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24/11/2017 04:56
Home Articoli PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Recupero delle somme accantonate in eccesso sul fondo in cinque mosse

Recupero delle somme accantonate in eccesso sul fondo in cinque mosse

di Vincenzo Giannotti

Arrivano per i revisori dei conti nuove indicazioni sulla certificazione a loro demandata per il recupero delle somme contabilizzate in eccesso negli anni precedenti, a valere sugli spazi assunzionali, secondo le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 226 e 228, della legge 208/2015. La deliberazione n. 82/2017 della Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Liguria, è la prima pronuncia di concreta applicazione della nuova normativa: da qui l'utilità delle metodologia esposta e della procedura da seguire.

I presupposti del recupero

I giudici contabili liguri, a seguito del controllo sulla corretta costituzione dei fondi, avendo accertato negli anni 2010 e 2011 come l'ente locale avesse inserito somme in eccedenza per circa 67mila euro, chiedono il recupero delle somme secondo le disposizioni legislative vigenti, a iniziare dal Dl 16/2014 fino alla nuove disposizioni introdotte dalla legge di stabilità 2016, secondo cui sarebbe stato possibile riacquistare le somme in eccedenza senza incidere sul fondo ma recuperando le risorse a valere sugli spazi assunzionali disponibili.

Le indicazioni dell'amministrazione

Per rispettare le indicazioni dei giudici contabili, la Giunta comunale assegna uno specifico indirizzo all'ufficio del personale nel valutare in via prioritaria, quale modalità di recupero, l'utilizzo delle facoltà attribuite dall'articolo 1, commi 226 e 228, della legge n. 208/2015, e, in via subordinata, quelle indicate dall'articolo 4, commi 1 e 2, del decreto legge n. 16/2014 (cosiddetto Salva Roma), ossia con riduzione dei fondi decentrati successivi fino alla copertura delle somme illegittimamente contabilizzate in eccesso negli anni 2010 e 2011.

Le verifiche dell'organo di revisione contabile

I giudici contabili, al fine del controllo sulla correttezza della procedura che l'amministrazione intende attuare, richiedono la certificazione dell'organo di revisione contabile dell'ente, assistito dalla relazione del responsabile finanziario e del personale. Inoltre, indicano il percorso di verifica che dovrebbe essere effettuato secondo i seguenti passaggi procedurali:
• calcolo delle capacità assunzionali previste dalla normativa vigente a valere sul bilancio di previsione 2017-2019. Nel caso di specie, il turn-over previsto per gli enti locali con più di mille abitanti è pari al 25% che sale al 75% per enti con popolazione fra 1.000 e 10.000 abitanti;

• l'articolo 1, commi 226 e 228, della legge n. 208/2015, impone all'ente locale che intenda avvalersi di tale facoltà di recupero dei fondi costituiti in eccesso, di rivedere il piano triennale dei fabbisogni del personale, documento nel quale ogni pubblica amministrazione deve esplicitare, in coerenza con i documenti di bilancio e i limiti alle assunzioni posti da norme di finanza pubblica le assunzioni programmate per il triennio successivo;

• esplicitazione in una apposita tabella degli importi riferiti alle facoltà assunzionali consentiti nel triennio 2017-2019 del bilancio di previsione, con inclusione dei resti non spesi nel triennio 2014-2015 (ai sensi dell'articolo 3, comma 5, del Dl n. 90/2014) e le risorse che si intende recuperare nel triennio del bilancio di previsione con correlata riduzione della spesa per nuove assunzioni;

• in considerazione dell'aleatorietà delle prospettate cessazioni del triennio, spetterà all'ente verificare il corretto andamento delle cessazioni, al fine di quantificare il risparmio da turn over effettivamente realizzato, con possibilità di modificare e/o integrare anche in corso dell'anno il piano dei fabbisogni del personale secondo le indicazioni a suo tempo fornite dalla Sezione delle Autonomie (deliberazione n. 27/2014) secondo cui «dal 2014 in poi, in sede di programmazione di fabbisogno e finanziaria, si potrà tenere conto delle cessazioni prevedibili nell'arco di un triennio, che, inevitabilmente, diventeranno cessazioni in parte già verificatesi nel momento in cui il concorso si conclude, e dunque rilevanti al momento dell'assunzione per il calcolo … della spesa …»;

• in considerazione delle sole facoltà assunzionali a cui si riferisce la normativa, resta la possibilità, per l'ente locale dell'attivazione delle mobilità neutre in considerazione della non incidenza con i vincoli di finanza pubblica.

Queste dunque le indicazioni elaborate dai giudici contabili liguri sul percorso di verifica dell'organo di revisione contabile dell'ente locale, che dovrà, pertanto, certificare il citato risparmio del turn over, in sede di esame dei questionari sui rendiconti 2017, 2018 e 2019.

(Deliberazione della Corte dei conti Liguria n. 82/2017)

 

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