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23/11/2017 23:06
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Sulla costituzione ritardata del fondo decentrato da seguire la linea "morbida" del Mef

di Arturo Bianco

Nella disciplina delle regole che presiedono alla costituzione dei fondi per le risorse decentrate i dubbi non finiscono mai, per cui gli interpreti sono spesso chiamati a effettuare scelte su aspetti controversi e sui quali vi sono letture interpretative diverse.

In questo periodo i dubbi si concentrano soprattutto sulla possibilità di utilizzare nell’anno successivo, in caso di mancata costituzione del fondo per la contrattazione decentrata, le risorse previste da disposizioni di legge.

Su questa materia si stanno manifestando orientamenti assai diversificati tra la Ragioneria generale dello Stato e la sezione regionale di controllo della Corte dei conti del Molise, le cui tesi riprendono indicazioni formulate dalla analoga sezione regionale del Veneto (si veda anche il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 1° agosto). Non va inoltre dimenticato che rimane ancora da chiarire, il che pesa non poco sulla costituzione dei fondi destinati all’incentivazione dei dipendenti, se devono o meno essere inclusi nel tetto delle risorse per il salario accessorio ai fini del non superamento di quello dell'anno 2016 gli incentivi per le funzioni tecniche. Tenendo presente che, sulla base delle previsioni del Dl 75/2017, a partire da quest'anno le risorse per il salario accessorio in tutte le amministrazioni pubbliche non devono superare quelle del 2016.

La decisione della Corte dei conti del Molise

La deliberazione della sezione regionale di controllo della Corte dei conti del Molise n. 161/2017, in modo molto schematico, ritiene che solamente le risorse di parte stabile vadano in avanzo di amministrazione vincolato, sulla scorta del principio contabile n. 5.2 contenuto nell'allegato 4.2 del Dlgs 118/2011, mentre tutte le voci di parte variabile, senza alcuna eccezione, costituiscono economia di bilancio e non sono quindi utilizzabili per la incentivazione del personale e dei dirigenti.

Il principio contabile prevede che in avanzo di amministrazione vincolato debbano andare, in caso di mancata costituzione del fondo, solamente «la quota del fondo obbligatoriamente prevista dalla contrattazione nazionale». Formula che viene intesa come riferita esclusivamente alla parte stabile del fondo stesso, per cui tutte le risorse di parte variabile si devono considerare automaticamente escluse.

La linea interpretativa del Mef

Le indicazioni della Ragioneria generale dello Stato sembrano molto più convincenti rispetto a quelle del parere dei giudici contabili molisani, sia per la maggiore articolazione sia per il riferimento in modo più completo ai principi contabili.

La Ragioneria dello Stato ci ricorda che lo stesso principio contabile stabilisce che per poter corrispondere i compensi per l'avvocatura a fronte di successi nei contenziosi l'ente «previo accantonamento, stanzierà le relative somme nell'esercizio», il che è da considerare pienamente riconducibile alle regole basilari della finanza pubblica. Ma aggiunge anche che «in assenza del relativo impegno, le somme in questione confluiranno in avanzo vincolato in quanto scaturenti da una obbligazione passiva condizionata».

Come si vede, c’è il superamento della distinzione assai rigida per cui solamente le somme derivanti dalla parte stabile in caso di mancata costituzione del fondo vanno destinate ad avanzo vincolato.

Il parere della RgS n. 93197/2017aggiunge che la stessa regola si deve applicare anche agli incentivi per il recupero dell'evasione Ici.

E ciò in quanto siamo in presenza di una fattispecie assimilabile ai compensi per l'avvocatura dal punto di vista contabile. Il parere aggiunge infine che, condizione per la erogazione di questi incentivi, è la certificazione dell'organo di revisione «anche oltre il termine dell'esercizio». Il riferimento è alla certificazione della consistenza del fondo per le risorse decentrate e della sua legittima costituzione.

A parere di chi scrive queste regole possono essere considerate applicabili anche a tutte le forme di incentivazione previste da norme di legge e destinate a gruppi specifici di dipendenti a fronte dello svolgimento di attività peculiari, considerando tali quelle che non possono essere svolte da tutto il personale.

 

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