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16/10/2018 06:30
Home Articoli Appalti TAR PUGLIA – BARI, SEZ. II – sentenza 11 dicembre 2017 n. 1289

TAR PUGLIA – BARI, SEZ. II – sentenza 11 dicembre 2017 n. 1289

1. Professioni – Avvocato – Conferimento di un singolo incarico da parte della P.A. – Integra un contratto d’opera intellettuale, incompatibile con la specifica disciplina codicistica in materia di procedure di evidenza pubblica.

2. Contratti della P.A. – Gara – Avviso pubblico – Per la formazione di un elenco di avvocati – Ai fini dell’affidamento d’incarichi legali – Ove i diversi criteri di valutazione previsti dal bando siano affetti da genericità e, per tale motivo, la selezione si fondi, di fatto, sull’individuazione dell’offerta più bassa – Illegittimità.

1. Il conferimento da parte della P.A. ad un professionista esterno di un singolo incarico episodico, legato alla necessità contingente, non costituisce appalto di servizi legali, ma integra un contratto d’opera intellettuale incompatibile con la specifica disciplina codicistica in materia di procedure di evidenza pubblica e con la stessa procedura dettata per i contratti esclusi dall’art. 27 del d.lgs. n. 163/2006, in ragione del fatto che l’assunzione della difesa di parte in sede processuale è caratterizzata dall’aleatorietà del giudizio, dalla non predeterminabilità degli aspetti temporali, economici e sostanziali delle prestazioni e dalla conseguente assenza di basi oggettive sulla scorta delle quali fissare i criteri di valutazione necessari secondo la disciplina recata dal codice dei contratti pubblici.

2. E’ illegittimo un avviso pubblico indetto da un Comune per la formazione di un elenco di avvocati cui attingere per l’affidamento d’incarichi legali, ove i diversi criteri individuati dal bando, attribuendo preponderante se non esclusivo rilievo e/o riferimento al preventivo presentato dal professionista interpellato, presentino una genericità tale da fondare – di fatto – la selezione, sostanzialmente sull’individuazione dell’offerta più bassa. In tal caso, infatti, non specificando l’avviso quali effettivamente siano, ai fini del controllo di adeguatezza del compenso, i criteri di misurazione dell’importanza dell’attività e il limite, superato il quale, un compenso potrebbe essere giudicato non rispettoso del decoro della professione, si determina la conseguenza che l’unico giudizio del Comune suscettibile di un sindacato di legittimità, sarebbe quello che, stante il principio di economicità, lo obbligherebbe a scegliere l’offerta al prezzo più basso; e ciò in contrasto con la natura fiduciaria dell’incarico e i parametri indicati dall’art. 7 del d.lgs. n. 165/2001 (1).

 

 

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