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23/01/2018 23:10
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Il bando tipo impone l’uso del documento di gara unico europeo

di Alberto Barbiero

Le stazioni appaltanti devono standardizzare le dichiarazioni degli operatori economici concorrenti alle procedure di appalto, mediante l'utilizzo del documento di gara unico europeo (dgue).

Il bando-tipo n. 1/2017( si veda il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 18 dicembre) anche il definisce in modo dettagliato le modalità con le quali i concorrenti devono dichiarare il possesso dei requisiti di ordine generale e di capacità, ma anche l'eventuale ricorso all'avvalimento e al subappalto, riconducendole quasi tutte al particolare modello, elaborato dal Mit sulla base del format comunitario.

Il codice dei contratti non prevede esplicitamente l'utilizzo obbligatorio del dgue, ma in varie disposizioni (come ad esempio, il comma 9 dell'articolo 83, che disciplina il soccorso istruttorio) lo menziona come lo strumento di veicolazione delle principali informazioni necessarie per consentire la partecipazione di un operatore economico alla procedura selettiva.

L'Anac ha configurato nel bando-tipo per servizi e forniture l'utilizzo del documento di gara unico europeo come soluzione per rendere omogenea la resa delle dichiarazioni, in particolare in ordine all'assenza dei motivi di esclusione, riportando al modello di istanza solo la produzione dei dati illustrativi della condizione di partecipazione (monosoggettiva o plurisoggettiva) dell'operatore economico e di alcune dichiarazioni residuali.

Il dgue deve peraltro essere aggiornato a seguito delle modifiche apportate dal Dlgs 56/2017 all'articolo 80 del Codice dei contratti in ordine alle fattispecie delle lettere f-bis e f-ter, per cui per queste situazioni le stazioni appaltanti dovranno predisporre uno spazio dichiarativo specifico (che potrebbe essere contenuto proprio nel modello di istanza).

Quando l’amministrazione non utilizza il dgue

Il bando-tipo rende quindi sostanzialmente vincolante l'utilizzo del dgue, ma qualora un'amministrazione decidesse di non utilizzarlo, oltre alla necessaria motivazione (nella determinazione a contrarre) della deroga, dovrebbe predisporre un modello dichiarativo strutturato, che dovrebbe avere almeno gli stessi contenuti del documento di gara unico europeo, per evitare di indurre gli operatori economici a non rendere in modo completo le dichiarazioni.

A titolo esemplificativo, un eventuale modulo impostato per proprio conto dalla stazione appaltante dovrebbe aiutare l'operatore economico a specificare non solo gli eventuali illeciti professionali commessi, ma anche le misure correttive (self-cleaning) adottate per rimuovere la particolare criticità (aspetto rilevante per l'ammissione alla gara).

Mediante il dgue, il legale rappresentante o un suo procuratore deve rendere le dichiarazioni sui singoli requisiti di carattere generale anche con riferimento agli altri soggetti indicati dall'articolo 80, commi 2 e 3, del codice.

Per rendere agevole l'individuazione di queste persone, il bando tipo ha reso obbligatoria, richiedendola tra quelle integrative, una specifica dichiarazione con l'indicazione dei dati identificativi dei soggetti di cui all'articolo 80, comma 3, del Dlgs 50/2016 (o della banca-dati ufficiale o del pubblico registro da cui i medesimi possono essere ricavati in modo aggiornato alla data di presentazione dell'offerta).

Altre dichiarzioni integrative

Il complesso delle dichiarazioni integrative deve contenere anche l'autorizzazione, da parte degli operatori economici concorrenti alla stazione appaltante a rilasciare copia di tutta la documentazione presentata per la partecipazione alla gara quando un altro concorrente richieda l'accesso agli atti.

Il modello deve però contenere anche la dichiarazione alternativa di non autorizzazione a rilasciare copia dell'offerta tecnica e delle spiegazioni che saranno eventualmente richieste in sede di verifica delle offerte anomale, in quanto coperte da segreto tecnico o commerciale.

In tal caso la dichiarazione dovrà essere adeguatamente motivata e comprovata da parte dell'operatore economico, il quale dovrà tener conto delle particolari condizioni che determinano il segreto industriale o commerciale, previste dall'articolo 98 del Dlgs 30/2005.

 

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