesso, che non potrà essere annullato se anche solo una di tali motivazioni fornisca autonomamente la legittima e congrua giustificazione della determinazione adottata;

Considerato che, con riferimento alla fattispecie in esame, assorbente rilievo assume la circostanza che parte ricorrente non ha provveduto alla corresponsione del Contributo di Costruzione, del Contributo Straordinario e dei diritti di segreteria, sebbene l’Amministrazione Comunale, con nota del 7 luglio 2017, avesse invitato il ricorrente a provvedere a tali integrazioni della DIA presentata il 29 maggio 2017 con riferimento ad un ampliamento a fini residenziali di un immobile ai sensi della legge regionale sul Piano Casa;

Considerato che presupposto indefettibile perché una DIA possa essere produttiva di effetti è la completezza, oltre che la veridicità delle dichiarazioni contenute nell’autocertificazione, con la conseguenza che una DIA priva dei requisiti essenziali deve ritenersi inefficace (Consiglio di Stato, sez. VI, 24.3.2014, n. 1413) e improduttiva di effetti;

In tale ipotesi, il provvedimento, nel rimuovere incidentalmente la DIA, in sostanza verifica l’originaria inefficacia della stessa senza, peraltro, il limite di dover agire entro un preciso termine, non potendo ritenersi l’avvenuto perfezionamento della denuncia di inizio attività per silentium;

Non avendo parte ricorrente provveduto al versamento dei contributi previsti dalla legge regionale n. 21 del 2009 per effetto del rinvio, contenuto nell’art. 6, comma 1, all’art. 23 del D.P.R. n. 380 del 2001 – il quale prevede la soggezione delle SCIA al pagamento dei contributi di costruzione, rinviando, a sua volta, all’art. 16 del testo normativo, che subordina il titolo edilizio alla corresponsione di un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione – deve dunque ritenersi che la DIA dallo stesso presentata non si sia perfezionata;

Né possono assumere rilievo le originali considerazioni di parte ricorrente volte a ricondurre la scelta di non procedere al versamento dei previsti contributi a criteri di ragionevolezza e di buon andamento della Pubblica Amministrazione nella considerazione che, in caso di esito negativo della DIA, si sarebbe dovuto procedere alla restituzione delle somme versate, non potendo le personali valutazioni del ricorrente consentire la disapplicazione di disposizioni normative;

Considerato, pertanto, che correttamente il gravato provvedimento ha dichiarato l’inefficacia della DIA stante il mancato pagamento dei contributi, con conseguente irrilevanza della eventuale illegittimità delle ulteriori motivazioni poste a sostegno di tale provvedimento – il che esonera il Collegio dall’esame delle relative censure – in quanto in presenza di un provvedimento amministrativo sorretto da plurime motivazioni la legittimità di una di esse è autonomamente in grado di supportarlo;

Ritenuto, quanto alle spese, che le stesse debbano essere liquidate, nella misura indicata in dispositivo, in applicazione del criterio della soccombenza tenendo conto dello scarso apporto difensivo dell’Amministrazione resistente, che si è limitata al deposito di atti;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

 

 

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