UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
23/01/2018 23:09
Home Articoli Pubblica Amministrazione Condanna a sindaco e consiglieri che assumono direttamente gli impegni di spesa

Condanna a sindaco e consiglieri che assumono direttamente gli impegni di spesa

di Paolo Canaparo

Danno erariale a carico di un sindaco che ha assunto direttamente impegni di spesa con operatori privati in spregio alle ordinarie procedure amministrative e contabili, e del consiglio comunale che ha proceduto al riconoscimento del relativo debito fuori bilancio. Così ha stabilito la Sezione giurisdizionale per la regione Campania della Corte dei conti con la sentenza n. 409/2017.

 

 

Il sindaco non solo ha disatteso la corretta procedura contabile, ma ha scientemente disatteso la distinzione tra attività gestionale – affidata alla responsabilità del personale dirigenziale – e funzioni di indirizzo politico-amministrativo, intestate agli organi politici di governo. Tale mancata distinzione tra attività di indirizzo politico e gestionale è stata, altresì, ripetuta nella fase di attestazione di congruità e conformità delle prestazioni e beni ricevuti, attività questa ancora di competenza del responsabile del servizio e non del sindaco.

La vicenda

A seguito della segnalazione del debito fuori bilancio, la Procura contabile citava in giudizio il sindaco e i consiglieri comunali per il danno erariale cagionato al Comune con riferimento alle citate spese. La Procura contabile ha sostenuto che il danno erariale dovesse discendere dalla violazione delle disposizioni di cui all'articolo 191 del testo unico degli enti locali in tema di assunzione degli impegni di spesa, richiamando altresì l'affermazione di responsabilità individuale in capo al soggetto che non rispetta tali prescrizioni, contenuta nella medesima norma al comma 4, nonché l'estensione di questa responsabilità in caso di reiterazione, a chi vi contribuisca.

Nel caso di specie, infatti, è verificato come gli acquisiti e le richieste di prestazioni di servizi siano ripetutamente effettuate direttamente dal sindaco (con interazione in prima persona con i relativi fornitori) il quale, altresì, ha attestato la congruità dei prezzi e delle prestazioni rese. Alla responsabilità del sindaco si unisce quella dei consiglieri comunali, i quali, con il riconoscimento del debito, hanno avallato le citate spese, pur in presenza di pareri contrari, ovvero dubitativi, espressi sia dal segretario comunale, sia dai responsabili dei settori interessati. I convenuti non hanno effettuato alcuna difesa e sono restati contumaci.

L'accertamento delle responsabilità

La Sezione giurisdizionale per la regione Campania ha accolto la richiesta della Procura erariale evidenziando la violazione delle procedure previste dall'articolo 191 del Tuel per l'assunzione di impegni e l'effettuazione di spese negli enti locali, mancando, nella fattispecie, il coinvolgimento del soggetto tenuto all'espletamento di tali incombenze (impegno di spesa e attestazione della copertura finanziaria), ovverosia il «Responsabile del servizio». Si tratta dell'assunzione diretta di spese in spregio alle vigenti norme e in assenza – giova segnalarlo – di qualsivoglia ragione eccezionale legittimante l'esercizio di funzioni proprie dei competenti dirigenti.

Gli acquisti effettuati dal sindaco, infatti, afferiscono a beni e/o servizi del tutto ordinari: dalla stampa di un libro, al trasporto studenti e lavoratori, alla cartellonistica stradale. Tutti, come tali, perfettamente realizzabili secondo le ordinarie regole contabili e gestionali. Il collegio contabile ha conseguentemente evidenziato che la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 191, comma 4, comportano che «…il rapporto obbligatorio intercorre, ai fini della controprestazione e per la parte non riconoscibile ai sensi dell'articolo 194, comma 1, lettera e), tra il privato fornitore e l'amministratore, funzionario o dipendente che hanno consentito la fornitura. Per le esecuzioni reiterate o continuative detto effetto si estende a coloro che hanno reso possibili le singole prestazioni».

La stessa Sezione ha rilevato che, con i suoi reiterati comportamenti, il sindaco ha scientemente violato la distinzione tra attività gestionale – affidata alla responsabilità del personale dirigenziale – e funzioni di indirizzo politico-amministrativo, intestate agli organi politici di governo. Una grave violazione che incide su un principio di separazione che ha un duplice scopo, da un lato, evitare il coinvolgimento degli organi politici in attività gestionali, dall'altro responsabilizzare maggiormente i dirigenti delle amministrazioni pubbliche, rendendo le Pa meno assoggettabili a fenomeni assai perversi di commistione tra affari e politica o comunque più insensibile a pressioni di tipo elettoralistico che potessero incidere negativamente anche sulle singole scelte amministrative.

La condanna

Il Collegio contabile non ha ritenuto possibile valutare, rispetto agli acquisti effettuati dal sindaco, l'utilità conseguita, nella misura in cui la censura concerne un grave vizio genetico dell'operato dello stesso, che ha compiuto atti estranei ai suoi poteri. I giudici si sono limitati ad accogliere la richiesta della Procura per una sola spesa nei limiti della percentuale di utile di impresa (10%), in quanto riguardante la fornitura di materiali e cartellonistica per la sicurezza stradale.

Al sindaco è stato attribuito dunque il 50% del danno prodotto per la sua condotta giudicata in termini di grave e inescusabile negligenza, essendosi sostanziata in una reiterata violazione dei doveri del proprio ufficio. Ai consiglieri comunali, è stata attribuita pro quota l'altra metà del danno erariale delle spese inutilmente sopportate dall'ente locale, per aver espresso voto favorevole al riconoscimento come debiti fuori bilancio delle somme dovute ai fornitori dei beni e servizi, acquisiti personalmente dal sindaco, con modalità completamente estranee al quadro normativo vigente.

La loro negligenza e colpa particolarmente grave si sostanzia nell'aver disatteso le indicazioni del segretario comunale e dei responsabili dei servizi tecnici, finanziario e amministrativo dell'ente i quali hanno espresso formali riserve sui predetti debiti: pareri negativi e/o dubitativi dei quali, tuttavia, costoro non hanno ritenuto di tener conto, avallando l'operato contra legem del sindaco.

 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information