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20/09/2017 05:50
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Affidamenti diretti, dall’ANAC quattro opzioni per semplificare la verifica dei requisiti

di Giuseppe Latour

Verifica soft dei requisiti in caso di affidamento diretto, con un occhio di riguardo per gli importi minimi e le procedure gestite tramite mercato elettronico. E regole blindate per le rotazioni degli affidamenti e degli inviti, per consentire l’alternanza tra operatori senza penalizzare le imprese che si sono comportate in maniera corretta.

 

Sono questi i due elementi più importanti dellabozza di revisione della linea guida Anac n. 4 in materia di contratti sotto la soglia comunitaria, appena posta in consultazione (e anticipata sul Quotidiano degli enti locali e della Pa di ieri). Una revisione che fa parte del processo di aggiornamento di tutti i testi di attuazione del Codice appalti, annunciato dal presidente Raffaele Cantone, alla luce del decreto correttivo (n. 56/2017).

Livello minimo di trasparenza

Questa linea guida nasce come un prontuario per assicurare un livello minimo di trasparenza per gli appalti di scarso valore. Adesso, però, serve una manutenzione: il testo sarà in consultazione fino al 25 settembre.

La prima questione rilevante riguarda la verifica dei requisiti dell’aggiudicatario in caso di affidamento diretto, senza una gara formale. Il correttivo, infatti, ha rinviato all’Anac la disciplina di questi controlli. L’obiettivo dell’Authority è «individuare le modalità per semplificare ulteriormente le verifiche». Le alternative possibili sono quattro.

I requisiti

La prima ipotesi è di verificare il possesso da parte dell’aggiudicatario di tutti i requisiti. La seconda alternativa è prevedere la facoltà della stazione appaltante di non effettuare il controllo dei requisiti in alcuni casi: ad esempio, per gli affidamenti di importo inferiore a una certa soglia o per gli acquisti fatti sul mercato elettronico. Terza ipotesi: limitare le verifiche della stazione appaltante al controllo dell’assenza di annotazioni a carico dell’aggiudicatario nel casellario informatico dell’Autorità.

Oppure, come quarta strada, prevedere un minor numero di controlli, limitandosi ad esempio a quelli considerati obbligatori dalla direttiva 2014/24/Ue (assenza di condanne penali e di irregolarità fiscali e contributive).

Le rotazioni degli affidamenti e degli inviti

Ci sono poi le nuove regole per le rotazioni degli affidamenti e degli inviti, che l’Anac dovrà fissare con queste linee guida. Il principio è che «escludere dalla possibilità di partecipare ad una procedura negoziata o, al limite, ad un affidamento diretto il precedente affidatario potrebbe essere controproducente per la stazione appaltante, che potrebbe vedersi privata della possibilità di ricorrere alle prestazioni di un operatore economico che si è comportato in modo corretto».

L’Autorità, allora, ipotizza di suddividere l’elenco degli operatori economici, oltre che per tipologia di affidamento, anche per fasce di importo, considerando ogni sezione come un elenco autonomo. I vincoli alla partecipazione a una procedura riguarderanno una sezione ma non tutte le altre. In alternativa, si potrebbe adottare il principio di rotazione casuale.

 

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