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21/11/2017 03:49
Home Articoli PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Il fondo crediti vincola il nuovo Dup

Il fondo crediti vincola il nuovo Dup

di Anna Guiducci e Patrizia Ruffini

Entrano nel vivo le linee programmatiche 2018/20 da declinare nella nota di aggiornamento al Documento unico di programmazione (Dup) e nel bilancio di previsione.

Dopo un settembre reso intenso da consolidato e piano di razionalizzazione delle partecipate, riprendono le attività che portano al nuovo ciclo di programmazione, avviate a luglio con l’approvazione in giunta dello schema di Dup e la sua presentazione al consiglio.

Lo schema aggiornato del Dup

La prossima data da cerchiare in agenda è il 15 novembre, entro cui la giunta deve presentare al consiglio l’eventuale schema aggiornato del Dup, insieme allo schema di bilancio di previsione e ai suoi allegati (articolo 174, comma 1 del Tuel). Il deposito dei documenti per i consiglieri e l’acquisizione del parere dell’organo di revisione seguiranno la disciplina prevista dal regolamento di contabilità. È infatti venuto meno l’obbligo di acquisire il parere dell’organo di revisione entro il termine di approvazione in giunta.

Il Dup costituisce il presupposto indispensabile per l’approvazione del preventivo rispetto al quale deve esserne verificata la coerenza, e si compone della sezione strategica e di quella operativa. Quest’ultima deve contenere la programmazione triennale dei lavori pubblici, il piano del fabbisogno di personale e il piano di alienazione e valorizzazione immobiliare. La mancata adozione del nuovo decreto attuativo della programmazione dei lavori pubblici previsto dal Codice dei contratti (Dlgs 50/2016) obbliga a seguire le regole vigenti.

Il programma biennale degli acquisti e forniture

Nella sezione operativa deve essere compreso, per la prima volta, anche il programma biennale degli acquisti e forniture riferito agli acquisti di beni e di servizi di importo unitario stimato pari o superiore a 40mila euro. Nel programma dei beni e servizi, le amministrazioni devono individuare i bisogni che possono essere soddisfatti con risorse private.
In questa fase della programmazione, particolare attenzione deve essere riservata alla verifica degli stanziamenti presenti nelle annualità 2018-2019 del bilancio pluriennale dell’esercizio in corso, per individuare eventuali azioni correttive per il prossimo triennio o manovre sulle entrate e sulle spese. In attesa delle novità che entreranno in vigore dal 2018, gli enti devono impostare la programmazione tenendo conto della percentuale obbligatoria di accantonamento al fondo crediti dubbia esigibilità, che sale all’85% per il 2018 e al 100% dal 2019 (nel 2017 è 70%).

Le regole sull’utilizzo dei proventi per oneri concessori

La programmazione degli investimenti, da attuare nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, dal 2018 deve fare i conti con le regole sull’utilizzo dei proventi per oneri concessori, variate dalla legge di bilancio 2017. Dal 1° gennaio 2018, i proventi derivanti dai titoli abilitativi edilizi e delle sanzioni sono destinati solo e senza vincoli temporali alla realizzazione e manutenzione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici e nelle periferia degradate, a interventi di riuso e rigenerazione, alla demolizione di costruzioni abusive, all’acquisizione e realizzazione di aree verdi a uso pubblico.

I proventi da concessioni edilizie potranno poi finanziare interventi di tutela e riqualificazione ambientale, del patrimonio rurale pubblico o rivolti alla prevenzione del rischio idrogeologico e sismico. Vengono meno dunque le deroghe previste dall’articolo 2, comma 8 della legge 244/2007, che consentivano l’utilizzo dei proventi in questione per il finanziamento di spese correnti fino alla percentuale massima del 50% e per una quota non superiore a un ulteriore 25% per spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale.

Agli enti che approveranno il bilancio di previsione in consiglio entro il 31 dicembre e che rispetteranno gli obiettivi sul pareggio di bilancio non si applicheranno alcuni dei vincoli di finanza pubblica finalizzati al contenimento della spesa corrente.

 

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