UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
20/04/2018 18:44
Home Articoli Pubblica Amministrazione Gli incentivi per lo svolgimento di funzioni tecniche nel regime transitorio tra i due codici

Gli incentivi per lo svolgimento di funzioni tecniche nel regime transitorio tra i due codici

di Carmelo Battaglia e Domenico D'Agostino

Con la deliberazione n. 186/2017/PAR, la sezione regionale di controllo per la Toscana della Corte dei conti ha espresso parere ex art. 7, comma 8, della legge n. 131/2003, in riferimento alla disciplina inerente alla corresponsione degli incentivi per funzioni tecniche ai sensi dell’art. 113 del Dlgs n. 50/2016, in particolare risolvendo la questione se le modalità di incentivazione debbano seguire la norma in vigore al momento dell'effettivo svolgimento dell'attività (Direzione Lavori, Collaudi ecc.) o, piuttosto, si debba applicare, anche in materia di incentivazione, la disposizione di cui all'art. 216 del Dlgs n. 50/2016, con la conseguenza che l'art. 113 si applichi esclusivamente a tutte le procedure il cui bando o avviso sia stato pubblicato dopo l'entrata in vigore del Dlgs n. 50/2016.

L’orientamento della Corte

La Corte evidenzia che, pur nell’evoluzione normativa, non sembra essere venuto meno il favor legislatoris per l’affidamento delle funzioni tecniche alle professionalità interne alla stessa amministrazione, in un’ottica di valorizzazione delle figure professionali in servizio e, al contempo, di risparmio, seppur in deroga ai due principi cardine del pubblico impiego di onnicomprensività della retribuzione e di definizione contrattuale delle componenti economiche, sanciti, rispettivamente, dall’art. 24, comma 3, e dal successivo art. 45, comma 1, del Dlgs 30 marzo 2001, n. 165.

Prosegue il giudice toscano sostenendo come le disposizioni introdotte dal Dl n. 90/2014, e dalla relativa legge di conversione, mirassero fra l’altro ad un obiettivo di razionalizzazione e di contenimento della spesa, anche attraverso la subordinazione dell’erogazione dell’incentivo al rispetto di alcuni parametri collegati ai tempi ed ai costi previsti inizialmente nel quadro economico del progetto esecutivo dell’opera, il cui mancato rispetto, ai sensi della predetta disciplina, può dar luogo anche alla riduzione delle risorse destinate al fondo per la progettazione e l’innovazione.

L’interpretazione appare ancora valida anche per il nuovo Codice degli appalti e, perciò, gli enti, stazioni appaltanti, dovranno previamente provvedere alla redazione del previsto regolamento.

In merito alla decorrenza delle norme previste dall’art. 113 del Dlgs n. 50/2016 e, in particolare, a funzioni tecniche svolte successivamente all’entrata in vigore dello stesso, ma relative a contratti banditi in vigenza del Dlgs n. 163/2006, è bene chiarire come il legislatore del 2016 si sia fatto carico delle questioni di diritto transitorio e le abbia risolte scegliendo l’opzione dell’ultrattività, consentendo, così, che il regime previgente continui ad operare in relazione alle procedure e ai contratti per i quali i bandi e gli avvisi siano stati pubblicati prima dell’entrata in vigore del Dlgs n. 50/2016.

Ai sensi dell’art. 216, comma 1, infatti, le disposizioni introdotte dal Dlgs 50 si applicano solo alle procedure bandite dopo la data dell’entrata in vigore del nuovo Codice, fatte salve le disposizioni speciali e testuali di diverso tenore.

A fronte di un’espressa regola intertemporale contenuta nell’art. 216 e in difetto di univoci indici che rivelino una chiara volontà di escludere dall’operatività del principio di ultrattività le norme contenute nell’art. 113, ogni opzione ermeneutica che giunga alla conclusione di applicare a queste ultime il principio della retroattività, o comunque, la regola del tempus regit actum si rivela priva di fondamento positivo e, pertanto, foriera di incertezze interpretative e di confusione applicativa.

Conclusioni

Ne deriva che la regola di diritto intertemporale è dettata dall’art. 216, comma 1, del Dlgs n. 50/2016 che prevede che, fatte salve le espresse riserve e/o le deroghe contenute in singole disposizioni del codice, il nuovo Codice appalti si applichi alle procedure e ai contratti per i quali i bandi o avvisi con cui si indice la procedura di scelta del contraente siano pubblicati successivamente alla data della sua entrata in vigore nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o di avvisi alle procedure e ai contratti in relazione ai quali, alla data di entrata in vigore del Codice non siano ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte.

Pertanto, l’istituto previsto dall’art. 113 non è applicabile alle procedure bandite prima della data di entrata in vigore del nuovo Codice.

A ulteriore sostegno, e rafforzativo di tale indirizzo interpretativo, la sezione regionale controllo per il Piemonte nel suo parere di cui alla deliberazione n. 177/2017 considera regolate dalla normativa previgente (art. 93 del Dlgs n. 163/2006 come modificato dalla legge n. 144/2014) perfino attività tecniche svolte prima della entrata in vigore della nuova normativa, ma il cui relativo bando di gara sia stato pubblicato dopo l’entrata in vigore del Dlgs n. 50/2016.

 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information