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23/11/2017 02:48
Home Articoli EDILIZIA E URBANISTICA Sui presupposti necessari all'ottenimento della sanatoria - Differenze tra condono e sanatoria

Sui presupposti necessari all'ottenimento della sanatoria - Differenze tra condono e sanatoria

SENTENZA N. 4249 -T.A.R. Campania, Napoli, Sezione III, 5 settembre 2017

Le opere abusive possono essere sanate solo se sia provata la conformità dell’intervento alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda.

 

La doppia conformità è condicio sine qua non della sanatoria ed investe entrambi i segmenti temporali, cioè il tempo della realizzazione dell’illecito ed il tempo della presentazione dell’istanza.

Per pacifica giurisprudenza, anche di questa Sezione, da cui il Collegio non ritiene di doversi discostare (1), il provvedimento in questione ha una )connotazione eminentemente oggettiva e vincolata, essendo priva di apprezzamenti discrezionali, in quanto l’autorità procedente deve valutare l’assentibilità dell’opera eseguita sulla base della normativa urbanistica ed edilizia vigente in relazione ad entrambi i momenti considerati dalla norma e, dunque, svolgere una valutazione essenzialmente doverosa relativamente alla realizzazione di un assetto di interessi già prefigurato dalla disciplina urbanistica applicabile (cfr. T.A.R. Campania, Napoli, sez. III, 3/12/2014, n. 6305).

La domanda di accertamento di conformità è ontologicamente differente dalla domanda di condono, la quale ammette la regolarizzazione, nella misura in cui le specifiche norme di legge lo consentano, di manufatti che, oltre a non essere formalmente autorizzati, risultino eventualmente anche in contrasto con le prescrizioni urbanistiche (ex multis, Cons. St., sez. VI, 2/2/2015, n. 466).

La materia del condono, cioè, è regolata da un corpus normativo speciale e autonomo rispetto all’ordinario regime urbanistico ed edilizio, soggetto a specifici presupposti e a definite modalità per la concessione, nonché limitato a precisi ambiti temporali.

L’art.36 comma 4 del t.u. edilizia prevede che “ove l’intervento realizzato risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della realizzazione dell’intervento, sia al momento della presentazione della domanda, il responsabile dell’abuso o il proprietario dell’immobile possono ottenere la sanatoria dell’intervento versando la somma, non superiore a 5164 euro e non inferiore a 516 euro, stabilita dal responsabile del procedimento in relazione all’aumento di valore dell’immobile valutato dall’agenzia del territorio”.

La disposizione testè riportata impone quindi la c.d. doppia conformità, ossia la conformità non solo allo strumento urbanistico vigente all’epoca della edificazione sine titulo, ma anche a quello vigente al tempo in cui è richiesta la sanatoria. Peraltro, dopo un lungo travaglio, la giurisprudenza si è assestata nei sensi anzidetti (cfr. Cons. Stato, Sez. IV 14/5/2014 n. 2491; Corte cost., n. 101 del 2013) escludendo la praticabilità della c.d. sanatoria giurisprudenziale.

 

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