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20/09/2017 02:07
Home Articoli Pubblico Impiego I dubbi di enti e amministrazioni pubbliche in materia di inquadramento del personale e indennità

I dubbi di enti e amministrazioni pubbliche in materia di inquadramento del personale e indennità

Può essere assegnata la qualifica di “ispettore di vigilanza” ad un dipendente di categoria C, con profilo di agente di polizia municipale, in possesso di un’anzianità di servizio complessiva di 40 anni, dei quali 35 prestati presso altro ente disimpegnando compiti di polizia stradale sempre nell’ambito della categoria C (Comparto Regioni e autonomie locali) ?

Con il quesito formulato viene richiesto se sia possibile conferire la qualifica di “ispettore di vigilanza” ad un agente di polizia municipale inquadrato nella categoria C e con un’anzianità di servizio complessiva di 35 anni.

 

Se la problematica, così come sinteticamente esposta, con il riferimento alla “qualifica di ispettore di vigilanza”, deve intendersi come riferita alla possibilità di inquadramento nella superiore categoria D del dipendente di cui si tratta, l’Agenzia non può che evidenziare quanto già espresso nei propri orientamenti applicativi, e cioè che la normativa applicabile (costituzionale, legislativa e contrattuale) in materia di inquadramento, non ha mai consentito e non consente attualmente alcuno spazio per reinquadramenti in alto o “promozioni” che prescindano da prove selettive e concorsuali, sulla base di decisioni unilaterali del datore di lavoro pubblico.

Se, invece, essa concerne solo il diverso e più limitato aspetto della possibilità di conferire il “grado” di ispettore di vigilanza al medesimo lavoratore, fermo restando il suo inquadramento nella categoria C, si è spiacenti di dover rilevare che Aran non ha elementi di valutazione da fornire.

Infatti, la contrattazione collettiva del comparto Regioni-autonomie Locali non ha mai regolamentato i contenuti e le modalità di riconoscimento dei “gradi” del personale dell’area della vigilanza.

Si tratta, infatti, di materia che esula dalla competenza negoziale, che, come è noto, limitata, ai sensi dell’articolo 40 del Dlgs n. 165/2001, solo alla disciplina degli aspetti normativi ed economici del rapporto di lavoro e, non può, quindi, estendersi anche all’organizzazione gerarchica della polizia municipale.


Un ente che ha proprio personale distaccato presso gli uffici del giudice di pace, secondo la vigente legislazione, in sede di contrattazione integrativa può riconoscere al suddetto personale un’indennità in qualche modo proporzionata all’indennità di giustizia specificamente prevista per il personale del settore della giustizia o dare luogo, direttamente, all’erogazione di tale indennità in luogo dell’indennità di comparto spettante a tutto il personale degli enti locali (Comparto Regioni e autonomie locali)?

In merito alla particolare problematica esposta, per quanto di competenza, l’Aran può solo evidenziare che i compensi e i trattamenti accessori che, attualmente, possono essere erogati ai dipendenti degli enti del comparto Regioni-autonomie locali sono solo ed esclusivamente quelli previsti dall’articolo 17 del Ccnl del 1° aprile 1999.

Infatti, come regola generale, il trattamento economico fondamentale ed accessorio del personale delle pubbliche amministrazioni è solo quello espressamente stabilito dai contratti collettivi nazionali di lavoro e, sulla base delle prescrizioni di questi ultimi, quello definito dai contratti collettivi decentrati integrativi, come chiaramente disposto dall’articolo 2, comma 3, e dall’articolo 45, comma 1, del Dlgs n. 165/2001.

Conseguentemente, si deve escludere ogni possibilità di compensi “atipici”, determinati autonomamente dal contratto integrativo o, in via unilaterale, dal datore di lavoro pubblico, nel senso sia dell’introduzione di compensi non previsti dal Ccnl sia dell’erogazione di quelli da questa stabiliti, tuttavia secondo importi e modalità diverse da quelle previste dal livello negoziale nazionale.

Inoltre, i suddetti trattamenti accessori del personale devono sempre trovare integrale copertura finanziaria nelle generali risorse dell’articolo 15 del Ccnl del 1° aprile 1999.

 

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